In caso di concorrenza sleale per imitazione servile, poiché l'originalità della forma del prodotto imitato è elemento costitutivo della fattispecie, il concorrente leale non può limitarsi a provare che (altro…)
Costituisce atto di concorrenza sleale (ex art. 2598 n. 2) la condotta della ex collaboratrice che invii una email dal contenuto pregiudizievole per l'immagine personale della società con cui collaborava all'amministratore delegato di una società terza per la quale, all'epoca dell'invio, la società denigrata (altro…)
In materia di concorrenza sleale, di norma lo storno illecito di dipendenti afferisce allo spostamento di più soggetti da un imprenditore ad un altro, mentre la sottrazione di un solo dipendente è considerato elemento per lo più inidoneo a predicare la contrarietà alla legge. (altro…)
La nozione di "associazione", richiesta dall'art. 20 lett. b) c.p.i. per l'integrazione della fattispecie di contraffazione dei marchi, non costituisce un'alternativa alla nozione di "rischio di confusione", limitandosi a precisarne l'estensione. La semplice associazione (altro…)
Compie concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598, n. 3), c.c., chi, essendo una figura dirigenziale apicale di una società – operante quale agenzia di intermediazione di servizi nel settore della moda –, termina senza preavviso detto rapporto di collaborazione e, contestualmente, (altro…)
L'art. 2598 n. 3 c.c. non sanziona il mero passaggio di dipendenti da un'impresa a un'altra poiché, così interpretata, la norma contrasterebbe con diritti costituzionalmente tutelati quali quello del prestatore di lavoro di migliorare la propria posizione economica ex art. 35 Cost. e quello dell’impresa di libera iniziativa economica ex art. 41 Cost. (altro…)
La concorrenza illecita, per mancanza di conformità ai principi della correttezza, non può mai derivare dalla mera constatazione di un passaggio di collaboratori da un'impresa ad un'altra concorrente, né dalla contrattazione che un imprenditore intrattenga con il collaboratore del concorrente in quanto (altro…)
Lo sfruttamento di dati tecnici riservati e la riproduzione pressoché integrale degli aspetti esteriori e tecnici dei prodotti della concorrente per realizzare rapidamente gli stessi prodotti senza spendita di tempo, di energie e di investimenti costituiscono condotte concorrenzialmente illecite e anche parassitarie (in senso lato) che ricadono nell’art. 2958 n. 3 c.c..
Sussiste rapporto di concorrenza tra una società che operi nel settore dello spettacolo e dell'intrattenimento e gli operatori del mondo dell'informazione, tra i quali i motori di ricerca in rete. (altro…)
Nel silenzio della legge, ai fini della contestazione tempestiva di un fatto, il dies ad quem coincide con la seconda memoria di cui all’art. 183, co. 6, c.p.c., in quanto solo con tale memoria è possibile “replicare alle domande ed alle eccezioni”. (altro…)
L’attività di concorrenza sleale posta in atto dal socio non amministratore di una società a responsabilità limitata costituisce limite dell’ambito oggettivo del diritto di controllo che gli spetta ai sensi dell’art. 2476 c. 2, e ciò in virtù dell’art. 1375 c.c., secondo il quale il contratto deve essere eseguito secondo buona fede (nel caso in esame, il Tribunale ha limitato il diritto di accesso del socio solo ad alcuni documenti e ad alcune informazioni). (altro…)
Il boicottaggio (c.d. secondario) rappresenta un illecito anticoncorrenziale ai sensi dell’art. 2598, n. 3, c.c. i cui presupposti sono integrati qualora siano dimostrate: (a) la forza contrattuale dell’impresa boicottante (non essendo necessario, invece, il ricorrere di una posizione dominante, a differenza del boicottaggio c.d. primario); (b) l’“intesa” (altro…)