In tema di opposizione a decreto ingiuntivo, l’eccezione di compensazione legale non può essere accolta quando il controcredito opposto necessiti di accertamento istruttorio ai fini della sua stessa esistenza e del relativo ammontare, non potendosi in tal caso qualificare il credito come certo, liquido ed esigibile.
La delibera assembleare che riconosce all’amministratore di S.r.l. compensi, rimborsi spese o fringe benefit non costituisce, da sola, piena prova del quantum complessivamente dovuto a tale titolo, specialmente quando le maggiori somme asseritamente percepite in eccedenza non risultino evidenziate come poste da recuperare nei bilanci regolarmente approvati relativi agli esercizi di riferimento né siano state oggetto di tempestiva richiesta di restituzione.
Non è provata l’appropriazione di beni sociali da parte dell’ex amministratore quando dall’istruttoria emerga una prassi aziendale di ordinativi eseguiti a nome della società nell’interesse dei soci e manchi la prova che i beni fatturati siano stati destinati a finalità private, tanto più quando le fatture per beni ricevuti anni prima siano emesse solo a esercizio chiuso e dopo il pignoramento promosso dall’amministratore. Resta così confermato il decreto ingiuntivo ottenuto dall’ex amministratore dimissionario per l’indennità di tre mensilità riconosciutagli dall’assemblea che ne aveva preso atto delle dimissioni, quantificata al lordo dell’aliquota fiscale marginale.