Qualora una società sia cancellata ai sensi dell'art. 2490 c.c., i soci non possono ottenere un provvedimento di cancellazione della cancellazione sulla base dell'attestazione della continuazione dell'attività, atteso che sulla base delle conclusioni cui sono pervenute le sezioni unite della Corte di cassazione, l’esistenza di un fenomeno successorio impedisce di ravvisare (altro…)
Ai sensi dell’art. 2949 cod.civ. il termine di prescrizione per i diritti derivanti dai rapporti sociali si perfeziona in cinque anni; tra tali diritti deve ricomprendersi anche quello alla riscossione degli utili maturati dai soci ad ogni chiusura di bilancio per l’anno di esercizio di riferimento, all’esito dell’approvazione (altro…)
La deliberazione di assemblea di società di capitali deve ritenersi nulla per difetto di convocazione anche quando la convocazione sia stata omessa in riferimento a un socio titolare di una partecipazione che non avrebbe comunque potuto influire (altro…)
Attesa la vincolatività della scelta di agire ai sensi dell'art. 146 l.fall. a favore della società ex artt. 2392 e 2393 c.c., ovvero a favore dei creditori sociali ex art. 2394 c.c., operata dal curatore fallimentare, il quale altresì soggiace agli eventuali aspetti sfavorevoli dell'azione individuata, è compito del giudice, previa (altro…)
Si verifica abuso di maggioranza (o "eccesso di potere") tutte le volte in cui una delibera assembleare sia adottata ad esclusivo beneficio dei soci di maggioranza in danno di quelli di minoranza, essendo in tal caso applicabile l'art. 1375 c.c., in forza del quale il contratto deve essere eseguito in buona fede, atteso che le determinazioni dei soci durante lo svolgimento del rapporto associativo debbono essere considerate, a tutti gli effetti, come veri e propri atti di esecuzione, in quanto preordinati alla migliore attuazione del contratto sociale.
La domanda proposta dal socio di una s.r.l. al fine di far valere la responsabilità dell’ex amministratore della società e ottenere il risarcimento ex art. 2476 c.c. è volta pacificamente a far valere una responsabilità di natura contrattuale, in quanto gli addebiti mossi nei confronti degli amministratori della società vanno ricondotti a veri e propri inadempimenti agli obblighi inerenti all’incarico assunto e al rapporto sociale; ne deriva che il socio-attore è tenuto a provare solo la sussistenza del proprio titolo e il danno subito dalla società, essendo esonerato da qualsiasi allegazione circa il dolo o la colpa dell'amministratore.
Ai fini della concessione di un sequestro conservativo può darsi rilievo a elementi oggettivi, relativi alla consistenza del patrimonio del debitore (ed al concreto pericolo di atti depauperativi dello stesso), ma anche – in via alternativa - ad elementi soggettivi inerenti al comportamento in concreto tenuto dal debitore, elementi dai quali poter desumere una prognosi di condotte future in danno alle ragioni creditorie.
L'individuazione della figura del c.d. amministratore o liquidatore di fatto presuppone che le funzioni gestorie o liquidatorie svolte abbiano carattere sistematico e non si esauriscano, quindi, nel compimento di alcuni atti di natura eterogenea ed occasionale, di valenza e portata non inequivoca. (altro…)
Il diritto di accesso alla documentazione sociale, riconosciuto ai soci di srl che non partecipano all'amministrazione dall'art. 2476 co. 2 c.c., va configurato quale manifestazione di un potere di controllo individuale (altro…)
I sindaci sono responsabili ai sensi dell’art. 2407 co. 2 c.c. qualora, pur essendo consapevoli dello stato di grave tensione finanziaria della società, di alcune irregolarità gestionali e contabili imputabili all'organo amministrativo (altro…)
Non è possibile affermare la responsabilità dell’agenzia di rating solo perché il giudizio da questa espressa non rispecchia la reale prospettiva di solvibilità dell’emittente, ma è necessario che la condotta dell’agenzia sia connotata da (altro…)
L’accoglimento della domanda di invalidità della delibera per carenza assoluta di informazione, ai sensi dell’art. 2479-ter co. 3 c.c., formulata dal socio non ritualmente convocato presuppone l’accertamento, da un lato, dell’omessa convocazione imputabile alla società, e, dall’altro (altro…)
La disposizione dell'art. 2285 co. 1 c.c., secondo cui "ogni socio può recedere dalla società quando questa è contratta a tempo indeterminato o per tutta la vita di uno dei soci", non può essere applicata analogicamente alle società di capitali. (altro…)