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Azione di responsabilità ex art. 2476, co. 6, c.c. per false informazioni sulle condizioni della società
In caso di esercizio dell’azione sociale di responsabilità (extracontrattuale) ex art. 2476, co. 6, c.c., formulata sull’assunto della deliberata proposizione...

In caso di esercizio dell'azione sociale di responsabilità (extracontrattuale) ex art. 2476, co. 6, c.c., formulata sull'assunto della deliberata proposizione da parte degli amministratori di false informazioni sulle condizioni economiche della società, tali da trarre in inganno i soci attori inducendoli alla sottoscrizione dell'aumento di capitale, grava indiscutibilmente sui soci attori la prova di tutti gli elementi costitutivi dell'illecito e cioè: (i) falsità delle informazioni; (ii) dolo degli amministratori; (iii) incidenza causale del lamentato falso sulle proprie decisioni di investimento.

L'illecito di false informazioni fornite ai soci presuppone anzitutto la corretta formazione del bilancio assunto a termine di confronto della asserita falsità e poi, superato tale primo passaggio, uno specifico accertamento circa il fatto che eventuali "difformità" lamentate siano riconducibili a dati "falsi" e non piuttosto a valutazioni di stima discordanti, ma comunque legittime.

Il dolo degli amministratori per false informazioni sulle condizioni della società, astrattamente passibile di prova presuntiva, non può ritenersi provato ove i soci attori non forniscano alcuna indicazione utile a individuare l'interesse proprio degli amministratori ad offrire una falsa rappresentazione delle condizioni patrimoniali della società.

L'incidenza causale delle false informazioni sulle condizioni della società in ordine alle scelte di investimento dei soci attori non può essere provata sulla base della relazione del consulente dei soci attori, priva di alcuna documentazione allegata e recante "giudizi" apodittici, in quanto formulati senza alcun riferimento a documenti contabili esaminati.

 

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Simulazione di società di capitali
La simulazione di una società di capitali iscritta nel registro delle imprese non è configurabile in ragione della natura stessa...

La simulazione di una società di capitali iscritta nel registro delle imprese non è configurabile in ragione della natura stessa del contratto sociale, che non è solo regolatore degli interessi dei soci, ma si atteggia, al contempo, come norma programmatica dell'agire sociale, sicché l'atto di costituzione dell'ente non può più essere interpretato secondo la comune intenzione dei contraenti e resta consacrato nei termini in cui risulta iscritto ed è portato a conoscenza dei terzi. Tali principi trovano applicazione anche nel caso di trasformazione di una società da un tipo ad un altro previsto dalla legge, ancorché connotato di personalità giuridica, in quanto la vicenda modificativa non si traduce nell'estinzione e nella correlativa creazione di un soggetto nuovo in luogo di quello precedente.

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Diritto del socio alla percezione dei dividendi e azione di responsabilità degli amministratori di s.r.l.
Il fatto costitutivo del diritto del socio alla percezione dei dividendi è (per le s.p.a.: art. 2433 c.c.) la deliberazione...

Il fatto costitutivo del diritto del socio alla percezione dei dividendi è (per le s.p.a.: art. 2433 c.c.) la deliberazione assembleare di distribuzione dei medesimi, principio da cui deriva che tale diritto sorge in capo a chi è socio al momento di quella deliberazione, dovendosi invece escludere (altro…)

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Azione di responsabilità verso gli amministratori e quantificazione del danno
L’azione svolta dal Fallimento ex art. 146 l. fall. cumula l’azione di responsabilità sociale (art. 2393 c.c.) e dei creditori...

L’azione svolta dal Fallimento ex art. 146 l. fall. cumula l’azione di responsabilità sociale (art. 2393 c.c.) e dei creditori (artt. 2394 e 2394 bis c.c.), cosicché, con riferimento alla consumazione del termine prescrizionale, occorre verificare se esso si sia perfezionato con riferimento ad entrambe le azioni di cui si discute, negandosi l’estinzione del diritto risarcitorio quando il perfezionamento non si sia verificato almeno con riferimento ad una delle due.

