In tema di efficacia probatoria delle riproduzioni informatiche di cui all'art. 2712 c.c., il disconoscimento di tali documenti, (altro…)
Vi è violazione del patto di non concorrenza inserito in un contratto di cessione di azienda quando sia provato che il soggetto che è vincolato a tale patto (altro…)
La presenza in un contratto di una clausola compromissoria incide sulla competenza e non può in alcun modo configurare un difetto di giurisdizione in capo al giudice adito.
Qualora la materia controversa riguardi un contratto (altro…)
Il principio formatosi ante riforma del diritto societario in base al quale l'annotazione sul libro soci aveva esclusiva rilevanza ai fini dell'opponibilità della cessione alla società, ma non anche ai fini (altro…)
L’annullamento ex art. 2475-ter, co. 1, c.c. del contratto di affitto di azienda concluso dall’amministratore della società in conflitto di interessi, per conto proprio o di terzi, e il conseguente sequestro giudiziario dell’azienda affittata, può essere richiesto solo dalla società, dovendosi (altro…)
I creditori di una s.r.l. hanno il diritto di agire contro l’organo amministrativo per ottenere il ripristino della garanzia patrimoniale costituita dal patrimonio sociale, in analogia con quanto previsto all’’art. 2394 c.c. in materia di s.p.a. Detta azione, in caso di fallimento, spetta al curatore ai sensi dell’art. 146 l. fall., il quale (altro…)
Il reclamo avverso il bilancio finale di liquidazione è un rimedio espressamente riservato, ai sensi del terzo comma dell'art.2492 c.c., solo ai soci. Questo appare uno strumento endo-societario volto a far (altro…)
L’ammissione del debitore a procedure concorsuali costituisce un indice tipico della situazione di inesigibilità dei crediti commerciali e rende necessario che l’amministratore, in ossequio ai principi di prudenza, competenza e determinazione del valore di realizzo dei crediti, rilevi detta situazione negli esercizi in cui le perdite per inesigibilità (altro…)
Deve ritenersi fondata la domanda di condanna della parte inadempiente al pagamento del corrispettivo del prezzo dovuto a seguito della avvenuta cessione di un'azienda di cui la parte inadempiente (altro…)
L'illiceità di un contratto di mutuo dissimulato per preteso carattere usurario dello stesso, pur implicando sul piano civilistico la sanzione della nullità della sola clausola contrattuale relativa agli interessi, connota comunque in senso illecito la pattuizione dissimulata e le relativa condotta del mutuante, rilevante anche penalmente, sicché deve ritenersi applicabile il requisito al quale l'art. 1417 c.c. collega l'esclusione del divieto di prova testimoniale posto in capo alle parti del contratto di stipulato.
La pattuizione di gratuità del finanziamento prestato da soggetti che operano professionalmente nel settore creditizio può essere considerato un principio di prova scritta rilevante ai sensi dell'art. 2724 c.c. n. 1, nel senso di far apparire verosimile la simulazione e così rendere inoperanti i divieti di prova testimoniale previsti dall'ordinamento (sulla scorta di tali principi il Tribunale nel caso di specie ha ammesso - e ritenuta decisiva - la prova testimoniale in ordine alla simulazione di contratti di mutuo a titolo gratuito concessi da una società di intermediazione creditizia e dal rappresentante legale di quest'ultima, in realtà dissimulanti mutui a tassi usurari rilasciati a favore del figlio del mutuatario, in tal modo revocando il decreto ingiuntivo per la restituzione delle somme ottenuto dai mutanti nei confronti del mutuatario)
Si riporta in allegato il prospetto sintetico elaborato dalla Sezione Specializzata del Tribunale di Milano, da inserire nella prima pagina degli atti introduttivi