Va riconosciuta al creditore che agisce nei confronti dell'amministratore unico di società fallita ex art. 2395 c.c. (e dunque facendo valere un danno "diretto" al proprio patrimonio) una legittimazione autonoma ed eventualmente concorrente (altro…)
Nelle società di persone il diritto alla conservazione del patrimonio sociale spetta alla società e non al socio come tale (altro…)
In tema di azioni nei confronti dell'amministratore di società, a norma dell'art. 2395 c.c., il socio (o il terzo) è legittimato, anche dopo il fallimento della società, all'esperimento dell'azione aquiliana per ottenere il risarcimento dei danni subiti nella propria sfera individuale, (altro…)
In tema di azioni di responsabilità nei confronti di amministratori o organi di controllo di società a partecipazione pubblica l’ordinamento individua una giurisdizione ordinaria, avente per oggetto l’accertamento e il risarcimento del danno subito dal patrimonio della società, salve specifiche eccezioni previste dalla legge, e una giurisdizione contabile, (altro…)
Sussiste la responsabilità per danno "diretto" dell'amministratore di s.r.l., ai sensi dell'art. 2476, comma 6, c.c., qualora il terzo creditore sia indotto a proseguire la relazione commerciale con la società amministrata in ragione di irregolarità contabili (altro…)
Il socio che agisce per far valere la responsabilità degli amministratori per atti di mala gestio idonei a produrre danno al patrimonio della società, non può chiedere il risarcimento in suo favore del danno c.d. riflesso, ma deve agire – quale sostituto processuale della società, ex art 2476 c.c. – per chiedere il risarcimento di tale danno in favore della società.
Qualora il convenuto in un procedimento azionato con rito sommario proponga domande riconvenzionali che non possono essere decise con il rito sommario, il giudice (altro…)
Il diretto contributo causale dell’amministratore delegato, con dolo o colpa, nell’adozione di un rapporto di concambio irragionevole configura indiscutibilmente un’ ipotesi di “danno diretto” maturato in capo ai singoli azionisti, i quali (altro…)
E’ idonea a fondare la responsabilità per risarcimento danni ex art. 2395 e 2043 c.c. la condotta dell’amministratore che, quando la s.p.a. già presenti un patrimonio netto negativo e una situazione di crisi aziendale irreversibile, presenti a una banca richiesta di anticipazioni in relazione a fatture senza alcuna prospettiva (altro…)
Sussiste la legittimazione attiva del singolo creditore ad agire contro l’amministratore di s.r.l. per i danni subiti nella propria sfera individuale in conseguenza immediata e diretta di atti dolosi o colposi compiuti dall’amministratore stesso; tale legittimazione permane anche in caso di fallimento della s.r.l. dal momento (altro…)
A fronte dell'inadempimento contrattuale di una società di capitali la responsabilità risarcitoria degli amministratori nei confronti dell'altro contraente non deriva automaticamente da tale loro qualità ma richiede, ai sensi dell'art. 2395 c.c., la prova di una condotta dolosa o colposa (altro…)
Ove ricorrano i presupposti per la sua efficacia, il recesso, quale atto unilaterale recettizio, produce i suoi effetti, ivi compreso quello di far sorgere il diritto alla liquidazione delle azioni, al momento della ricezione da parte del destinatario (altro…)