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Violazione della clausola di prelazione in una srl e illegittimità della delibera di esclusione del socio per la proposizione di un’azione giudiziale
La violazione di clausola di prelazione inserita nello statuto sociale comporta l’inopponibilità della cessione nei confronti della società e dei...

La violazione di clausola di prelazione inserita nello statuto sociale comporta l'inopponibilità della cessione nei confronti della società e dei soci titolari del diritto di prelazione, del tutto a prescindere dalla piena validità dell'atto di cessione nei rapporti tra cedente e cessionario.

Deve escludersi la legittimità della pretesa di 'sanzionare' con l'esclusione il mero esercizio di diritti fondamentali del socio, quale quello di agire in giudizio per l'accertamento della rituale individuazione dei soggetti effettivamente legittimati all'esercizio del diritto di voto, ad esempio per denunciata violazione della clausola di prelazione.

La totale inconsistenza delle difese di una parte all'interno di una controversia in cui in realtà la società non interviene affatto a tutela di un interesse proprio ovvero riferibile alla collettività dei soci, ma al contrario si presta a coprire condotte palesemente illegittime ed anzi propriamente ritorsive assunte da alcuni soci nei confronti di altri giustifica pienamente una condanna d'ufficio della parte soccombente per lite temeraria.

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Responsabilità del venditore di partecipazione sociale per occultamento di fatti rilevanti
Nella compravendita di partecipazioni sociali, il venditore che abbia dolosamente occultato elementi di fatto idonei ad incidere sulla valutazione della...

Nella compravendita di partecipazioni sociali, il venditore che abbia dolosamente occultato elementi di fatto idonei ad incidere sulla valutazione della consistenza patrimoniale della società e pertanto del valore delle azioni acquistate, risponde dei danni causati da tale condotta. (altro…)

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Rigetto dell’opposizione avverso la decisione di riduzione del capitale sociale dei soci di una S.r.l. per effetto dell’intervenuta revoca della decisione opposta
Resta irrilevante ai fini della valutazione ex art. 2482 c.c. del pericolo di pregiudizio per i creditori l’impegno dei soci...

Resta irrilevante ai fini della valutazione ex art. 2482 c.c. del pericolo di pregiudizio per i creditori l'impegno dei soci - espresso negli atti difensivi - di destinare a riserva le risorse liberate dalla riduzione del capitale sociale. (altro…)

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Parità di trattamento dei creditori sociali e doveri del liquidatore
In fase di liquidazione della società, sussiste un “dovere” del liquidatore di attenersi al principio guida di pari trattamento di...

In fase di liquidazione della società, sussiste un "dovere" del liquidatore di attenersi al principio guida di pari trattamento di tutti i creditori, con la conseguenza che, in caso di violazione, è ipotizzabile una responsabilità risarcitoria in capo al liquidatore. Necessario corollario del menzionato principio è l'ulteriore dovere del liquidatore di dare compiutamente conto in sede di bilancio di liquidazione dell'intera attività svolta e, in presenza di creditori rimasti insoddisfatti, dei criteri seguiti nella gestione delle posizioni debitorie.

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Clausola di proroga della competenza, convenuto fittizio e responsabilità aggravata ex 96 c.p.c.
In caso di contenzioso per responsabilità contrattuale tra due società francesi (entrambe parti di gruppi di società internazionali), costituisce un...

In caso di contenzioso per responsabilità contrattuale tra due società francesi (entrambe parti di gruppi di società internazionali), costituisce un “convenuto fittizio” la società italiana, facente parte del gruppo della convenuta, chiamata in causa in virtù di una mera richiesta di condanna in solido non ancorata a un titolo specifico (né contrattuale, né extracontrattuale). (altro…)

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Responsabilità dell’amministratore di fatto di società cooperativa, in quanto datore di lavoro di fatto, per il danno subito da un dipendente
Deve qualificarsi come amministratore di fatto di una società la persona che – in assenza di particolari titoli, procure o...

Deve qualificarsi come amministratore di fatto di una società la persona che - in assenza di particolari titoli, procure o incarichi lavorativi che legittimino l'espletamento di funzioni dirigenziali, se non la qualifica di amministratore (di fatto, appunto) - abbia esercitato tali funzioni in maniera continuativa, totalitaria (altro…)

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