In tema di nullità delle garanzie bancarie per violazione della normativa antitrust, la sanzione della nullità parziale “derivata”, che colpisce le clausole dei contratti di fideiussione “a valle” che costituiscono pedissequa applicazione degli articoli (nn. 2, 6 e 8) dello schema ABI del 2003, oggetto di un’intesa restrittiva della concorrenza accertata dal provvedimento della Banca d’Italia n. 55/2005, si applica esclusivamente alle fideiussioni omnibus e non si estende alle fideiussioni specifiche. L’istruttoria e il conseguente accertamento dell’Autorità di Vigilanza, che costituisce prova privilegiata dell’intesa illecita, hanno infatti avuto ad oggetto unicamente lo schema di “fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie”, c.d. fideiussione omnibus, valutandone l’essenza ontologica e funzionale nonché l’effetto distorsivo della concorrenza in relazione alla sua specifica natura di garanzia per un numero indeterminato di operazioni creditizie.
Per la fideiussione specifica il garante che ne deduca l’invalidità per violazione della L. n. 287/1990 non può avvalersi della prova privilegiata costituita dalla delibera della Banca d’Italia del 2005, ma deve assolvere a un onere probatorio più consistente, fornendo la prova di un’autonoma fattispecie di comportamento anticoncorrenziale, relativa all’utilizzo uniforme dello stesso schema di fideiussione specifica da parte di un numero significativo di istituti di credito, sintomatica di un’autonoma intesa anticoncorrenziale “a monte”.