Ricerca Sentenze

Filtri di Ricerca

Trovate
sentenze

Sentenze con tag: prosecuzione dell'attività sociale

Tribunale di Brescia, 25 Giugno 2026
Prosecuzione dell’attività dopo la perdita del capitale sociale e sequestro conservativo
La prosecuzione dell’attività d’impresa successivamente all’erosione del capitale sociale, ancorché realizzata mediante l’affitto dell’azienda o di rami di essa a...

La prosecuzione dell’attività d’impresa successivamente all’erosione del capitale sociale, ancorché realizzata mediante l’affitto dell’azienda o di rami di essa a terzi, non può qualificarsi come attività meramente conservativa qualora si protragga per un arco temporale significativo e determini un aggravamento del dissesto patrimoniale, in assenza dell’adozione tempestiva dei provvedimenti di cui all’art. 2482 ter c.c.

Ai fini della conferma del sequestro conservativo, il danno derivante dalla prosecuzione dell’attività in violazione degli obblighi gestori può essere determinato, in via prudenziale, applicando il criterio della differenza tra i netti patrimoniali di cui all’art. 2486, comma 4, prima parte, c.c., tenendo conto dei costi normalmente sostenuti.

Sussiste il periculum in mora quando il patrimonio dell’ex amministratore risulti incapiente rispetto all’entità del danno complessivamente cagionato e risultino compiuti atti di disposizione idonei a pregiudicare la garanzia patrimoniale, anche in favore di soggetti che non abbiano ancora formalmente accettato l’eredità.

Leggi tutto
17/01/2026
Data sentenza: 25/06/2026
Carica: Giudice Monocratico
Giudice: Davide Scaffidi
Registro : RG – 1156 –  2024
Tribunale di Venezia, 4 Giugno 2024, n. Sent. 1772 del 2024
Responsabilità degli amministratori per prosecuzione dell’attività d’impresa: onere della prova
Il curatore che propone ex art. 146 l. fall. l’azione di responsabilità contro gli amministratori per i danni cagionati alla società...

Il curatore che propone ex art. 146 l. fall. l’azione di responsabilità contro gli amministratori per i danni cagionati alla società amministrata, a causa della prosecuzione dell’esercizio dell’attività d’impresa in violazione degli artt. 2485 e 2486 c.c., deve allegare le violazioni compiute dagli amministratori ai loro doveri, nonché provare il danno e il nesso di causalità tra la violazione e il danno. Spetta invece agli amministratori provare, con riferimento agli addebiti contestategli, l’osservanza dei doveri previsti dalla legge e dallo statuto.

Nel caso in cui la condotta addebitata all’amministratore sia quella di aver proseguito l’attività caratteristica dell’impresa, nonostante l’integrale perdita del capitale sociale, e la conseguente violazione degli artt. 2485 e ss. c.c., la curatela è tenuta ad allegare il compimento di attività non conservativa, ma non ad indicare necessariamente le singole condotte espressione dell’attività d’impresa che siano foriere di danno (specie se trattasi di imprese che operano a ciclo produttivo continuo).

Ai fini della risarcibilità del preteso danno, il curatore, oltre ad allegare l’inadempimento dell’amministratore ai doveri gestori, deve anche allegare e provare, sia pure ricorrendo a presunzioni, l’esistenza di un danno concreto, cioè del depauperamento del patrimonio sociale, e la riconducibilità della lesione al fatto dell'amministratore inadempiente.

La quantificazione del danno patito va effettuata secondo il criterio della differenza tra netti patrimoniali ex art. 2486 c.c.

Leggi tutto
13/01/2025
Data sentenza: 04/06/2024
Numero: Sent. 1772 del 2024
Carica: Giudice Monocratico
Registro : RG – 10409 –  2019
Tribunale di Milano, 16 Dicembre 2014
Data sentenza: 16/12/2014
Registro : RI – 61944 –  2012
Tribunale di Milano, 15 Dicembre 2014
Disciplina della postergazione prevista dal primo comma dell’art. 2467 c.c. in relazione al soggetto che ha perso la qualità di socio
I presupposti della postergazione sono individuati dall’art. 2467 nell’ “eccessivo squilibrio  dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto” e in una “situazione...

I presupposti della postergazione sono individuati dall'art. 2467 nell' "eccessivo squilibrio  dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto" e in una "situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento", in situazioni cioè di "rischio" di insolvenza che possono manifestarsi sia in fase di start-up se la società è sottocapitalizzata e quando v'è il pericolo che il rischio di impresa sia trasferito sui terzi creditori, sia (altro…)

Leggi tutto
08/06/2015
Data sentenza: 15/12/2014
Registro : RG – 50325 –  2013
Tribunale di Torino, 30 Ottobre 2014
Azione di responsabilità promossa dal creditore sociale nei confronti dell’ amministratore e socio di s.r.l.
La prosecuzione dell’attività di impresa nonostante la perdita del capitale sociale non vale ad integrare il reato di insolvenza fraudolenta...

La prosecuzione dell’attività di impresa nonostante la perdita del capitale sociale non vale ad integrare il reato di insolvenza fraudolenta (art. 641 c.p.) – il quale si connota per la dissimulazione dello stato di insolvenza e per la contestuale assunzione di un’obbligazione con il proposito di non adempierla – qualora la situazione patrimoniale negativa della società sia conoscibile dai creditori sociali in quanto risulta in maniera inequivocabile dal bilancio iscritto nel registro delle imprese anteriormente al sorgere del credito. (altro…)

Leggi tutto
07/06/2015
Data sentenza: 30/10/2014
Registro : RG – 26237 –  2012
Tribunale di Milano, 9 Aprile 2013
Fallimento e quantificazione del danno al patrimonio sociale in caso di inattendibilità delle scritture contabili
Lo sbilancio fallimentare può costituire un indice a cui ancorare la determinazione equitativa del danno laddove manchino o siano completamente...

Lo sbilancio fallimentare può costituire un indice a cui ancorare la determinazione equitativa del danno laddove manchino o siano completamente inattendibili le scritture contabili.

Leggi tutto
24/05/2013
Data sentenza: 09/04/2013
Registro : RG – 32986 –  2010
Tribunale di Milano, 4 Aprile 2013
Determinazione del danno da gestione non conservativa
Lo sbilancio fallimentare può legittimamente costituire un indice a cui ancorare la determinazione equitativa del danno prodotto in violazione dell’art....

Lo sbilancio fallimentare può legittimamente costituire un indice a cui ancorare la determinazione equitativa del danno prodotto in violazione dell’art. 2486 c.c. qualora manchino o siano completamente inattendibili le scritture contabili prodotte in giudizio. (altro…)

Leggi tutto
15/04/2013
Data sentenza: 04/04/2013
Registro : RG – 81578 –  2009
Tribunale di Milano, 4 Aprile 2013
Data sentenza: 04/04/2013
Registro : RG – 30099 –  2008
logo