La procedura per l’ammortamento di un certificato azionario, in quanto tendente esclusivamente alla reintegrazione nel possesso del legittimo portatore del titolo, non può avere alcuna incidenza sui rapporti giuridici fra questi e l’emittente o altri soci, ragion per cui, con riguardo a titoli azionari la cui trasferibilità, anche mortis causa, sia statutariamente eventualmente condizionata o limitata ovvero subordinata al gradimento degli amministratori della società emittente, l’ammortamento non può pregiudicare il diritto della società o di altri soci di invocare l’inefficacia del trasferimento delle azioni (cfr. artt. 2355 e ss. c.c.).
A prescindere dall’ammortamento dei certificati azionari e senza necessità di un ordine giudiziale, la società emittente deve provvedere alla dichiarazione del cambiamento di proprietà sui titoli azionari e nel libro dei soci, su presentazione del certificato di morte, di copia del testamento se esista e di un atto di notorietà giudiziale o notarile, attestante la qualità di erede o di legatario dei titoli, e non ostandovi previsioni statutarie limitative della circolazione delle azioni.
Una volta disposto l’ammortamento dei certificati azionari, la società emittente, ove non vi sia opposizione, può procedere alla dichiarazione del cambiamento di proprietà sui titoli azionari e nel libro dei soci.