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Sentenze con tag: donazione

Tribunale di Milano, 27 Luglio 2019
Simulazione di un atto di compravendita e donazione di partecipazioni sociali
Non è legittimata ex art. 563 c.c. a far valere l’azione di simulazione con riferimento ad atti di disposizione del...

Non è legittimata ex art. 563 c.c. a far valere l'azione di simulazione con riferimento ad atti di disposizione del proprio futuro dante causa la mera futura legittimaria, poiché non è configurabile una lesione di legittima in ordine ad un patrimonio non ancora relitto, dovendosi escludere, a norma dell’art. 1415, co. 2, c.c., che il coniuge sia legittimato a far valere in quanto legittimario la simulazione di una compravendita intercorsa tra l’altro coniuge e un figlio (nel caso di specie, l’attrice allegava che il coniuge e i figli avrebbero simulato la cessione di quote di varie s.r.l., ponendo in realtà in essere un atto di donazione). (altro…)

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11/01/2022
Data sentenza: 27/07/2019
Registro : RG – 39312 –  2017
Tribunale di Milano, 29 Ottobre 2020
Donazione “mista” di quote ed eccessiva sproporzione tra corrispettivo e valore
La causa del contratto nel negotium mixtum cum donatione ha natura onerosa ma ha lo scopo di raggiungere in via...

La causa del contratto nel negotium mixtum cum donatione ha natura onerosa ma ha lo scopo di raggiungere in via indiretta l'arricchimento di una delle due parti in ragione della sproporzione tra il corrispettivo pattuito e il reale valore del bene. Tuttavia, il corrispettivo non può risolversi in un valore meramente simbolico. Invero, in questo caso difetterebbe una effettiva volontà delle parti di dar vita a una compravendita e sarebbe necessaria la forma dell'atto pubblico a tutela del donante.

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11/01/2022
Data sentenza: 29/10/2020
Registro : RG – 43023 –  2018
Tribunale di Milano, 30 Gennaio 2019
La ripartizione degli oneri probatori in caso di risoluzione del contratto di cessione di azienda e di azione revocatoria
In forza della disciplina della ripartizione degli oneri probatori spetta al debitore convenuto per la risoluzione o l’adempimento del contratto...

In forza della disciplina della ripartizione degli oneri probatori spetta al debitore convenuto per la risoluzione o l’adempimento del contratto provare il fatto estintivo, modificativo o impeditivo del diritto una volta che il creditore agente abbia fornito la prova della fonte negoziale o legale del suo diritto e, se previsto, del termine di scadenza, costituita, nella fattispecie dal contratto di cessione di azienda. (altro…)

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25/04/2019
Data sentenza: 30/01/2019
Registro : RG – 29162 –  2017
Tribunale di Roma, 15 Marzo 2026, n. 21224/2015
Revocazione della donazione di quota sociale per ingratitudine. Esercizio del diritto di recesso da una s.r.l.
La controversia instaurata per ottenere la revocazione della donazione di una quota sociale ha ad oggetto la costituzione e l’estinzione...

La controversia instaurata per ottenere la revocazione della donazione di una quota sociale ha ad oggetto la costituzione e l’estinzione del rapporto sociale fra socio e società a responsabilità limitata, pertanto è di competenza della Sezione Specializzata delle Imprese ai sensi dell’art. 3, 2° e 3° comma del D.lgs. 168/03 come modificato dal D.L. 1/12, convertiti con modificazioni nella L. 27/12.

La condotta del donatario, che abbia agito per provocare lo scioglimento della società, solo indirettamente costituisce un danno per i singoli soci, attesa la distinzione tra questi ultimi e la società; pertanto, non ricorrendo la fattispecie del donatario che dolosamente arrechi grave pregiudizio al patrimonio del donante, la donazione di quota sociale non può essere revocata.
L’ingiuria grave, che consiste in un comportamento con il quale si arrechi all’onore e al decoro del donante un’offesa suscettibile di ledere gravemente il patrimonio morale della persona, da valutare in concreto in relazione alle condizioni sociali e ambientali delle parti, nonché con riferimento al momento in cui è stata posta in essere, è causa di revocazione della donazione di quota sociale.
L’ingiuria grave non può essere desunta da singoli accadimenti che, pur risultando di per sé censurabili, per il contesto in cui si sono verificati e per una situazione oggettiva di aspri contrasti esistenti tra le parti, non possono essere ricondotti ad espressione di quella profonda e radicata avversione verso il donante che costituisce il fondamento della revocazione della donazione per ingratitudine (Nella specie il Tribunale ha rigettato la domanda di revocazione della donazione di quota sociale promossa dal padre, amministratore unico di una s.r.l., contro la figlia, socia della s.r.l. stessa, atteso che quest’ultima, esercitando legittimamente il proprio diritto di critica, aveva mostrato le proprie perplessità in relazione a un gestione rigida e obsoleta della società senza, peraltro, utilizzare espressioni offensive) .
In tema di diritto di recesso, il ricorso all’arbitratore, di cui al secondo capoverso del terzo comma dell’art. 2473 c.c., è ipotizzabile solo in caso in mero disaccordo sul quantum, mentre se vi è contestazione da parte della società in ordine all’an, ossia alla legittimità stessa del recesso, è corretto introdurre un giudizio di accertamento nelle forme del giudizio ordinario.
Ciò che rileva ai fini del valido esercizio del diritto di recesso è la volontà di recedere del socio e il richiamo, da questi operato, alla specifica fattispecie del recesso connesso alla durata della società (tempo determinato o indeterminato), mentre spetta al Giudice l’esatto inquadramento normativo o statutario della fattispecie concreta del diritto di recesso.
In tema di rimborso delle partecipazioni per cui è esercitato il recesso, non sono dovuti interessi moratori fino alla scadenza del termine dilatorio entro il quale deve avvenire il pagamento.

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17/11/2015
Data sentenza: 15/03/2026
Numero: 21224/2015
Carica: Presidente
Giudice: Francesco Mannino
Relatore: Francesco Remo Scerrato
Registro : RG – 17671 –  2013
Tribunale di Milano, 9 Marzo 2015
Natura obbligatoria della “proprietà” fiduciaria “revocabile” ad nutum
La “proprietà” fiduciaria – che trova fonte in un mandato fiduciario revocabile ad nutum – si sostanzia in una pluralità di...

La “proprietà” fiduciaria – che trova fonte in un mandato fiduciario revocabile ad nutum – si sostanzia in una pluralità di rapporti di carattere obbligatorio fra il fiduciario (= «soggetto apparente proprietario») e il/i fiduciante/i, con la conseguenza che non è suscettibile di rivendica ed è compromettibile in arbitri, non configurandosi il problema dell’efficacia erga omnes della clausola arbitrale.

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27/06/2015
Data sentenza: 09/03/2015
Registro : RG – 32959 –  2012
Tribunale di Milano, 19 Aprile 2013
Cessione di azioni contro la costituzione di rendita vitalizia e prova della simulazione
Ai fini dell’ammissibilità della prova per testi o presunzioni della simulazione non è sufficiente dedurre l’illiceità del contratto di donazione...

Ai fini dell'ammissibilità della prova per testi o presunzioni della simulazione non è sufficiente dedurre l'illiceità del contratto di donazione asseritamente dissimulato per violazione dei requisiti di forma (nella specie le parti avevano (altro…)

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25/04/2013
Data sentenza: 19/04/2013
Registro : RG – 9885 –  2013
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