L’azione di classe disciplinata dagli artt. 840-bis ss. c.p.c. è preordinata, secondo il secondo comma dell’art. 840-bis, all’accertamento della responsabilità dell’autore della condotta lesiva di diritti individuali omogenei e alla sua condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni. È pertanto inammissibile per manifesta infondatezza, ai sensi dell’art. 840-ter, comma 4, lett. a), c.p.c., la domanda con cui un’associazione chieda la condanna della controparte all’esatto adempimento di un obbligo contrattuale [rimborso di buoni fruttiferi postali cointestati con clausola di pari facoltà di rimborso, dopo il decesso di un cointestatario], fondata sulla prospettazione di inadempimenti pregressi privi di collocazione temporale, perché petitum e causa petendi restano estranei alle posizioni giuridiche tutelate dall’azione di classe.
L’inutilizzabilità dello strumento collettivo per ottenere l’esatto adempimento della prestazione, in surrogazione di iniziative processuali individuali, già affermata per l’azione di classe del codice del consumo, vale anche per l’azione di classe degli artt. 840-bis ss. c.p.c., che prevede quali diritti tutelabili quelli volti all’accertamento della responsabilità per condotte lesive, al risarcimento del danno e alle restituzioni.
Difetta l’omogeneità dei diritti individuali, e l’azione di classe è inammissibile anche ai sensi dell’art. 840-ter, comma 4, lett. b), c.p.c., quando la disciplina del rapporto vari in ragione della data di emissione e della tipologia dei titoli [buoni fruttiferi postali cartacei e dematerializzati], per effetto sia della successione di leggi nel tempo sia delle diverse condizioni contrattuali applicabili.
Il diniego del rimborso conforme a un orientamento della giurisprudenza di legittimità esistente all’epoca è inidoneo a integrare una prassi illecita censurabile con l’azione di classe. Un numero esiguo di decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario favorevoli ai clienti, a fronte di disposizioni interne con cui l’operatore si è adeguato al nuovo orientamento, è insufficiente a provare un diniego sistematico.
È legittimata a proporre l’azione di classe a tutela dei titolari di prodotti finanziari [buoni fruttiferi postali] l’associazione senza scopo di lucro, iscritta nell’elenco del Ministero della giustizia, il cui statuto comprenda la tutela dei diritti in materia di servizi finanziari, creditizi e bancari e di mercati mobiliari, anche oltre la tutela dei consumatori.
È inammissibile l’azione rappresentativa proposta in via subordinata ai sensi degli artt. 140-ter ss. cod. cons. quando la violazione dedotta riguardi norme estranee all’allegato II-septies del codice del consumo.
Spetta alla sezione specializzata in materia di impresa del tribunale del luogo in cui ha sede il resistente la competenza sull’azione di classe proposta unitamente all’azione inibitoria collettiva, introdotte rispettivamente con ricorso e nelle forme del procedimento camerale. Quando le due azioni sono proposte congiuntamente, il giudice dispone la separazione della causa inibitoria ai sensi dell’art. 840-sexiesdecies, comma 9, c.p.c.
L’omogeneità dei diritti individuali è il requisito principale di ammissibilità dell’azione di classe, in coerenza con la sua funzione di consentire l’aggregazione processuale di posizioni riferibili a soggetti diversi che, per il loro carattere seriale, possono essere trattate in modo standardizzato. L’omogeneità va valutata con riguardo alla causa petendi, sicché sono omogenei i diritti che trovano fondamento nella medesima azione od omissione dello stesso convenuto e sono legati da un collegamento causale (identità del titolo) o improprio (identità di questioni), nonché con riguardo al petitum mediato e immediato; la formazione di un’unica classe resta possibile anche quando i danni dei singoli componenti richiedano liquidazioni distinte o criteri e sottocriteri di liquidazione diversi.
Le pretese seriali devono poter essere definite con una decisione unica, senza accertamenti individualizzati, e ciò avviene quando le caratteristiche della fattispecie sostanziale consentono al giudice di decidere sulla base di valutazioni comuni. La valutazione si compie sulla base delle allegazioni delle parti, prescindendo dalle situazioni effettive; spetta quindi ai ricorrenti fondare la domanda sugli aspetti comuni ai danneggiati, anche escludendo i profili di pregiudizio assenti nella maggior parte delle posizioni.
Con gli artt. 840-bis ss. c.p.c. è venuto meno ogni riferimento al consumatore quale presupposto soggettivo dell’azione di classe, che può essere proposta da ciascun titolare dei diritti omogenei o da organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro aventi come scopo statutario la tutela di tali diritti. L’omogeneità postula che la causa da cui i diritti scaturiscono abbia una parte comune necessaria, relativa almeno alle questioni di fatto e di diritto sottese alla responsabilità del convenuto o alla determinazione del quantum debeatur, e una parte differenziata eventuale, relativa al grado di responsabilità o alla determinazione del danno; è necessario e sufficiente che le situazioni soggettive azionate dipendano dallo stesso fatto causativo del danno.