Nel caso di specie, la Corte d’appello ha confermato la sentenza di primo grado che rilevava la natura distrattiva dei seguenti atti commessi dall’amministratrice convenuta in azione di responsabilità. In particolare, essa: 1) aveva tratto dai conti correnti della società da lei amministrata a mezzo di assegni bancari una somma considerevole per il pagamento di debiti personali o per altri pagamenti privi di titolo; 2) aveva percepito in contanti e/o con assegni circolari compensi per la carica di amministratore in assenza di una delibera assembleare di attribuzione degli stessi; 3) aveva omesso di consegnare la cassa sociale iscritta al bilancio alla data del fallimento; 4) aveva posto a carico della società spese per pernottamenti di soggetti estranei alla società, il noleggio di autovetture utilizzate da soggetti estranei alla società, in relazione alle quali erano state elevate sanzioni per violazioni al codice della strada, e costi per il rifacimento degli uffici nonostante la società versasse già in una situazione di decozione; 5) non aveva riconsegnato alcuni beni acquisitati dalla società.