L’art. 2476, co. 6, c.c. disciplina l’azione dei creditori sociali, dettando la stessa regola che vige, in materia di s.p.a., ai sensi dell’art.2394 c.c.; si tratta di una responsabilità extracontrattuale, essendo i creditori sociali soggetti terzi rispetto alla società. Conseguentemente, incombe sul creditore l’onere di provare il fatto illecito e l’esistenza del dolo o della colpa degli amministratori; in merito al danno risarcibile, esso corrisponde a quello direttamente collegabile all’attività illecita che ha cagionato l’incapienza patrimoniale della società medesima, con conseguente insoddisfazione dei creditori sociali.
Ugualmente, l’azione di responsabilità di cui all’art. 2476, co. 7, c.c. si configura come responsabilità extracontrattuale, gravando sul danneggiato, anche in questo caso, la prova della colpa o del dolo. La particolarità dell’azione è che essa permette, al socio o al terzo, di agire per un danno diretto; non può infatti trattarsi del riflesso di un pregiudizio sofferto dal patrimonio sociale, in quanto il danno deve investire in via immediata il patrimonio del socio o del terzo.
Nelle società di persone il cumulo delle qualifiche di socio e di amministratore non impedisce che le irregolarità o illiceità commesse dal solo amministratore determinino, non solo, la relativa revoca dalla carica, ma anche l’esclusione del socio per violazione dei doveri previsti dallo statuto a tutela delle finalità e degli interessi dell’ente, potendo la violazione dei doveri del socio essere dedotta da comportamenti che minano l’affectio societatis sia in relazione ad atti di disposizione uti socius che da atti posti in essere nell’esercizio di funzioni gestorie o di controllo.
Nelle società in accomandita semplice, per effetto della regola per cui l’amministratore non può che essere un socio accomandatario, l’eventuale esclusione di questi dalla società, non diversamente da qualsiasi altra causa di scioglimento del rapporto sociale a lui facente capo, ne comporta ipso iure anche la cessazione dalla carica.
Costituendo le società di persone un centro di imputazione di situazioni giuridiche distinte da quelle dei soci, ancorché dette società non siano dotate di autonoma personalità giuridica, è configurabile con riguardo ad esse una responsabilità degli amministratori nei confronti dei singoli soci, oltre che verso la società, in termini sostanzialmente analoghi a quanto prevedono, in materia di società per azioni, gli artt. 2393 e 2395 c.c.
In applicazione del criterio del forum commissi delicti, è competente a conoscere dei giudizi di responsabilità intrapresi da singoli soci o creditori nei confronti degli amministratori di s.r.l. per danno diretto ai sensi degli artt. 2043 e 2476, co. 6, c.c., stante la natura (altro…)