Non perde la legittimazione ad agire il socio che ha esercitato il diritto di opzione a vendere la propria partecipazione sociale, se il trasferimento delle quote non si è ancora perfezionato. (altro…)
In un giudizio di responsabilità verso i sindaci, anche a voler dare per scontata, sia pure in via meramente astratta, la violazione del dovere di diligenza degli stessi, non potrebbe essere riconosciuto a titolo di danno l’importo relativo al maggiore attivo indicato in bilancio. Il bilancio (altro…)
I creditori sociali di una società a responsabilità limitata possono agire nei confronti degli amministratori in ragione dell'applicazione analogica dell'art. 2394 c.c. La mancata previsione nelle srl di una responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali per la violazione dell'obbligo di conservare il patrimonio sociale, equipollente a quella dell'art. 2394 c.c., appare frutto (altro…)
La domanda attorea proposta da un fondo comune di investimento mobiliare chiuso deve essere qualificata quale domanda pertinente non al fondo ma alla società di gestione del risparmio che ha rilasciato il mandato per conto del fondo medesimo, tale per cui a quest’ultimo deve essere assegnato un termine per la regolarizzazione della procura. (altro…)
Al fallimento della società che agisce per la responsabilità della società di revisione non può essere opposta la clausola del contratto di incarico di revisione che determina una deroga alla giurisdizione competente.
Il curatore fallimentare è legittimato attivo rispetto all'azione di responsabilità nei confronti del revisore secondo quanto risulta dalla lettura complessiva degli articoli 2394, 2394 bis, 2407 e 2409 sexies c.c.
Non può essere imputata al revisore che abbia espresso un giudizio di impossibilità di esprimere un giudizio, la responsabilità per la continuazione dell'attività della società revisionata. Il revisore non è infatti né l'amministratore titolare del potere gestorio, né il destinatario dell'obbligo di gestire la società in stato di scioglimento esclusivamente secondo criteri conservativi, né il socio che ha il potere di determinare la messa in liquidazione della società, né un soggetto legittimato a presentare denunce ex art. 2409 c.c., né soggetto che abbia il potere di innescare una procedura concorsuale, sicché la sua relazione ha effetto in tanto in quanto sia recepita da soggetti diversi, che preso atto del suo contenuto adottino i comportamenti conseguenti.
Al fallimento della società che agisce per la responsabilità della società di revisione non può essere opposta la clausola del contratto di incarico di revisione che determina una deroga alla giurisdizione competente. (altro…)