L’hosting provider risponde della pubblicazione di fotografie protette caricate dagli utenti senza il consenso dell’autore quando il titolare gli abbia comunicato la violazione e l’intermediario non abbia provveduto alla rimozione: la comunicazione non richiede la forma della diffida, ma deve essere indirizzata al corretto destinatario e sufficientemente specifica da consentire le verifiche e la rimozione immediata. La riproduzione integrale di una fotografia esclude l’utilizzazione libera prevista dall’art. 70 l.d.a.
L’ordine all’intermediario di impedire il nuovo caricamento dei contenuti già rimossi non equivale a un obbligo generale di sorveglianza, perché esistono strumenti tecnologici adeguati, come i filtri di riconoscimento dei contenuti, per garantire al titolare una protezione ulteriore rispetto alla rimozione dei singoli contenuti; il valore della giusta royalty può essere incrementato quando lo giustifichino le risultanze di causa e le presunzioni che ne derivano [nella specie, condanna di Meta Platforms Ireland al risarcimento di circa 126.200 euro al fotografo e inibitoria del caricamento di 54 fotografie con penale giornaliera].