L'indebito utilizzo di risorse liquide della società costituisce di per sé fonte di responsabilità degli amministratori e del conseguente obbligo di risarcire il danno, a prescindere dall'accertamento che tale condotta si atteggi come illecita prosecuzione dell'attività di impresa in presenza di una causa di scioglimento (nel caso di specie, gli amministratori hanno posto in essere una serie di atti distrattivi dopo che il capitale sociale era stato integralmente eroso da perdite, ancorché fraudolentemente occultate).
E' soggetto (altro…)
L'eventualità che i creditori di una società, che falsamente si pubblicizzi come soggetta ad attività di direzione e coordinamento, possano censurare in giudizio il comportamento della capogruppo nello svolgimento (altro…)
La sopravvenuta cancellazione volontaria dal registro delle imprese della ditta individuale di cui una quota sia oggetto di un contratto di cessione non ancora perfezionato determina l'inadempimento del cedente nei confronti del cessionario il quale, pertanto, può chiedere la risoluzione del contratto e la restituzione delle somme già pagate come corrispettivo della cessione.
Rispondono a titolo di colpa i liquidatori di una società che, senza tenere conto dell’esistenza di un contenzioso, non includono nella contabilità sociale un debito in corso di accertamento e procedono a sciogliere la società e a ripartire le attività sociali.
Il danno liquidabile (altro…)
È ammissibile e non richiede la presentazione della relazione di stima di cui all’art. 2343 c.c. la compensazione fra il debito per sottoscrizione capitale ed un credito del socio, purché questo sia certo ed esistente (nel caso di specie, (altro…)
Lo sbilancio fallimentare può legittimamente costituire un indice a cui ancorare la determinazione equitativa del danno prodotto in violazione dell’art. 2486 c.c. qualora manchino o siano completamente inattendibili le scritture contabili prodotte in giudizio. (altro…)
Alla dichiarazione di "non avere più nulla a pretendere" non può riconoscersi natura transattiva per difetto dell'elemento costitutivo delle reciproche concessioni, né natura di rinuncia di tutte le possibili pretese scaturenti dal rapporto. Infatti, (altro…)
Il termine prescrizionale abbreviato previsto dall'art. 2949 c.c. trova applicazione per tutti quei diritti che scaturiscono dalle relazioni intercorrenti tra i soggetti dell'organizzazione sociale in ragione del contrato di società; esso dunque non è applicabile all'ipotesi del diritto di credito derivante dalla cessione di quote sociali. (altro…)
L’incorporazione di una società in un’altra società, di per sé, non determina il sorgere di un diritto alla liquidazione della quota detenuta dal socio nella società incorporata. (altro…)
Il negozio di sottoscrizione di quote societarie ha carattere consensuale e non reale. Pertanto, deve ritenersi eseguita in presenza delle condizioni di legge pur in assenza del relativo versamento la iscrizione relativa alla avvenuta sottoscrizione del capitale da parte del socio (nella specie è stata ritenuta correttamente iscritta la avvenuta sottoscrizione del capitale da parte del socio, mentre è stata disposta la cancellazione della iscrizione relativa all'avvenuto versamento della quota di capitale)
Non può di per sé considerarsi speculativa, né estranea all'oggetto sociale la conclusione da parte dell'a.d. di una società cooperativa di un'operazione in derivati a copertura del rischio di (altro…)