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Rapporti contrattuali infragruppo e trasferimento della sede sociale all’estero
L’azione risarcitoria ex art. 2497 c.c. può essere svolta anche dalla società controllata che si dichiari lesa dall’attività di direzione...

L'azione risarcitoria ex art. 2497 c.c. può essere svolta anche dalla società controllata che si dichiari lesa dall'attività di direzione e coordinamento della controllante.

Laddove più società, tutte controllate e interamente detenute da un unico socio, siano da questi sostanzialmente deputate a svolgere il ruolo di articolazioni della medesima attività d'impresa - con dislocazione degli utili nel gruppo a seconda delle scelte imprenditoriali complessive -, tale organizzazione del gruppo non può dirsi abusiva, non determinando alcun pregiudizio nè per i soci di minoranza delle società eterodirette (essendo le società detenute da un unico socio) nè per i creditori delle stesse, la cui soddisfazione è comunque assicurata dal rimborso dei costi, tale organizzazione corrispondendo, in definitiva, a un interesse imprenditoriale di allocazione delle risorse da valutarsi come di per sè lecito e non scorretto, in assenza di un effettivo concreto conflitto d'interessi tra le varie articolazioni d'impresa.

La liceità dell'attività di direzione e coordinamento deve essere valutata tenendo conto dell'assetto del gruppo nel momento in cui tale attività è effettivamente svolta , essendo quindi irrilevante ai fini di tale giudizio il successivo subentro di altri soci in una delle controllate, posto che anche in ambito contrattuale la ricorrenza di un eventuale conflitto d'interessi tra le parti deve apprezzarsi con riferimento al tempo del perfezionamento del negozio, restando irrilevanti le vicende successive.

La liceità dell'attività di direzione e coordinamento deve essere valutata alla luce degli interessi esterni al gruppo che possano eventualmente essere incisi dalle regole organizzative e di allocazione delle risorse infragruppo; di talchè, non possono considerarsi lecite le direttive che prevedano l'imputazione ad una controllata dei costi per prestazioni o acquisti a beneficio di altre controllate senza che vi sia alcun rimborso infragruppo, essendo tale condotta lesiva degli interessi dei creditori della prima.

L'avvenuta cancellazione della società dal Registro delle imprese per trasferimento della sede all'estero non determina l'estinzione del processo nè la sua interruzione, posto che tale cancellazione, essendo conseguenza non già di un procedimento di liquidazione dell'ente quanto piuttosto di una modifica statutaria, non comporta in alcun modo la cessazione dell'attività tipica e non determina quindi il venir meno della continuità giuridica della società trasferita, almeno nelle ipotesi in cui la legge applicabile nella nuova sede concordi sul punto con i principi desumibili dalla legge italiana.

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Responsabilità del liquidatore verso i creditori per violazione della par condicio nel pagamento dei debiti
Il liquidatore di società di capitali risponde verso i creditori sociali, ai sensi degli artt. 2489 e 2495 c.c., per...

Il liquidatore di società di capitali risponde verso i creditori sociali, ai sensi degli artt. 2489 e 2495 c.c., per il mancato rispetto della parità di trattamento nel pagamento dei debiti sociali. Quando l’attivo non sia sufficiente a soddisfare tutti i creditori, il liquidatore deve considerare l’intero spettro dei debiti sociali e dare ingresso a una procedura concorsuale, o comunque a una gestione liquidatoria informata ai criteri di poziorità legale e di par condicio dell’art. 2741 c.c., evitando di pagare i creditori secondo un ordine meramente cronologico; ne risponde quindi il liquidatore che, pretermettendo un credito privilegiato a lui noto, abbia integralmente soddisfatto crediti chirografari [in particolare crediti dei soci per finanziamenti infruttiferi]. La mancanza di residui attivi al termine della liquidazione non esclude la responsabilità, che si valuta con riguardo alle modalità con cui la liquidazione è stata condotta.

Il semplice disavanzo tra debiti e crediti non impone il ricorso a forme concorsuali di distribuzione dell’attivo quando il liquidatore abbia fondata ragione di ritenere possibile il pieno soddisfacimento dei creditori con i proventi della liquidazione o con sicure fonti di finanziamento esterno; in una situazione di sostanziale insolvenza, invece, è fonte di responsabilità il pagamento dei creditori in modo casuale, senza rispetto della regola dell’art. 2741 c.c. Il creditore insoddisfatto deve provare esistenza, consistenza ed esigibilità del credito, la conoscenza di esso da parte del liquidatore e la presenza nel patrimonio sociale di risorse sufficienti a garantirne un apprezzabile soddisfacimento, mentre il liquidatore deve giustificare la mancata tacitazione concorsuale dei creditori; il danno risarcibile non può essere inferiore alla percentuale di soddisfacimento che il creditore avrebbe ottenuto in una normale procedura fallimentare.

