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Individuazione dell’oggetto nella cessione di ramo d’azienda
L’attività di noleggio è attività economicamente e giuridicamente distinta da quella di produzione e di vendita e, se non è...

L’attività di noleggio è attività economicamente e giuridicamente distinta da quella di produzione e di vendita e, se non è menzionata nella descrizione del compendio aziendale, non vi è ragione perché dovrebbe esservi ricompresa. Non se ne può peraltro desumere l’inclusione dal riferimento a “tutte le posizioni soggettive … nessuna esclusa”, perché le posizioni soggettive trasferite sono quelle relative “all’attività svolta dal ramo aziendale” e quindi tutte e sole quelle relative alla produzione [Nel caso di specie, il Tribunale ha respinto la domanda dell’attrice fondata sull’assunto che i contratti di noleggio di simulatori di guida sportiva fossero ricompresi nella cessione del ramo d’azienda inerente l’attività di produzione di simulatori di guida sportiva e l’attività di service ed assistenza post-vendita]

È vero che ciò che non è espressamente escluso segue l’azienda trasferita ma solo se la concerne; l’azienda trasferita è quella che viene dedotta in contratto, non ciò che di fatto il cedente possiede; nulla impedisce che il cedente trasferisca una parte dei suoi beni, sufficienti a costituire un compendio aziendale, e che ne trattenga un’altra parte, sufficiente o insufficiente che sia a svolgere attività d’impresa.

Quando, all’udienza di precisazione delle conclusioni, una parte chiede la discussione orale della causa davanti al collegio ai sensi dell’art. 275 c.p.c., l’istanza deve essere riproposta al presidente del tribunale alla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica, non potendo detta istanza essere semplicemente inserita nella memoria di replica. Le due modalità di riproposizione della richiesta non sono equivalenti, posto che la memoria di replica non viene esaminata al momento del suo deposito ma successivamente, quando la causa viene portata in camera di consiglio, con la conseguenza che l’accoglimento dell’istanza contenuta nella memoria di replica comporterebbe una dilatazione del procedimento, che la presentazione al presidente invece evita.

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Improcedibilità dell’azione di condanna nei confronti di società fallita
Nel caso di fallimento di una società, l’azione per l’accertamento e la condanna al pagamento di un credito dev’essere dichiarata...

Nel caso di fallimento di una società, l’azione per l’accertamento e la condanna al pagamento di un credito dev’essere dichiarata d’ufficio (i) inammissibile, se la dichiarazione di fallimento è anteriore alla proposizione della domanda, o (ii) improcedibile, se la dichiarazione di fallimento sopravviene nel corso del giudizio nel corso del giudizio, atteso che l'accertamento di un credito nei confronti di una società fallita è devoluto al procedimento di formazione dello stato passivo di esclusiva competenza del giudice delegato ex artt. 52 e 93 l.f. L’unica eccezione può essere costituita dal caso in cui la prosecuzione del giudizio sia finalizzata alla precostituzione di un titolo destinato a valere unicamente per l’ipotesi di ritorno in bonis della società; tuttavia, per evitare la pronuncia di improcedibilità, è necessario che l’attore in riassunzione, nel convenire la curatela, espliciti con chiarezza tale particolare finalità.

Nel caso in cui si ricorra allo strumento di cui all’ultimo comma dell’art. 2347 ter c.c. per determinare il valore delle azioni, l'eventuale contestazione avverso la stima di valore di liquidazione delle azioni del recedente effettuata dall’esperto nominato dal Tribunale non soggiace ai  termini del reclamo cautelare né dell’appello di merito, essendo pertanto la contestazione soggetta al termine ordinario decennale di prescrizione dei diritti.

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Azione di responsabilità civile da parte del curatore del fallimento in s.r.l. nei confronti dell’amministratore di fatto
La corretta individuazione della figura dell’amministratore di fatto, di cui all’art. 2639 c.c.,  richiede l’accertamento dell’avvenuto inserimento nella gestione dell’impresa,...

La corretta individuazione della figura dell’amministratore di fatto, di cui all’art. 2639 c.c.,  richiede l’accertamento dell’avvenuto inserimento nella gestione dell’impresa, desumibile dalle direttive impartite e dal condizionamento delle scelte operative della società, (altro…)

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Responsabilità solidale di società a seguito di scissione
Ai sensi dell’art. 2506-quater, ultimo comma, c.c., ogni società partecipante alla scissione può essere chiamata a rispondere solidamente di un...

Ai sensi dell’art. 2506-quater, ultimo comma, c.c., ogni società partecipante alla scissione può essere chiamata a rispondere solidamente di un debito, rispondendone per intero solo la società cui il debito è trasferito o mantenuto, mentre le altre sono responsabili solidali, secondo un beneficium ordinis, solo nei limiti della quota di patrimonio netto di loro spettanza, come determinato al momento della scissione, atteso che la suddetta norma tende a mantenere integre le garanzie dei creditori sociali ma non anche ad accrescerle; l’eventuale mancata opposizione del creditore alla scissione non preclude l’esperimento dell’azione nei confronti della società beneficiaria. (altro…)

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Estensione all’amministratore degli effetti della transazione stipulata tra società e terzi debitori solidali
Non risponde del danno cagionato alla società in concorso con terzi l’amministratore che nel corso del giudizio dichiari di voler...

Non risponde del danno cagionato alla società in concorso con terzi l'amministratore che nel corso del giudizio dichiari di voler profittare ex art. 1304 c.c. della transazione intercorsa tra la società e i terzi. (altro…)

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Pagamenti preferenziali, azione di responsabilità dei creditori e del terzo e intervenuto fallimento della società, richiesta di discussione orale davanti al collegio
Non può essere accolta la richiesta di risarcimento del danno avanzata nei confronti degli amministratori, dei liquidatori, dei sindaci e...

Non può essere accolta la richiesta di risarcimento del danno avanzata nei confronti degli amministratori, dei liquidatori, dei sindaci e della società di revisione legale dei conti poichè, rientrando le domande proposte nell'azione di cui all'art. 2394 c.c. e divenuta questa improcedibile una volta intervenuto il fallimento della società debitrice, gli accertamenti relativi al danno devono essere compiuti esclusivamente dal curatore (inosservanza dei doveri inerenti alla conservazione del patrimonio sociale, redazione di bilanci non veri, pagamenti preferenziali in violazione della par condicio creditorum, mancata vigilanza sull'attività degli amministratori, violazione dei doveri di controllo gravanti sulla società di revisione). (altro…)

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Azione risarcitoria di un partecipante a un fondo di investimento immobiliare chiuso nei confronti della società di gestione e della banca controllante
I partecipanti a un fondo comune di investimento sono legittimati a far valere un’azione risarcitoria nei confronti della società di...

I partecipanti a un fondo comune di investimento sono legittimati a far valere un'azione risarcitoria nei confronti della società di gestione per l'inadempimento agli obblighi di gestione dei beni del fondo imputabili alla stessa società di gestione in qualità di mandataria ai sensi degli artt. 36 e 40 t.u.f. nonché (altro…)

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