Il procedimento cautelare teso ad ottenere il sequestro giudiziario di quote di società di incerta titolarità, deve essere instaurato nei confronti della società fiduciaria titolare del mandato senza rappresentanza, la quale ha la formale titolarità delle quote del fiduciante. Per individuare il legittimato passivo i terzi dovranno (altro…)
Nelle more della causa di merito avente ad oggetto la risoluzione di un contratto di cessione d’azienda pacificamente può essere concesso il sequestro giudiziario ai sensi dell’art. 670 c.p.c. per scongiurare in via cautelare la dispersione dei beni aziendali e del relativo avviamento commerciale. (altro…)
Per l'acquisto della proprietà del titolo azionario, secondo giurisprudenza costante, è sufficiente – tra le parti del contratto di compravendita - il semplice consenso legittimamente manifestato, secondo la regola generale di cui all'art. 1376 c.c. (v. Cass. n. 9314/1995; Cass. n. 17088/2008). Avuto riguardo a tale principio, e in mancanza (altro…)
Il socio, al quale non sia stata previamente comunicata dal socio trasferente la cessione delle partecipazioni sociali soggette a clausola di prelazione statutaria, può chiedere il risarcimento del pregiudizio subito, ma non può pretendere in via cautelare un provvedimento di sequestro giudiziario direttamente nei confronti del terzo. Tale clausola statutaria ha infatti efficacia reale, ma essa deve essere intesa nel senso della sola inefficacia rispetto alla società dell'atto di trasferimento (e non nel senso della configurazione di un diritto del socio pretermesso di riscattare la partecipazione) e, dunque, deve essere negato l'accoglimento della richiesta cautelare, non essendo configurabile una controversia sulla proprietà o sul possesso delle azioni.
Il nucleo del meccanismo della prelazione è rappresentato non da una promessa a stipulare suscettibile di esecuzione coattiva, ma dal mero obbligo di denuntiatio, con facoltà del denunziante di non accettare la proposta dell'oblato e, in definitiva, di non procedere ad alcuna vendita.
L'art. 36 l.f. consente il reclamo contro atti di amministrazione del curatore e deve ritenersi applicabile anche in caso di concordato preventivo. (altro…)
Deve ritenersi irrilevante al fine di provare l'insussistenza dell'intestazione fiduciaria di una quota sociale il fatto che il socio abbia versato personalmente il capitale sociale, in quanto ciò poteva comunque avvenire per conto del fiduciante.
Il contratto di vendita di cosa altrui, così come la promessa del fatto del terzo, non sono requisiti idonei per la concessione di un provvedimento di sequestro giudiziario di partecipazioni sociali, stante l'inidoneità dei negozi citati a costituire titolo di acquisto della proprietà.
Un'azione cautelare che miri ad ottenere il sequestro di un assegno circolare, prodromico ad un'azione di responsabilità verso un amministratore di srl ex art. 2476 c.c., deve essere necessariamente strumentale all'azione di responsabilità medesima. Laddove sia accertato che l'azione di responsabilità ha come obiettivo il rientro delle somme oggetto dell'assegno circolare in capo alla società, e ove sia al contempo accertato che l'assegno è già stato incassato, viene a mancare la strumentalità dell'azione cautelare, che va pertanto respinta.