La prescrizione quinquennale dell’azione risarcitoria del creditore sociale pretermesso contro il liquidatore decorre dal deposito del bilancio finale di liquidazione, momento in cui si manifesta la condotta omissiva addebitata. Il liquidatore può eccepire la prescrizione del credito verso la società maturata a quella data; se invece intende avvalersi del termine prescrizionale che avrebbe potuto opporre la società estinta, deve subire l’efficacia degli atti interruttivi ricevuti presso la cessata sede sociale da personale da lui incaricato.

Dopo l’estinzione della società, il creditore può chiedere, nel giudizio di responsabilità contro il liquidatore, l’accertamento del proprio credito verso la società quale presupposto della responsabilità prevista dagli artt. 2489 e 2495 c.c.

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Invalidità della delibera di riduzione reale del capitale sociale per mancata indicazione delle ragioni dell’operazione. Abuso di maggioranza e asimmetria informativa dei soci
E’ invalida una delibera di riduzione reale del capitale sociale, da eseguirsi mediante annullamento di azioni proprie, qualora sia l’avviso...

E’ invalida una delibera di riduzione reale del capitale sociale, da eseguirsi mediante annullamento di azioni proprie, qualora sia l’avviso di convocazione sia, e soprattutto, il verbale assembleare non indichino le ragioni dell’operazione e le modalità di attuazione (altro…)

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Responsabilità del venditore di partecipazione sociale per occultamento di fatti rilevanti
Nella compravendita di partecipazioni sociali, il venditore che abbia dolosamente occultato elementi di fatto idonei ad incidere sulla valutazione della...

Nella compravendita di partecipazioni sociali, il venditore che abbia dolosamente occultato elementi di fatto idonei ad incidere sulla valutazione della consistenza patrimoniale della società e pertanto del valore delle azioni acquistate, risponde dei danni causati da tale condotta. (altro…)

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Nomina del consiglio di amministrazione in luogo dell’amministratore unico e abuso di maggioranza
È impugnabile per abuso di maggioranza la delibera assembleare con cui i soci di maggioranza perseguano l’obbiettivo di danneggiare la...

È impugnabile per abuso di maggioranza la delibera assembleare con cui i soci di maggioranza perseguano l’obbiettivo di danneggiare la minoranza a proprio esclusivo beneficio, senza che l’interesse sociale possa giustificare la decisione assunta.

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Mancata impugnazione di delibera negativa e interesse ad agire
La delibera assembleare con la quale viene rigettata la proposta di “revoca” o di “annullamento” di una precedente determinazione dell’assemblea...

La delibera assembleare con la quale viene rigettata la proposta di “revoca” o di “annullamento” di una precedente determinazione dell’assemblea rappresenta una delibera (negativa) autonomamente impugnabile, con la quale l’assemblea conferma, con effetto sostitutivo, la propria precedente statuizione.

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Sui presupposti della responsabilità del liquidatore per mancato pagamento di un debito sociale
Ai sensi dell’art. 2495, comma 2, c.c. i presupposti della responsabilità del liquidatore sono: – il mancato pagamento del credito,...

Ai sensi dell'art. 2495, comma 2, c.c. i presupposti della responsabilità del liquidatore sono: - il mancato pagamento del credito, la cui esistenza, entiità ed esegibilità è onere del creditore agente dimostrare; - la riconducibilità del mancato pagamento alla condotta colposa del liquidatore. In relazione a quest'ultimo presupposto il creditore è onerato della dimostrazione della consapevolezza dell'esistenza del credito in capo al liquidatore o della sua conoscibilità (altro…)

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Interesse ad agire e domanda di modifica del verbale del consiglio di amministrazione per inesattezze e omissioni. Maturazione del diritto al compenso
Difetta di interesse ad agire l’amministratore che chiede l’accertamento della non corretta redazione di un verbale del consiglio di amministrazione,...

Difetta di interesse ad agire l’amministratore che chiede l’accertamento della non corretta redazione di un verbale del consiglio di amministrazione, la modifica (altro…)

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Condanna di società capogruppo per danno cagionato alla controllata fallita in forza di azione esperita dal terzo assuntore del concordato
Ai sensi dell’art. 124 l. fall.  per “azioni di pertinenza della massa” devono intendersi quelle che derivano dal fallimento e...

Ai sensi dell'art. 124 l. fall.  per "azioni di pertinenza della massa" devono intendersi quelle che derivano dal fallimento e quelle spettanti al curatore in sostituzione dei creditori; non sono tali, invece, quelle proponibili dal curatore (altro…)

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Compromettibilità in arbitri delle cause di scioglimento della società di persone
In sede di giudizio in merito all’esistenza di una causa di scioglimento di una società di persone, va respinta l’eccezione...

In sede di giudizio in merito all'esistenza di una causa di scioglimento di una società di persone, va respinta l'eccezione preliminare di compromesso in arbitri per l'indisponibilità della materia, dovendo reputarsi indisponibili le sole controversie che hanno ad oggetto interessi della società o che concernono la violazione di norme poste a tutela dell'interesse collettivo dei soci o dei terzi. L'area della indisponibilità (altro…)

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