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Sentenze con tag: scorrettezza professionale

Tribunale di Milano, 12 Dicembre 2024
Imitazione servile e concorrenza parassitaria
La mancata indicazione nel ricorso cautelare delle conclusioni di merito comporta l’inammissibilità dello stesso, sempre che dal tenore dello stesso...

La mancata indicazione nel ricorso cautelare delle conclusioni di merito comporta l’inammissibilità dello stesso, sempre che dal tenore dello stesso non sia possibile dedurre chiaramente il contenuto del futuro giudizio di merito. In altre parole, il ricorso contenente una domanda cautelare proposta prima dell’inizio della causa di merito deve contenere l’esatta indicazione di quest’ultima o, almeno, deve consentirne l’individuazione in modo certo. Non può infatti ritenersi precluso al giudicante l’accertamento - sulla base del tenore complessivo degli atti - del contenuto delle domande che il ricorrente intende proporre nel giudizio di merito. Con specifico riferimento al ricorso di urgenza, va del resto rilevato come il carattere atipico della misura, potenzialmente idonea a soddisfare l’interesse dell’istante negli stessi termini del successivo giudizio di merito (sia pure con effetti provvisori e senza attitudine al giudicato), implichi che il contenuto di quest’ultimo possa anche evincersi dalle stesse ragioni in fatto ed in diritto poste a base della richiesta cautelare, nel caso in cui il ricorrente abbia richiesto, con essa, di anticipare gli stessi effetti conseguibili con l’analoga azione proponibile in sede di cognizione.

L’imitazione rilevante ai fini della concorrenza sleale per confondibilità ai sensi dell’art. 2598 c.c., n. 1 non si identifica con la riproduzione di qualsiasi forma del prodotto altrui, ma solo con quella che cade sulle caratteristiche esteriori dotate di efficacia individualizzante e cioè idonee, proprio in virtù della loro capacità distintiva, a ricollegare il prodotto ad una determinata impresa. Il divieto dell’imitazione servile è infatti inserito in un contesto, quello dell’art. 2598 c.c., n. 1, che tratta della concorrenza confusoria e nel quale, quindi, è tutelato soltanto l’interesse a che l’imitatore non crei confusione con i prodotti del concorrente, facendo sì che il consumatore possa equivocare sulla fonte di produzione.

Poiché l’originalità del prodotto e la sua capacità distintiva integrano entrambi fatti costitutivi della contraffazione per imitazione servile, essendo i medesimi requisiti necessari non in via alternativa, ma in via cumulativa, l’onere della prova con riguardo ad entrambi i fatti costitutivi incombe – in ossequio alle regole generali in tema di onere della prova di cui all’art. 2697 c.c. – su chi agisce in contraffazione, mentre incombe sul convenuto in contraffazione l’onere di provare la mancanza di novità del prodotto o la perdita sopravvenuta della sua capacità distintiva, quali fatti estintivi dell’altrui diritto.

La concorrenza sleale parassitaria consiste in un continuo e sistematico operare sulle orme dell’imprenditore concorrente attraverso l’imitazione non tanto dei prodotti, bensì di rilevanti iniziative imprenditoriali di quest’ultimo, che riguardando comportamenti idonei a danneggiare l’altrui azienda con ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale, si riferisce a mezzi diversi e distinti da quelli relativi ai casi tipici di cui ai precedenti nn. 1 e 2 delle medesima disposizione, sicché, ove si sia correttamente escluso nell’elemento dell’imitazione servile dei prodotti altrui il centro dell’attività imitativa (requisito pertinente alla sola fattispecie di concorrenza sleale prevista dal n. 1 dello stesso art. 2598 c.c.), debbono essere indicate le attività del concorrente sistematicamente e durevolmente plagiate, con l’adozione e lo sfruttamento, più o meno integrale ed immediato, di ogni sua iniziativa, studio o ricerca, contrari alle regole della correttezza professionale.

L’imitazione, dunque, può considerarsi illecita solo se effettuata a breve distanza di tempo da ogni singola iniziativa del concorrente (nella concorrenza parassitaria diacronica) o dall’ultima e più significativa di esse (in quella sincronica), là dove per "breve" deve intendersi quell’arco di tempo per tutta la durata del quale l’ideatore della nuova iniziativa ha ragione di attendersi utilità particolari (di incassi, di pubblicità, di avviamento) dal lancio della novità, ovvero fino a quando essa è considerata tale dai clienti e si impone, quindi, alla loro attenzione nella scelta del prodotto.

Ciò in quanto la creatività è tutelata nel nostro ordinamento solo per un tempo determinato, fino a quando l’iniziativa può considerarsi originale, sicché quando l’originalità si sia esaurita, ovvero quando quel determinato modo di produrre e/o di commerciare sia divenuto patrimonio ormai comune di conoscenze e di esperienze di quanti operano nel settore, l’imitazione non costituisce più un atto contrario alla correttezza professionale ed idoneo a danneggiare l’altrui azienda.

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24/02/2026
Data sentenza: 12/12/2024
Carica: Giudice Monocratico
Giudice: Lorena Casiraghi
Registro : RG – 35423 –  2024
Tribunale di Bologna, 27 Dicembre 2019
Cessione di ramo di azienda e violazione di marchio del cessionario da parte del distributore del cedente che continua a fabbricare e vendere beni recanti il marchio
Il distributore del cedente di ramo di azienda che continui l’attività di commercializzazione di prodotti recanti il marchio aziendale in...

