L’accordo negoziale deve essere interpretato non solo alla luce del dato letterale ma anche tenendo in considerazione il senso complessivo dell’impegno, ossia la sua causa in concreto, il contesto negoziale all’interno del quale esso è stato assunto, soprattutto nel caso in cui esso sia incontestato tra le parti, e il complessivo comportamento delle parti, anche successivo rispetto alla stipula dell’accordo. (altro…)
Non è suscettibile di esecuzione forzata in forma specifica ai sensi dell'art. 2932 c.c. l'obbligo di trasferire la proprietà di partecipazioni sociali, con la conseguenza che la parte che invoca l'adempimento di siffatto obbligo non può esperire il sequestro conservativo (altro…)
Si ha nullità di un'opzione put per violazione del patto leonino solamente in caso di esclusione assoluta, costante e immeritevole del titolare dell'opzione dalla partecipazione alla perdite (nella specie è stata rigetta l'eccezione di nullità (altro…)
Il mancato accordo su «questioni di obiettivo rilievo» nell'economia del contratto (nel caso di specie, con riferimento alle trattative intercorse per la cessione di una partecipazione azionaria di oltre il 40% del capitale sociale: l’ampiezza delle garanzie richieste (altro…)
La fictio di avveramento della condizione ex art. 1359 c.c. deve essere applicata, a fini di riequilibrio dell’assetto negoziale, anche quando l'interesse di una parte si modifichi nel corso del rapporto fino a risultare in concreto contrario all'avveramento della condizione. (altro…)
La domanda di consulenza tecnica preventiva a fini conciliativi ex art. 696bis c.p.c. non è ammissibile ogniqualvolta l'accertamento tecnico presupponga la decisione di questioni preliminari tra le parti, come ad esempio l'esatta interpretazione di clausole contrattuali (altro…)
Nella compravendita di una partecipazione azionaria di una società di intermediazione mobiliare (s.i.m.) sottoposta dalla Banca d’Italia al divieto di accedere a nuovi rapporti con la clientela, la garanzia prestata (altro…)
La responsabilità precontrattuale derivante dal recesso senza giustificato motivo dalle trattative si ha nel caso in cui le trattative siano giunte ad uno stadio tale da far sorgere nella parte che invoca l'altrui responsabilità il ragionevole affidamento (altro…)
La costante assistenza legale alle parti, durante il corso delle trattative di un contratto di cessione di azioni, mal si concilia con la pretesa annullabilità del contratto preliminare in quanto concluso a seguito dell'asserita minaccia morale (mossa dal socio di maggioranza cedente che minacciava di promuovere l'azione di responsabilità nei confronti dell'amministratore acquirente) o comunque in carenza di un'intenzione effettiva all'acquisto di azioni al prezzo indicato (asseritamente inferiore al valore effettivo).
In particolare, secondo un consolidato indirizzo della giurisprudenza di legittimità in materia di annullamento del contratto per vizi della volontà, la violenza invalidante il negozio giuridico si prospetta nel caso in cui la minaccia subita da uno dei contraenti sia specificamente finalizzata ad estorcere il consenso alla conclusione del contratto al punto da incidere, con efficienza causale, sul determinismo del soggetto passivo, il quale non avrebbe altrimenti concluso il contratto (Così Cass. nn. 235/2007; 12484/2007; 6044/2010; 17523/2011 e da ultimo in particolare Cass. sez. I, 9 ottobre 2015, n. 20305).
In tema di compravendita di azioni sociali, trova applicazione in via analogica l’art. 1498 c.c. sul pagamento del prezzo fissato nel contratto di cessione.
Una volta provata l’esistenza del contratto di compravendita, all’attore (altro…)