La conclamata insanabilità del dissidio tra due soci, che detengono ciascuno la metà delle quote sociali, origina la assoluta e irreversibile impossibilità di funzionamento dell’assemblea, in considerazione della misura paritaria delle rispettive partecipazioni; né può ricorrere l’ipotesi di sospensione del procedimento di volontaria giurisdizione all’esito del giudizio contenzioso, investito dell’accertamento di merito circa la validità della delibera che consentirebbe di escludere un socio dal quorum costitutivo e deliberativo dell’assemblea.