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Invalidità di delibera assembleare di s.r.l. per mancata convocazione e onere della prova
In mancanza dell’indicazione nel verbale assembleare del rituale invio di convocazione nei confronti dei soci assenti, al fine di evitare la declaratoria...

In mancanza dell'indicazione nel verbale assembleare del rituale invio di convocazione nei confronti dei soci assenti, al fine di evitare la declaratoria di invalidità della delibera assembleare ai sensi dell'art. 2479-ter c.c.  è onere della società convenuta offrire prova della rituale convocazione  (o comunque della piena conoscenza da parte dei soci assenti dell'intervenuta convocazione).

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Cessione di uno studio professionale, interpretazione del contratto ed effetti della risoluzione ex art. 1458
Anche nelle ipotesi in cui non è configurabile una prevalenza del momento organizzativo e la persona del professionista rimane predominante,...

Anche nelle ipotesi in cui non è configurabile una prevalenza del momento organizzativo e la persona del professionista rimane predominante, è da ritenere validamente stipulato, in base al principio di autonomia negoziale (altro…)

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Decorrenza del termine per l’assegnazione di somme e opponibilità alla procedura concorsuale
E’ consolidato in giurisprudenza l’orientamento secondo cui il provvedimento di assegnazione conclude il procedimento esecutivo facendo passare il credito dal...

E' consolidato in giurisprudenza l’orientamento secondo cui il provvedimento di assegnazione conclude il procedimento esecutivo facendo passare il credito dal patrimonio del debitore esecutato a quello del creditore procedente, con conseguente totale indifferenza, al riguardo, della sottoposizione del debitore stesso (altro…)

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Diritti d’informazione dei soci di s.a.s., risarcimento danni per mala gestio dell’amministratore e qualificazione apporti dei soci
Il soggetto passivo del diritto del socio accomandante di s.a.s ad accedere al bilancio e al conto dei profitti e...

Il soggetto passivo del diritto del socio accomandante di s.a.s ad accedere al bilancio e al conto dei profitti e delle perdite (art. 2320, c. 3, c.c.) è l'amministratore, il quale deve rimuovere ogni ostacolo che impedisce all'accomandante di prenderne compiuta visione. A tal fine, nel caso in cui tali documenti siano presso un consulente, l'amministratore deve autorizzarne espressamente la consultazione o ritirarli presso di sé.

La natura extracontrattuale dell'azione diretta del socio contro gli amministratori di società di persone per atti di mala gestio, fondata sulla regola generale di cui all'art. 2043 c.c. nonché sull'applicazione analogica dell'art. 2395 c.c., esige per il suo accoglimento che il pregiudizio non sia il mero riflesso dei danni eventualmente arrecati al patrimonio sociale, ma consista in danni direttamente causati al socio come conseguenza immediata del comportamento dell'amministratore. I danni alla redditività e al valore della partecipazione per definizione attengono al patrimonio della società e perciò incidono sulla sfera patrimoniale del socio solo in via riflessa.

Hanno natura di finanziamenti (e non di versamenti a fondo perduto) gli apporti dei soci che vengono appostati nel bilancio quali "prestiti infruttiferi".

L'accordo con cui si stabilisce che il rimborso del finanziamento del socio avverrà quando la società avrà le disponibilità economiche necessarie non vale a rendere definitivamente inesigibile il credito o a rimetterne il termine di pagamento all'arbitrio del debitore allorché tale possibilità economica non sopraggiunga o addirittura venga definitivamente meno. In tal caso troverà applicazione l'art. 1817 e dunque il termine di pagamento è fissato dal giudice e in caso di inadempimento della società risponderà il socio illimitatamente responsabile, fermo restando il beneficio di preventiva escussione.

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Responsabilità degli amministratori per continuazione dell’attività sociale nonostante la perdita del capitale: quantificazione del danno e tutela cautelare
Ai fini della quantificazione del danno derivante dalla continuazione dell’attività di rischio nonostante la perdita integrale del capitale, appare legittima...

Ai fini della quantificazione del danno derivante dalla continuazione dell'attività di rischio nonostante la perdita integrale del capitale, appare legittima - nel caso di impossibilità di ricostruire i dati con l’analiticità necessaria ad individuare le conseguenze dannose riconducibili alle operazioni non coerenti con il fine conservativo - l’utilizzazione del criterio presuntivo e sintetico della differenza dei netti patrimoniali, che ben può sorreggere una valutazione equitativa del danno (conf. Cass. n. 2538 del 2005).

A differenza del regime antecedente alla riforma del diritto societario, oggi il criterio da seguire in materia di capitalizzazione dei costi di manutenzione è solo quello dettato dall’art. 2426, primo comma, n. 5) c.c., senza la possibilità di adottare i criteri previsti dalle norme tributarie, valide solo per il calcolo delle imposte.

La redazione dei bilanci secondo criteri idonei ad occultare la perdita del capitale sociale ai terzi vale, già di per sé, ad integrare il profilo soggettivo del periculum, necessario per la concessione della tutela cautelare, poiché non permette di sperare che il convenuto si asterrà in futuro dal compiere atti di dispersione patrimoniale in pregiudizio delle aspettative risarcitorie dei terzi, e impone, per converso, la previsione di condotte di dispersione della garanzia patrimoniale generica ex art. 2470 c.c.

