Tribunale di Roma, 16 Agosto 2024
Sequestro giudiziario dell’azienda e strumentalità rispetto alla domanda di merito di condanna alla consegna
Il sequestro giudiziario, in ragione della necessaria strumentalità di ogni misura cautelare rispetto al giudizio di merito e al diritto cautelato, deve accedere a una domanda di condanna della controparte alla consegna o al rilascio del bene conteso, perché soltanto una pronuncia di questo tipo ne consente l’esecuzione coattiva, di cui la misura è volta ad assicurare la fruttuosità. Ne consegue che il sequestro non può accedere a un’azione di merito diretta unicamente alla declaratoria di nullità o all’annullamento di una cessione d’azienda, trattandosi di domanda meramente dichiarativa o costitutiva.
La misura cautelare richiesta come sequestro atipico dell’azienda, con nomina di un amministratore giudiziario che ne curi la gestione sino alla definizione del giudizio di merito, è sostanzialmente riconducibile al sequestro giudiziario di cui all’art. 670 c.p.c. Anche il provvedimento conservativo d’urgenza chiesto in via subordinata, ove diretto a imporre un vincolo di indisponibilità sul bene conteso, soggiace al medesimo requisito di strumentalità rispetto all’azione di merito.
Il periculum in mora di una domanda di sequestro dell’azienda non sussiste quando non sia dedotto alcuno specifico atto di mala gestio idoneo a comprometterne il valore nelle more del giudizio di merito, il rischio di alienazione a terzi sia prospettato in via ipotetica, senza allegare circostanze che rendano concretamente prevedibile un trasferimento imminente, e dalla contestata cessione sia decorso un lungo lasso di tempo [quasi sei anni] senza che il ricorrente abbia lamentato atti di depauperamento né dedotto fatti sopravvenuti idonei a giustificare l’iniziativa cautelare.
Gianluca Tarantino
Gianluca Tarantino è Ricercatore tenure track (RTT) di Diritto commerciale presso l’Università Mercatorum, dove è titolare dell’insegnamento di Diritto commerciale avanzato. Avvocato del Foro di Roma dal 2006, ha svolto attività didattica e di ricerca presso numerose università italiane, tra cui La Sapienza Università di Roma, Università di Teramo, Luiss Guido Carli, Università Mercatorum, Università IUL ed eCampus. La sua attività scientifica si concentra principalmente sul diritto societario, sul bilancio d’esercizio, sulla responsabilità degli organi sociali, sulla crisi d’impresa e sul diritto commerciale digitale. È autore di numerosi contributi in materia di diritto societario, responsabilità degli amministratori, contratti commerciali e crisi d’impresa. Tra le pubblicazioni più recenti si segnalano: La liquidazione giudiziale degli enti collettivi non societari, in Analisi Giuridica dell’Economia, 2023, p. 377; Gli NFT come fattispecie dagli incerti confini tra esigenze del mercato e circolazione della ricchezza, in Diritto Commerciale Digitale, 2024, II, p. 91; L’influenza “indiretta” dei principi contabili internazionali nella redazione del bilancio d’esercizio civilistico, in Rivista della Corte dei Conti, 2024, I, p. 70; Criptovalute e bilancio di esercizio: iscrivibilità, rilevazione ed informazione contabile, in Diritto Commerciale Digitale, 2024, I, p. 209; Diritto agli utili e diritto al dividendo nel pensiero di Alfredo de Gregorio: rileggendo “I bilanci delle società anonime nella loro disciplina giuridica”, in Rivista di diritto commerciale, 2025, II, p. 29; Contratti derivati, meritevolezza degli interessi ed “effettività” dell’operazione economica, in Bilancio Comunità Persona, 2025, n. 1, p. 175; Causa concreta e struttura contrattuale: il paradigma dell’appalto privato, in Rivista del diritto commerciale, 2026, I, p. 115; Contabilità di impresa e innovazione digitale: le clausole generali del bilancio nel trattamento delle criptovalute, in Rivista della Corte dei Conti, 2026, I, p. 81.
Mostra tutto