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Sentenze con tag: determinazione equitativa

Tribunale di Palermo, 13 Ottobre 2023, n. 4500/2023
L’illecita riproduzione di un’opera figurativa all’interno di un DVD
Salvo patto contrario, la cessione ad un terzo dell’esemplare di un dipinto non implica automaticamente la cessione del diritto di...

Salvo patto contrario, la cessione ad un terzo dell'esemplare di un dipinto non implica automaticamente la cessione del diritto di riproduzione del medesimo o di altri diritti di utilizzazione economica dell'opera.

L'assenza della firma dell'autore sull'opera o comunque la sua indicazione a margine della medesima rileva esclusivamente ai fini della valutazione della condotta dolosa del reato di diffusione abusiva di immagini ma non ai fini della responsabilità risarcitoria, rispetto alla quale è sufficiente che sia dimostrata la negligenza nel non aver verificato la provenienza delle immagini prima della loro pubblicazione. In particolare, infatti, la diligenza richiesta per l'attività imprenditoriale di riproduzione e distribuzione su larga scala di opere comprende anche l'attenzione ed il rispetto della disciplina in materia di diritto d'autore.

Il conferimento a terzi dell'incarico di reperire le immagini e di procedere al loro montaggio all'interno di un'opera multimediale non esonera colui che ha conferito l'incarico dalle responsabilità conseguenti all'eventuale violazione dei diritti d'autore su tali opere.

Il risarcimento del danno derivante dalla violazione dei diritti d'autore richiede la prova del danno, del dolo o della colpa, dei riflessi patrimoniali o morali del danno e del relativo nesso causale tra la condotta ed il pregiudizio.

Il valore in sé dell'opera non rileva ai fini della quantificazione del danno patrimoniale derivante dalla violazione dei diritti dell'autore sulla medesima, atteso che la stessa si fonda sul duplice criterio alternativo della retroversione degli utili conseguiti dall'autore della violazione ovvero del c.d. "prezzo del consenso. Secondo il primo criterio, i profitti direttamente realizzati dall'autore della violazione costituiscono un parametro di valutazione della pretesa risarcitoria. Sulla base del secondo criterio, invece, ci si avvale di una valutazione equitativa che vede quale riferimento minimale il prezzo che avrebbe avuto la cessione dei diritti di utilizzazione economica dell'opera stessa.

Qualora il titolare dei diritti d'autore violati non riesca a dimostrare l'esatta portata della violazione né i profitti da essa derivanti, è possibile operare una quantificazione meramente equitativa del pregiudizio da ristorare.

Quando la violazione dei diritti d'autore su di un opera figurativa si sia tradotta in una sua riproduzione all'interno di un'opera multimediale, occorre prendere in considerazione il lasso temporale in cui l'opera figurativa viene mostrata all'interno dell'opera multimediale, nonché la diffusione di quest'ultima [Nel caso di specie, il Tribunale - ai fini del risarcimento del danno patrimoniale - ha considerato che l'illecita riproduzione del dipinto all'interno del DVD durava soltanto per pochi secondi e che lo stesso, in via di approssimazione, era stato vista da qualche migliaio di persone].

Il diritto morale dell'autore costituisce quella ricompensa non economica che consiste nell'essere riconosciuto presso il pubblico indistinto come il soggetto che ha realizzato quell'opera con il proprio apporto originale e creativo.

Il pregiudizio derivante dalla violazione del diritto morale dell'autore può anche essere quantificato secondo equità.

L'obbligo di risarcire i danni patrimoniali e non patrimoniale derivanti dalla violazione dei diritti dell'autore sull'opera costituisce un debito di valore e, pertanto, lo stesso è soggetto ad interessi e rivalutazione monetaria.

 

 

 

 

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04/05/2025
Data sentenza: 13/10/2023
Numero: 4500/2023
Carica: Presidente
Giudice: Claudia Turco
Relatore: Emanuela Piazza
Registro : RG – 6267 –  2018
Tribunale di Palermo, 10 Novembre 2022
Il dies a quo della prescrizione della responsabilità dell’amministratore è quello delle dimissioni e non dell’iscrizione della delibera di sostituzione
L’iscrizione nel registro delle imprese della delibera con cui l’assemblea ha accettato le dimissioni dell’amministratore e nominato un nuovo organo...

L’iscrizione nel registro delle imprese della delibera con cui l'assemblea ha accettato le dimissioni dell'amministratore e nominato un nuovo organo amministrativo non ha efficacia costitutiva, ma solo dichiarativa. Pertanto, il dies a quo per il calcolo del termine di prescrizione dell’azione sociale di responsabilità nei confronti del primo amministratore deve essere identificato nella data dell'assemblea e non dell'iscrizione della relativa delibera.

L’amministratore di una società con l’accettazione della carica acquisisce il diritto ad essere compensato per l’attività svolta in esecuzione dell'incarico affidatogli. Con riferimento poi alla determinazione della misura del compenso, la norma di cui all’art. 2389, co. 1, c.c. prevede che qualora essa non sia stabilita nello statuto, è necessaria una esplicita delibera assembleare, che non può considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio. Laddove, invece, manchi una disposizione dell’atto costitutivo e l’assemblea si rifiuti od ometta di stabilirlo o lo determini in misura inadeguata, l’amministratore è abilitato a richiederne al giudice la determinazione, anche in via equitativa.

