Configura la causa di scioglimento della società di cui all’art. 2484 comma 1 n. 3 c.c. per la continuata inattività dell’assemblea il dissidio insanabile tra i soci titolari di partecipazioni paritetiche tale da precludere il funzionamento dell’organo assembleare in considerazione dell’incapacità di formare una maggioranza idonea, in base allo statuto, ad assumere le decisioni essenziali per la vita della società; la contrapposizione attesta indirettamente la sopravvenuta mancanza d’interesse all’esercizio dell’impresa sociale, richiedendo, al contrario, detto esercizio la sopravvivenza di una indispensabile reciproca fiducia.
Non merita accoglimento la richiesta di nomina di un curatore speciale della società ex art. 78 comma 2 c.p.c. in assenza in capo al socio legale rappresentante di un interesse contrario a quello della società, non potendo considerarsi tale l’interesse a cedere la propria quota al miglior prezzo possibile nemmeno ove tale risultato fosse stato posto quale condizione per la partecipazione e il voto in assemblea.
Nell’ambito del procedimento per l’accertamento dell’intervenuta verificazione di una causa di scioglimento della società, contraddittori necessari sono i soci e l’organo amministrativo cui sia imputato l’omesso tempestivo adempimento degli obblighi ex art. 2485 comma 1 c.c. e non la società che non è titolare di un autonomo interesse alla propria permanenza operativa distinto da quello dei soci.