Nell'ambito di una s.n.c. costituita da due soci al cinquanta per cento, congiuntamente amministratori, integrano "gravi inadempienze" ex art. 2286 c.c. le condotte del socio che si rifiuti di partecipare alla amministrazione della società e, al contempo, di stipulare un contratto di affitto di azienda o di vendita della medesima.
Per tali condotte omissive, perduranti e (altro…)
In materia di esclusione del socio, nella società in accomandita semplice trova applicazione l'art. 2286 c.c., che prevede quale presupposto la commissione di gravi inadempienze da parte del socio. La delibera di esclusione deve contenere (altro…)
Le gravi inadempienze che giustificano il ricorso al rimedio dell’esclusione del socio accomandatario possono attenere anche ad obbligazioni gravanti sul socio nella diversa qualità di amministratore poiché, se è ben vero che l’esclusione del socio per gravi inadempienze ex art. 2286 c.c. si pone su un piano distinto da quello della revoca dell’amministratore per giusta causa ex art. 2259 c.c., è parimenti vero (altro…)
Poiché l'art. 2301 c.c. vieta l'esercizio in concreto dell'attività concorrenziale da parte del socio, la violazione di tale divieto deve essere circoscritta al periodo ricompreso (altro…)
La questione relativa alla sussistenza di una causa di scioglimento della società non riguarda soltanto il personale interesse dei soci, di per sé disponibile, quanto piuttosto l'interesse generale al mantenimento in vita della società, riferito (altro…)
Il comportamento del socio accomandatario di una s.a.s., che cumuli la qualifica di amministratore, il quale non adempia all'obbligo di tenere i libri e le altre scritture contabili prescritto dall'art. 2214 c.c. e non provveda alla redazione del bilancio, non consentendo, in tal modo, ai soci accomandanti di prendere visione della documentazione contabile della società, integra giusta causa non solo di revoca dell'amministratore, ma altresì di esclusione del socio ai sensi dell'art. 2286 c.c. perché (altro…)
La circostanza che un socio di s.n.c. abbia lavorato part-time presso l'azienda di una società concorrente non dimostra che egli sia socio di fatto di tale seconda società, potendo lo stesso aver lavorato come dipendente. Infatti, (altro…)
Il diritto di recesso per giusta causa, nella s.n.c. (ex 2285 c.c.), in conformità alla nozione delineata dalla giurisprudenza di legittimità (si veda Cass. 1602/2000), ricorre al verificarsi della violazione degli obblighi contrattuali da parte dei soci, oppure alla violazione dei doveri di fedeltà, lealtà, diligenza o correttezza coessenziali al substrato fiduciario che caratterizza il rapporto sottostante. Pertanto (altro…)
La mancata consegna della documentazione relativa alla gestione, necessaria ai fini contabili e tributari, al consulente della società, nonché l'omissione della presentazione delle dichiarazioni fiscali della società, sono circostanze sufficienti (altro…)
Nel giudizio di opposizione avverso l'esclusione del socio di una società di persone, la legittimazione passiva compete esclusivamente alla società, in persona del legale rappresentante, anche se è consentita, come modalità equipollente d'instaurazione del contraddittorio, la citazione (altro…)
Quando il socio amministratore compie atti contrastanti non solo con i doveri inerenti al rapporto gestorio, ma anche con gli obblighi ad esso incombenti quale socio, tali fatti ben possono costituire presupposto, oltre che della revoca per giusta causa della facoltà di amministrare, anche per l’esclusione dalla società ai sensi dell’art. 2286, co.1, c.c., quando si connotino in termini di gravità tale da compromettere il conseguimento dell’oggetto sociale (altro…)