È impugnabile per abuso di maggioranza la delibera assembleare con cui i soci di maggioranza perseguano l’obbiettivo di danneggiare la minoranza a proprio esclusivo beneficio, senza che l’interesse sociale possa giustificare la decisione assunta.
La delibera assembleare con la quale viene rigettata la proposta di “revoca” o di “annullamento” di una precedente determinazione dell’assemblea rappresenta una delibera (negativa) autonomamente impugnabile, con la quale l’assemblea conferma, con effetto sostitutivo, la propria precedente statuizione.
Ai sensi dell'art. 2495, comma 2, c.c. i presupposti della responsabilità del liquidatore sono: - il mancato pagamento del credito, la cui esistenza, entiità ed esegibilità è onere del creditore agente dimostrare; - la riconducibilità del mancato pagamento alla condotta colposa del liquidatore. In relazione a quest'ultimo presupposto il creditore è onerato della dimostrazione della consapevolezza dell'esistenza del credito in capo al liquidatore o della sua conoscibilità (altro…)
Difetta di interesse ad agire l’amministratore che chiede l’accertamento della non corretta redazione di un verbale del consiglio di amministrazione, la modifica (altro…)
Ai sensi dell'art. 124 l. fall. per "azioni di pertinenza della massa" devono intendersi quelle che derivano dal fallimento e quelle spettanti al curatore in sostituzione dei creditori; non sono tali, invece, quelle proponibili dal curatore (altro…)
In sede di giudizio in merito all'esistenza di una causa di scioglimento di una società di persone, va respinta l'eccezione preliminare di compromesso in arbitri per l'indisponibilità della materia, dovendo reputarsi indisponibili le sole controversie che hanno ad oggetto interessi della società o che concernono la violazione di norme poste a tutela dell'interesse collettivo dei soci o dei terzi. L'area della indisponibilità (altro…)
L’azione di responsabilità ex art. 2476 cod. civ. e la conseguente richiesta risarcitoria promossa contro l’amministratore e socio di s.r.l. per aver violato i doveri di corretta amministrazione, sia ostacolando la corretta distribuzione e commercializzazione del prodotto della società attrice sul mercato, sia organizzando una parallela linea di produzione e contraffazione di detto prodotto, deve essere rigettata qualora (altro…)
Il giudizio -pur elastico- commesso dall'art. 671 c.p.c. al giudice della cautela non può mai ridursi ad una valutazione di tipo soggettivo sulla 'qualità' del preteso debitore, perché l'assolutizzazione della valorizzazione (altro…)
La sospensione del decorso del termine di prescrizione dell'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori di persone giuridiche ai sensi dell'art. 2941 n.7 c.c. trova applicazione (altro…)
La totale discrasia tra le risultanze dei bilanci formalmente approvati e la situazione patrimoniale allegata alla domanda di fallimento in proprio, non accompagnata da documenti che giustifichino gli ammanchi, (altro…)
In presenza di una clausola statutaria che preveda la decadenza d'ufficio dalla carica qualora il consiglio di amministrazione sia composto da un numero pari di componenti ed essi siano in disaccordo in relazione a decisioni essenziali per la prosecuzione della vita della società, occorre che tale radicale dissenso sia manifestato nelle sedi proprie in cui tali decisioni vanno ex lege prese, vale a dire nel corso delle sedute consiliari ed eventualmente in sede assembleare.