Per avere accesso alla tutela brevettuale, i modelli di utilità devono possedere i requisiti di novità ed altezza inventiva, disciplinati, rispettivamente, dagli artt. 46 e 48 C.P.I. per le invenzioni e applicabili anche ai modelli di utilità, in forza dell'espresso rinvio operato dall'art. 86 C.P.I.
La nozione di "associazione", richiesta dall'art. 20 lett. b) c.p.i. per l'integrazione della fattispecie di contraffazione dei marchi, non costituisce un'alternativa alla nozione di "rischio di confusione", limitandosi a precisarne l'estensione. La semplice associazione (altro…)
Perché si possa configurare un’ipotesi di concorrenza sleale è indispensabile requisito la qualifica di “imprenditore” in tutti i soggetti interessati dall’esame. La semplice produzione di proprie opere (musicali, nella fattispecie) non e’ sufficiente a riconoscere nel soggetto produttore tale requisito. Cio’ in quanto (altro…)
In relazione al disposto dell’art. 4 l.d.a., in materia di traduzioni linguistiche, va esaminata la sussistenza di un'attività di meccanica e pedissequa trasposizione linguistica di termini predeterminati e costituenti mera informazione scientifica, ovvero il carattere di creatività proprio di una traduzione in un'altra lingua di un testo, tenuto conto che la dottrina e la giurisprudenza hanno sempre considerato tra le elaborazioni creative di cui all'art. 4 l.d.a. anche le traduzioni di testi tecnici e scientifici. (altro…)
L'inattività di una società connessa alla circostanza che la sua azienda sia stata concessa in affitto a terzi non implica che essa abbia dismesso ogni interesse alla conservazione della stessa e dei beni in essa compresi. (altro…)
Le indicazioni generiche riportate in una brochure sulle modalità di applicazione di un prodotto e sulla quantità da utilizzare non costituiscono contraffazione del brevetto, in quanto non rivolte univocamente e direttamente a determinare un uso del prodotto secondo le particolari modalità brevettate, che (altro…)
Il principio dell'estraneità del marchio al prodotto si traduce nella tutela del pubblico interesse ad impedire il perpetuarsi di un'esclusiva: ne deriva che tutte le forme suscettibili di brevettazione non sono tutelabili come marchio. (altro…)
Compie concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598, n. 3), c.c., chi, essendo una figura dirigenziale apicale di una società – operante quale agenzia di intermediazione di servizi nel settore della moda –, termina senza preavviso detto rapporto di collaborazione e, contestualmente, (altro…)
L’articolo 3, lettera a), del regolamento n. 469/2009 dev’essere interpretato nel senso che, per poter ritenere che un principio attivo sia protetto da un brevetto, non è necessario che lo stesso sia menzionato nelle rivendicazioni di tale brevetto mediante una formula strutturale; qualora tale principio attivo sia coperto da una formula funzionale (altro…)
L'art. 2598 n. 3 c.c. non sanziona il mero passaggio di dipendenti da un'impresa a un'altra poiché, così interpretata, la norma contrasterebbe con diritti costituzionalmente tutelati quali quello del prestatore di lavoro di migliorare la propria posizione economica ex art. 35 Cost. e quello dell’impresa di libera iniziativa economica ex art. 41 Cost. (altro…)
Perché l’utilizzazione dei software programmi per elaboratore possa dirsi lecita ex artt. 12 e 12 bis LdA, gli stessi necessitano di una licenza concessa dai titolari, secondo il principio generale per cui una singola licenza autorizza all’uso di un singolo programma per elaboratore. E’ pertanto responsabile della contraffazione e violazione dei diritti esclusivi sui software in titolarità dei legittimi produttori di programmi, ai sensi degli artt. 1 e 64 bis LdA, colui che utilizza senza alcuna licenza programmi installati sui propri pc. (altro…)
Il periculum in mora richiesto per la descrizione ai sensi degli artt. 129 e 130 c.p.i. difetta quando i macchinari dei quali si chiede la descrizione siano già stati descritti in un altro procedimento promosso contro un terzo [loro utilizzatore], perché le prove sull’an della contraffazione risultano già acquisite. L’imminente scadenza del brevetto non giustifica l’urgenza e può semmai deporre per la sua assenza, tanto più quando la proposizione del ricorso a ridosso della scadenza sia imputabile al ritardo con cui il ricorrente si è attivato dopo la scoperta della presunta contraffazione.
Rispetto alla domanda di descrizione della documentazione contabile della resistente, il periculum in mora richiede l’allegazione e la prova di elementi concreti a sostegno del pericolo di dispersione o alterazione delle scritture contabili, pericolo che non può presumersi quando la resistente sia una società di capitali; l’esigenza di conoscere il numero dei prodotti asseritamente contraffatti è soddisfatta dalla documentazione contabile, la cui conservazione non è in pericolo.
È ammissibile l’intervento volontario del terzo nel procedimento cautelare quando questi assuma di poter essere pregiudicato nei propri diritti o interessi dall’attuazione della misura richiesta inter alios [descrizione di macchinari da lui utilizzati e acquisizione di prove che lo riguardano]; in caso di rigetto del ricorso, le spese sono liquidate anche in favore dell’interveniente, il cui interesse non sia meramente indiretto.
La rinuncia del ricorrente, all’esito dell’udienza di discussione, alla descrizione dei macchinari ai quali si riferiscono i fatti allegati a fondamento del ricorso fa venir meno il fumus boni iuris e rende non più individuabile l’oggetto della descrizione.