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Sentenze con tag: tutela

Tribunale di Napoli, 28 Luglio 2026, n. 647/2024
Rapporto tra contraffazione della privativa industriale e concorrenza sleale
Sebbene siano in astratto compatibili e cumulabili la tutela dei segni distintivi prevista dal codice della proprietà industriale e quella...

Sebbene siano in astratto compatibili e cumulabili la tutela dei segni distintivi prevista dal codice della proprietà industriale e quella prevista dal codice civile in tema di concorrenza sleale, la medesima condotta può integrare sia la contraffazione della privativa industriale sia la concorrenza sleale per l'uso confusorio di segni distintivi soltanto se la condotta contraffattoria integri anche una delle fattispecie rilevante ai sensi dell'art. 2598 c.c.

Invero, dall'illecito contraffattorio non discende automaticamente la concorrenza sleale, che deve constare, infatti, di un quid pluris rispetto alla pura violazione del segno o del brevetto, cioè di una modalità di estrinsecazione della condotta ulteriore ai fini della configurabilità del fatto illecito.

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16/01/2026
Data sentenza: 28/07/2026
Numero: 647/2024
Carica: Presidente
Giudice: Leonardo Pica
Relatore: Paolo Andrea Vassallo
Registro : RG – 8053 –  2019
Corte d'appello di Milano, 17 Giugno 2022
La concorrenza sleale per assunzione di un dipendente chiave dell’impresa concorrente e il rischio di illecita sottrazione e detenzione di informazioni riservate
Per integrare una condotta di concorrenza sleale ex art. 2598, n. 3 c.c., non è sufficiente l’utilizzo, da parte dell’ex...

Per integrare una condotta di concorrenza sleale ex art. 2598, n. 3 c.c., non è sufficiente l’utilizzo, da parte dell’ex dipendente presso il nuovo datore di lavoro, del bagaglio di cognizioni ed esperienze acquisite in costanza del precedente rapporto di lavoro, trattandosi di conoscenze divenute ormai parte della personalità del dipendente, che da lui possono essere legittimamente portate a supporto di migliori nuove possibilità lavorative.

Pertanto, laddove non si travalichi il limite della segretezza delle informazioni o di eventuali patti di non concorrenza validi, per il periodo successivo al rapporto di lavoro, non costituisce concorrenza sleale – bensì sviluppo fisiologico delle relazioni professionali – lo sfruttamento da parte dell’ex dipendente delle competenze e conoscenze lecitamente acquisite grazie alle precedenti esperienze lavorative.

In materia di segreti commerciali, affinché possa trovare applicazione la disciplina di cui agli artt. 98-99 c.p.i., volta ad apprestare una tutela contro la illecita acquisizione, rivelazione, detenzione ed utilizzazione di informazioni segrete e/o riservate, sono richieste tre condizioni cumulative: a) la segretezza dell’informazione; b) il valore economico dell’informazione in quanto segreta; c) l’adozione da parte del detentore di misure ragionevolmente adeguate a mantenere segreta la stessa.

Ne deriva che la tutela predisposta dalle suddette norme non può essere invocata laddove vi sia una divulgazione della notizia, anche in occasione di conferenze o presentazioni tecnico commerciali ovvero laddove le informazioni non possano qualificarsi, ab origine, come “segreto commerciale”, in quanto “non definibili come formulazioni frutto di soluzioni formali nuove o originali o che necessitino di informazioni tecniche non diffuse e non note nel settore”.

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14/01/2024
Data sentenza: 17/06/2022
Registro : RG – 1737 –  2021
Tribunale di Bologna, 27 Dicembre 2017
Tutela del marchio di fatto
Anche al titolare del marchio di fatto è garantito un diritto esclusivo, dunque un diritto di proprietà industriale in senso...

Anche al titolare del marchio di fatto è garantito un diritto esclusivo, dunque un diritto di proprietà industriale in senso pieno, poiché, ove si riconosca la preesistenza di un segno anteriore notorio, seppure di fatto e non registrato, i segni successivi mancano del requisito della novità. (altro…)

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18/03/2019
Data sentenza: 27/12/2017
Registro : RG – 19976 –  2015
Tribunale di Milano, 12 Febbraio 2014
Evidenza
Violazione della legge sul diritto d’autore: criteri di liquidazione del danno
Non può essere risarcito in favore di una società il danno morale derivante dall’altrui utilizzazione abusiva di un’opera dell’ingegno perché la...

Non può essere risarcito in favore di una società il danno morale derivante dall'altrui utilizzazione abusiva di un'opera dell'ingegno perché la società, quale persona giuridica, non può essere titolare di tali diritti. Dalla lettura combinata degli artt. 1 e 6 della legge 633/413 si desume che, essendo il bene oggetto della tutela un’opera “dell’ingegno”, espressione del “lavoro intellettuale”, l’unico titolare (altro…)

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12/02/2017
Data sentenza: 12/02/2014
Registro : RG – 9022 –  2012
Tribunale di Milano, 29 Giugno 2015
Creatività di un’intervista ai fini della sua tutela e attribuzione della qualifica di autore
Nel caso specifico di interviste a personaggi noti, la creatività che consente la tutela del diritto d’autore deve essere individuata...

Nel caso specifico di interviste a personaggi noti, la creatività che consente la tutela del diritto d’autore deve essere individuata nell’elaborazione dei testi dell'intervista, nella conduzione finalizzata alla delineazione della personalità dell’intervistato e nella (altro…)

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10/02/2017
Data sentenza: 29/06/2015
Registro : RG – 40030 –  2013
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