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Responsabilita’ degli amministratori della fallita per condotte distrattive e determinazione del danno
E’ fonte di responsabilità degli amministratori la distrazione dei beni sociali di una società poi fallita utilizzati per il vantaggio...

E’ fonte di responsabilità degli amministratori la distrazione dei beni sociali di una società poi fallita utilizzati per il vantaggio di una nuova società (nel caso di specie è stato provato: (i) che la società fallita operava nel campo del c.d. e-learning, utilizzando un (altro…)

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Revoca assembleare del liquidatore senza giusta causa e diritto all’indennità ex art. 1725 c.c.
L’art. 2486, ultimo comma, c.c., nel prevedere che i liquidatori possono essere revocati dall’assemblea o, quando sussiste una giusta causa,...

L’art. 2486, ultimo comma, c.c., nel prevedere che i liquidatori possono essere revocati dall’assemblea o, quando sussiste una giusta causa, dal tribunale, circoscrive la revoca giudiziale all’ipotesi della giusta causa e lascia ferma la rilevanza di questa anche nella revoca assembleare, in coerenza con la disciplina del mandato. L’assemblea può revocare ad nutum il liquidatore come l’amministratore; l’assenza di giusta causa, così come del congruo preavviso, è presupposto di un’indennità dovuta ai sensi dell’art. 1725 c.c. come conseguenza di un atto lecito e lascia valida la delibera di revoca.

La giusta causa che esclude il diritto all’indennità del liquidatore revocato deve essere espressamente enunciata nella delibera assembleare di revoca, senza possibilità di successiva integrazione nel corso del giudizio promosso dal revocato.

In mancanza di un’espressa previsione di gratuità dell’incarico nell’atto di nomina o nello statuto, il mandato del liquidatore si presume oneroso ai sensi dell’art. 1709 c.c.; è pertanto invalida la delibera che, al momento della revoca, neghi qualsiasi compenso al liquidatore cessato, e il compenso è determinato dal giudice [in base ai compensi deliberati per gli amministratori in esercizi comparabili e all’attività liquidatoria svolta].

Al liquidatore nominato a tempo indeterminato e revocato senza giusta causa né congruo preavviso spetta, ai sensi dell’art. 1725, comma 2, c.c., un’indennità commisurata al compenso che avrebbe percepito nel periodo di preavviso mancato [individuato in sei mesi].

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Irregolarità contabili e danno risarcibile nell’azione di responsabilità contro gli amministratori
In caso di irregolarità nella tenuta delle scritture contabili ovvero nella redazione dei bilanci, il danno risarcibile attraverso l’azione di...

In caso di irregolarità nella tenuta delle scritture contabili ovvero nella redazione dei bilanci, il danno risarcibile attraverso l'azione di responsabilità contro gli amministratori è dato (altro…)

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Postergazione legale dei finanziamenti soci e prestito obbligazionario
La postergazione del credito ex art. 2467 c.c. non pare applicabile al prestito obbligazionario, atteso che la disciplina di quest’ultimo...

La postergazione del credito ex art. 2467 c.c. non pare applicabile al prestito obbligazionario, atteso che la disciplina di quest'ultimo lo configura in modo non assimilabile al semplice finanziamento dei soci. Nel concordato preventivo, ai creditori per un titolo anteriore al decreto di ammissione alla procedura, è precluso esclusivamente l'esercizio o la prosecuzione delle azioni esecutive e non anche di quelle di accertamento e di condanna, le quali restano proponibili ovvero proseguono davanti al giudice competente, anche per ciò che riguarda gli interessi moratori e la svalutazione.

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Esclusione di socio accomandatario e formalità della decisione
Ai sensi dell’art. 2287 c.c., applicabile anche ai soci accomandatari di una s.a.s. mercé il rinvio dell’art. 2318, l’esclusione di...

Ai sensi dell’art. 2287 c.c., applicabile anche ai soci accomandatari di una s.a.s. mercé il rinvio dell’art. 2318, l’esclusione di un socio di una società di persone non richiede la convocazione dell’assemblea dei soci e l’espressione della volontà in sede assembleare, essendo sufficiente che essa sia decisa dalla maggioranza dei soci – a prescindere dalle modalità di espressione di tale volontà – e che essa sia comunicata al socio escluso, sì da porre quest'ultimo in condizione di esercitare la facoltà di opposizione avanti al Tribunale nel termine previsto di trenta giorni

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Legittimità dell’iscrizione nel Registro delle imprese della domanda giudiziale inerente quota di srl
E’ legittima l’iscrizione nel Registro delle imprese della domanda giudiziale con cui si chiede il trasferimento di una quota di srl,...

E’ legittima l’iscrizione nel Registro delle imprese della domanda giudiziale con cui si chiede il trasferimento di una quota di srl, in virtù del disposto dell’art. 2470 comma 3 c.c. - che prevede l’anteriorità dell'iscrizione nel Registro delle imprese quale criterio di preferenza tra più acquirenti in buona fede della quota - e (altro…)

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