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Sentenze con tag: condotta

Tribunale di Bari, 26 Luglio 2026
Esaurimento spontaneo della condotta lesiva nelle more del procedimento cautelare di inibitoria ed effetti sul periculum in mora
L’esaurimento spontaneo della condotta lesiva non implica il venire meno del periculum in mora quando vi è il rischio che...

L’esaurimento spontaneo della condotta lesiva non implica il venire meno del periculum in mora quando vi è il rischio che possa essere reiterata, a meno che la parte responsabile della medesima non dia prova di avere adottato misure idonee a rendere sostanzialmente irreversibile la cessazione della condotta lesiva come, ad esempio, una convenzione con cui l’autore dell'illecito si impegni a non reiterare la violazione concordando una penale in caso di reiterazione della condotta: diversamente argomentando l’osservanza del divieto di reiterare la condotta sarebbe rimessa alla mera adesione volontaria del responsabile della violazione e, in caso di ripresa della condotta illecita, il titolare della privativa dovrebbe instaurare un nuovo giudizio per ottenere un titolo idoneo a farla cessare, “coerentemente, l'attualità della condotta lesiva non è un presupposto necessario dell'ordine di inibitoria e ritiro dal commercio, non potendo bastare a dissipare il pericolo di una ripresa della contraffazione neppure l'impegno in tal senso volontariamente assunto dall'impresa contraffattrice”.

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17/03/2026
Data sentenza: 26/07/2026
Carica: Presidente | Relatore
Giudice: Giuseppe Rana
Registro : RG – 12552 –  2024
Tribunale di Roma, 3 Febbraio 2018
Elusione di una norma tributaria e (non) contrarietà alla legge del negozio
In mancanza di specifiche disposizioni che sanzionino espressamente con la nullità il negozio giuridico elusivo di una norma tributaria, è...

In mancanza di specifiche disposizioni che sanzionino espressamente con la nullità il negozio giuridico elusivo di una norma tributaria, è esclusa la configurabilità della nullità virtuale del contratto per frode alla legge (art. 1344 c.c.) o per violazione di una norma imperativa (art. 1418, comma 1 c.c.), operando la normativa fiscale e quella civilistica su distinti piani, con la conseguenza che, in mancanza di specifica disposizione di legge comminante detta sanzione, le pattuizioni contenute in un contratto, quand'anche dirette ad eludere, in tutto o in parte, la normativa fiscale, non implicano di per sé la nullità del contratto stesso poiché ogni sanzione per tale elusione si rinviene direttamente nel sistema tributario. Ove non espressamente stabilito dalla legge, solo la violazione di norme inderogabili concernenti la validità del contratto è suscettibile di determinarne la nullità, mentre ciò non avviene nel caso di violazione di norme che, quand'anche imperative, riguardino la condotta dei contraenti, in ipotesi rilevante in altra sede.

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25/10/2019
Data sentenza: 03/02/2018
Registro : RG – 74506 –  2017
Tribunale di Milano, 28 Settembre 2015
Cessazione nelle more del procedimento cautelare della condotta contestata ed effetti sul periculum in mora
Nell’ambito di un procedimento cautelare, la dichiarazione di adempiere e/o la spontanea cessazione della condotta contestata dopo la proposizione del...

Nell'ambito di un procedimento cautelare, la dichiarazione di adempiere e/o la spontanea cessazione della condotta contestata dopo la proposizione del ricorso non fanno venire automaticamente meno il periculum in mora, ben potendo (altro…)

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10/02/2017
Data sentenza: 28/09/2015
Registro : RG – 27597 –  2015
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