Il distributore del cedente di ramo di azienda che continui l'attività di commercializzazione di prodotti recanti il marchio aziendale in violazione del diritto riconosciuto in via esclusiva al cessionario titolare del marchio d’impresa ex art. 20 c.p.i. compie una contraffazione. La condotta non integra invece concorrenza sleale confusoria di cui all’art. 2598 n. 1 e/o n. 3 c.c., ove non risulti che, nel periodo in cui si svolgeva l’attività contraffattiva, il cessionario del ramo di azienda non abbia iniziato la commercializzazione dei prodotti contraddistinti dal marchio, dovendosi ritenersi esclusa la possibilità di confusione con i prodotti e con l’attività della concorrente.

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04/09/2022
Data sentenza: 27/12/2019
Registro : RG – 9907 –  2013
Tribunale di Milano, 17 Aprile 2019
Imitazione delle condizioni generali di un modello contrattuale e diritto d’autore
La legittimazione attiva è una condizione dell’azione, che presuppone l’identità tra il soggetto che agisce in giudizio, e colui che...

La legittimazione attiva è una condizione dell'azione, che presuppone l'identità tra il soggetto che agisce in giudizio, e colui che nella domanda giudiziale è indicato quale titolare del diritto soggettivo che si fa valere. (altro…)

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11/11/2019
Data sentenza: 17/04/2019
Registro : RG – 15828 –  2017
Tribunale di Milano, 16 Dicembre 2014
Evidenza
Concorrenza sleale per falsa comunicazione della titolarità di diritti di esclusiva su disegni tecnici
È professionalmente scorretta e costituisce atto di concorrenza sleale ex art. 2598 n.3 c.c. la falsa comunicazione al mercato della...

È professionalmente scorretta e costituisce atto di concorrenza sleale ex art. 2598 n.3 c.c. la falsa comunicazione al mercato della titolarità di diritti di esclusiva su disegni tecnici, tale da generare l’interruzione della fornitura da parte del terzista (altro…)

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19/02/2017
Data sentenza: 16/12/2014
Registro : RG – 33015 –  2010
Tribunale di Milano, 30 Aprile 2015
Principio di esaurimento e azione di contraffazione in caso di vendita non autorizzata di giacenze allo scadere del contratto di licenza
Nel contratto di licenza di beni della proprietà intellettuale o industriale, le parti possono prevedere una pattuizione sulle modalità di...

Nel contratto di licenza di beni della proprietà intellettuale o industriale, le parti possono prevedere una pattuizione sulle modalità di smaltimento delle giacenze di magazzino di res prodotte dal licenziatario in costanza di rapporto ma rimaste invendute (altro…)

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10/02/2017
Data sentenza: 30/04/2015
Registro : RG – 13254 –  2015
Tribunale di Milano, 9 Settembre 2015
Legittimità dei marchi collettivi non registrati
Deve riternrsi piena la legittimità dei marchi collettivi ancorché non registrati, non essendo ricavabile alcun limite contrario da da nessuna...

Deve riternrsi piena la legittimità dei marchi collettivi ancorché non registrati, non essendo ricavabile alcun limite contrario da da nessuna disposizione di legge o da (altro…)

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10/02/2017
Data sentenza: 09/09/2015
Registro : RG – 48238 –  2010
Tribunale di Milano, 15 Marzo 2016
Evidenza
Mancanza di contraffazione di marchio per il principio di preclusione per coesistenza
Tra due marchi sussiste il rischio di confusione quando vi è, in concreto, la  possibilità che il pubblico ritenga che...

Tra due marchi sussiste il rischio di confusione quando vi è, in concreto, la  possibilità che il pubblico ritenga che i prodotti o i servizi contraddistinti da un marchio che imita quello di altra impresa provengano dalla medesima impresa o da (altro…)

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06/02/2017
Data sentenza: 15/03/2016
Registro : RG – 22892 –  2014
Tribunale di Milano, 11 Maggio 2016
Evidenza
Nullità del marchio registrato a fronte della rinomanza del marchio anteriore e concorrenza sleale
In caso di un marchio anteriore “rinomato” ad invalidare un segno posteriore basta la “somiglianza” tra i due segni, a...

In caso di un marchio anteriore "rinomato" ad invalidare un segno posteriore basta la "somiglianza" tra i due segni, a prescindere dal rischio di confusione per i consumatori, in quanto la rinomanza/notorietà del marchio sul mercato fa sì che (altro…)

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06/02/2017
Data sentenza: 11/05/2016
Registro : RG – 33564 –  2013
Tribunale di Milano, 13 Ottobre 2016
Contraffazione di brevetto e concorrenza sleale per appropriazione del risultato altrui
La contestazione di concorrenza sleale fondata sul mero fatto che il prodotto del concorrente riprende le caratteristiche salienti del proprio,...

La contestazione di concorrenza sleale fondata sul mero fatto che il prodotto del concorrente riprende le caratteristiche salienti del proprio, appropriandosi della combinazione di caratteristiche che contraddistinguono quest’ultimo, è troppo generica e pertanto (altro…)

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03/02/2017
Data sentenza: 13/10/2016
Registro : RG – 42112 –  2016
Tribunale di Milano, 17 Ottobre 2016
Contratto di concessione di vendita e concorrenza sleale
L’atto di comunicare ai propri clienti l’esclusione di un determinato distributore dalla propria rete di distribuzione nonché la volontà di...

L’atto di comunicare ai propri clienti l’esclusione di un determinato distributore dalla propria rete di distribuzione nonché la volontà di dissociarsi dalle politiche di vendita dallo stesso praticate non costituisce di per sé violazione (altro…)

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03/02/2017
Data sentenza: 17/10/2016
Registro : RG – 25660 –  2014
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