I componenti del consiglio di amministrazione di una società a responsabilità limitata che abbiano posto in essere condotte distrattive, consistenti, inter alia, nel pagamento da parte della società di canoni di locazione relativi ad immobili utilizzati da membri familiari, nonché, nel prelievo di somme al fine di sostenere spese personali (annotate in contabilità come crediti verso gli amministratori), cui non abbiano fatto seguito tempestive iniziative restitutorie, (altro…)
La disciplina di cui all'art. 2947, comma 3, c.c. va riferita sia al danno da fatto illecito contrattuale che a quello extracontrattuale, purché sia considerato dalla legge come reato (cfr. Cass. n. 16314/2017) e la sua applicazione prescinde dalla effettiva promozione o meno di processo penale per i fatti in discussione in sede civile, essendo demandato al giudice civile l'accertamento incidenter tantum della configurabilità come reato delle condotte poste a base della domanda risarcitoria (cfr. Cass. n. 27337/2008). (altro…)
La legittimazione attiva all’esercizio dell’azione di responsabilità contro gli amministratori ex art. 146 l. fall. compete anche al curatore della S.r.l. fallita.
L’obbligo risarcitorio (altro…)
E' revocabile per mutamento delle circostanze il sequestro conservativo ante causam disposto a cautela dell'azione risarcitoria verso gli amministratori di una società ex art. 2394 c.c., nel caso in cui tale società sia stata nel frattempo dichiarata fallita.
Grava su chi promuove il giudizio l'onere di dimostrare la sussistenza delle violazioni, il nesso di causalità tra queste e il danno verificatosi, mentre incombe sugli amministratori convenuti l'onere di dimostrare l'adempimento ovvero la non imputabilità (altro…)
È tenuto a risarcire il danno l’organo amministrativo che continua ad esercitare l’attività di impresa nel momento in cui il patrimonio netto della società è divenuto negativo. Nel caso di specie, gli amministratori (altro…)
E' tenuto a risarcire il danno l'amministratore delegato di S.r.l. che in un'operazione di cessione di partecipazioni sociali di pertinenza della società amministrata abbia sottoscritto delle clausole palesemente valutabili ex ante come irragionevoli, in quanto contrarie al generale dovere di conservazione del patrimonio sociale, risolvendosi nell'attribuzione di un bene sociale a terzi senza alcuna ragionevole aspettativa di pagamento del corrispettivo. (Nella specie si trattava di clausole volte a riconoscere all'acquirente il pagamento differito e l'equiparazione a quietanza del mancato proponimento dell'azione di adempimento da parte della cedente entro un determinato termine ristretto, a fronte della immediata disponibilità delle quote cedute per la cessionaria, della mancata previsione di alcuna garanzia in ordine al pagamento del prezzo differito e delle condizioni patrimoniali della cessionaria).
In caso di omissioni rilevanti sul piano tributario gli amministratori (di diritto e di fatto), in difetto di prova contraria, devono essere ritenuti responsabili dei danni pari agli importi delle sanzioni, degli interessi, degli aggi contestati ed accertati, oltre interessi legali delle singole condotte contestate sino al saldo. (altro…)
Dopo la cancellazione, la responsabilità di soci e liquidatori nei confronti dei creditori sociali insoddisfatti ex art. 2495, comma 2, c.c. assorbe quella ex art. 2476 c.c.
Anche l'azione di responsabilità dei creditori sociali contro l'amministratore di s.r.l. è compendiata nell'azione del curatore fallimentare ex art. 146 l.fall.
Gli amministratori rispondono dei danni che siano conseguenza immediata e diretta della loro condotta inadempiente alla stregua delle regole generali in materia di responsabilità contrattuale ( 1218, 1223, 1225, 1226 c.c.).
Il mancato accertamento doloso o colposo della totale erosione del capitale sociale per perdite e la conseguente omissione (altro…)