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Tribunale di Campobasso, 2 Aprile 2025

L’intervento del tribunale nella nomina dei liquidatori al verificarsi di una causa di scioglimento di S.r.l.

Tribunale di Campobasso, 2 Aprile 2025
L’intervento del tribunale nella nomina dei liquidatori al verificarsi di una causa di scioglimento di S.r.l.

Una volta accertata la sussistenza di una causa di scioglimento della società, si deve procedere all’emanazione dell’ordine di convocazione dell’assemblea, in difetto di apposita pregressa iniziativa da parte degli amministratori (art. 2487, comma 2, prima parte, c.c.), perché ivi si provveda alla nomina del liquidatore, potendo infatti il collegio intervenire all’emanazione del provvedimento di nomina del liquidatore solo in caso di inerzia o di esito negativo dell’assemblea stessa. Il dato normativo, infatti, corrobora questa impostazione fondata su una procedura articolata (accertamento della causa di scioglimento di diritto, ordine di convocazione dell’assemblea per la nomina del liquidatore, eventuale intervento del tribunale in caso di inerzia o di esito negativo dell’assemblea); l’art. 2487, comma 2, c.c. prevede inoltre che, solo qualora l’assemblea, appositamente convocata, non si sia costituita ovvero non abbia deliberato sul nominativo e numero dei liquidatori, sulle regole di
funzionamento del collegio nel caso di pluralità di liquidatori, nonché sulle ulteriori determinazioni di cui all’art. 2487, comma 1, lett. c), il tribunale adotti con decreto le decisioni previste dal primo comma dell’art. 2487 c.c. su istanza dei singoli soci o amministratori. D’altra parte, la nomina delle persone incaricate della liquidazione, con fissazione dei criteri di svolgimento della stessa, spetta in prima istanza ai soci, visto che il primo comma dell’art. 2487 c.c. prevede espressamente che gli amministratori, contestualmente all’accertamento della causa di scioglimento, debbano convocare l’assemblea per le
conseguenziali determinazioni, mentre l’intervento del tribunale è successivo e consisterà, in prima battuta, nella convocazione di apposita assemblea – salva l’ipotesi che già risulti inutilmente convocata apposita assemblea – e, successivamente, in caso di inerzia o di esito negativo, nell’adozione dei provvedimenti sulla nomina del liquidatore. Ed invero, il secondo intervento camerale del tribunale è previsto (art. 2487, comma 2, c.c.) per la convocazione dell’assemblea dei soci finalizzata alla nomina dei liquidatori e alla determinazione dei criteri di liquidazione (art. 2487, comma 1, c.c.) e presuppone che vi sia un’inerzia degli amministratori; l’ulteriore intervento camerale del tribunale è previsto (art. 2487, comma 2, c.c.) per la nomina dei liquidatori e la determinazione dei criteri di liquidazione e presuppone un’inerzia dell’assemblea convocata per l’adozione di tali provvedimenti (per determinazione dell’organo amministrativo o per l’intervento surrogatorio del tribunale). Da tale ricostruzione, rispondente non solo al dato letterale e sistematico delle disposizioni richiamate, ma anche al dato teleologico della volontà del legislatore di creare una scissione tra l’accertamento giudiziale della causa di scioglimento e la nomina giudiziale dei liquidatori, al fine di garantire la prevalenza della volontà dei soci, risulta evidente che il ricorso all’autorità giudiziaria per la nomina diretta dei liquidatori presuppone la omessa preventiva convocazione dell’assemblea per la nomina dei liquidatori oppure il fatto che la assemblea non deliberi o non si sia costituita.

Articoli di Legge:
Data Sentenza: 02/04/2025
Carica: Presidente | Relatore
Giudice: Barbara Previati
Registro: RG 254 / 2024
Allegato:
Stampa Massima
Data: 15/09/2026
Massima a cura di: Sebastiano Belfi
Sebastiano Belfi

Dottorando in Diritto Commerciale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e praticante avvocato nel dipartimento mercati finanziari dello studio legale Simmons & Simmons. Si è laureato con lode in Giurisprudenza presso l’Università di Trento, discutendo una tesi in diritto bancario, e ha conseguito un LL.M. in Corporate and Financial Law con distinction presso l’Università di Glasgow (Regno Unito).

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