La determinazione giudiziaria del giusto compenso dell’amministratore di società di capitali, ove non pattuito dalle parti deve essere condotta alla stregua del criterio di equità, secondo la regola della proporzione con l’entità della prestazione in concreto svolta e con il risultato fatto conseguire alla società, potendo rilevare, al riguardo, una pluralità di elementi, quali l’impegno profuso dall’amministratore nell’attività prestata, la situazione economica della società, gli utili e i vantaggi conseguiti, la misura dei compensi come corrisposti nei precedenti esercizi, il compenso corrente nel mercato per analoghe prestazioni, in relazione a società di simili dimensioni e così via.

In tema di assemblea dei soci per la promozione dell’azione di responsabilità, non rileva la mancata sottoscrizione di tale verbale da parte del presidente e dal segretario, atteso che trattasi di vizi meramente formali e tali da non inficiarne in ogni caso la validità, soprattutto qualora l’assemblea si svolga in modalità totalitaria e qualora non vi siano state impugnazioni di tale delibera.

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10/01/2024
Data sentenza: 10/11/2022
Registro : RG – 4792 –  2018
Tribunale di Milano, 8 Giugno 2023
OPA totalitaria: tra il diritto di acquisto dell’offerente ex art. 111 TUF e la tutela della minoranza dei soci. Valutazioni in punto di legittimità costituzionale dell’art. 111 TUF e sull’assenza di un correttivo sul prezzo di mercato nella disciplina del diritto all’acquisto
Il diritto di acquisto ex art 111 TUF si colloca al di fuori dell’art 42 comma 3 Cost perché il...

Il diritto di acquisto ex art 111 TUF si colloca al di fuori dell’art 42 comma 3 Cost perché il diritto di acquisto non è espressione dell’esercizio di un atto di imperio pubblico ma trova fondamento nella disciplina (legale) del contratto di società che conforma la “proprietà” delle azioni delle società quotate in funzione degli interessi generali del mercato, dell’efficienza dei medesimi e indirettamente dell’organizzazione stessa delle società ex art 42 co 2 Cost.

In punto di intrinseca iniquità del prezzo offerto in sede di squeeze-out in caso di crisi finanziarie idonee a deprimere irragionevolmente il prezzo del titolo, sebbene la riduzione del prezzo dei titoli quotati su mercati regolamentati in occasione di crisi finanziarie possa favorire manovre speculative non vietate degli operatori economici, tendenti a sfruttare la situazione favorevole in essere, tale evenienza è insita nel medesimo meccanismo di funzionamento dei mercati finanziari, nei quali il prezzo di uno strumento si forma, momento per momento, dall’incontro tra domanda e offerta sulla base di vari fattori interni alla società ma anche esterni e collegati al sistema economico del paese o internazionali.

L’assenza di un correttivo sul prezzo di mercato nella disciplina del diritto all’acquisto, non incide sulla legittimità costituzionale dell’istituto, rientrando nell’ambito delle scelte del legislatore stabilire l’equilibrio più corretto tra gli interessi in gioco, con il solo limite della ragionevolezza (art. 3, Cost.), che nel regolare i contrapposti interessi del socio di maggioranza quasi totalitaria e della residua minoranza manifestamente non risulta violato qualora il prezzo sia stabilito secondo i criteri dell’art 108 commi 2, 3 e 4 TUF e si tratti del medesimo prezzo garantito con l’Opa nell’interesse della minoranza che voglia esercitare la facoltà di disinvestimento.

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08/12/2023
Data sentenza: 08/06/2023
Registro : RG – 19245 –  2020
Tribunale di Genova, 5 Giugno 2019
La determinazione del valore di liquidazione delle azioni per le quali viene esercitato il diritto di recesso, affidata all’esperto nominato dal Tribunale, è rimessa all’equo apprezzamento del terzo
Il terzo arbitratore, a meno che le parti si siano affidate al suo «mero arbitrio» deve procedere con equo apprezzamento...

Il terzo arbitratore, a meno che le parti si siano affidate al suo «mero arbitrio» deve procedere con equo apprezzamento alla determinazione della prestazione, adottando cioè un criterio di valutazione ispirato all'equità contrattuale, che in questo caso svolge una funzione di ricerca in via preventiva dell'equilibrio mercantile tra prestazioni contrapposte e di perequazione degli interessi economici in gioco. Pertanto l'equo apprezzamento si risolve in valutazioni che, pur ammettendo un certo margine di soggettività, sono ancorate a criteri obbiettivi, desumibili dal settore economico nel quale il contratto incompleto si iscrive, in quanto tali suscettibili di dare luogo ad un controllo in sede giudiziale circa la loro applicazione nel caso in cui la determinazione dell'arbitro sia viziata da iniquità o erroneità manifesta, il che si verifica quando sia ravvisabile una rilevante sperequazione tra prestazioni contrattuali contrapposte, determinate attraverso l'attività dell'arbitratore.

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09/02/2022
Data sentenza: 05/06/2019
Registro : RG – 12496 –  2016
Tribunale di Milano, 23 Ottobre 2015
Dissipazione del patrimonio sociale e violazione del dovere di cooperazione con l’Ufficio fallimentare
E’ responsabile nei confronti della s.r.l. – poi fallita – l’amministratore che abbia gravemente violato i propri doveri così da...

E' responsabile nei confronti della s.r.l. - poi fallita - l'amministratore che abbia gravemente violato i propri doveri così da determinare il dissesto della società e l'insufficienza del patrimonio sociale per il pagamento dei creditori sociali e che abbia continuato (altro…)

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14/05/2016
Data sentenza: 23/10/2015
Registro : RG – 20371 –  2011
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