L’azione di responsabilità ex art. 2476 cod. civ. e la conseguente richiesta risarcitoria promossa contro l’amministratore e socio di s.r.l. per aver violato i doveri di corretta amministrazione, sia ostacolando la corretta distribuzione e commercializzazione del prodotto della società attrice sul mercato, sia organizzando una parallela linea di produzione e contraffazione di detto prodotto, deve essere rigettata qualora (altro…)
Il giudizio -pur elastico- commesso dall'art. 671 c.p.c. al giudice della cautela non può mai ridursi ad una valutazione di tipo soggettivo sulla 'qualità' del preteso debitore, perché l'assolutizzazione della valorizzazione (altro…)
La sospensione del decorso del termine di prescrizione dell'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori di persone giuridiche ai sensi dell'art. 2941 n.7 c.c. trova applicazione (altro…)
La totale discrasia tra le risultanze dei bilanci formalmente approvati e la situazione patrimoniale allegata alla domanda di fallimento in proprio, non accompagnata da documenti che giustifichino gli ammanchi, (altro…)
Qualora una clausola statutaria prescriva che il consiglio di amministrazione di una società composto da un numero pari di membri decada d’ufficio dalla carica quando questi siano in disaccordo in relazione a decisioni essenziali per la prosecuzione della vita della società, è necessario che l’intervenuto radicale dissenso sia manifesto e ufficializzato nelle sedi proprie in cui tali decisioni vanno ex lege assunte, ovvero nel corso delle sedute consiliari ed eventualmente in sede assembleare.
Alla società a responsabilità limitata con organo amministrativo in forma collegiale si applicano analogicamente le norme dettate per la società per azioni [nella specie, l’art. 2385 c.c.].
Il socio che sia anche amministratore unico di una srl non ha il dovere di richiedere la preventiva autorizzazione all'assemblea o ai singoli soci per procedere a rimborsare a se stesso il finanziamento concesso alla società. (altro…)
La delibera su argomenti non contenuti nell’o.d.g. contenuto nell’avviso di convocazione – nella specie, la revoca del liquidatore – è impugnabile da parte del socio assente.
In presenza di voto assembleare favorevole del custode giudiziario, deve escludersi la legittimazione attiva all'impugnazione della delibera assembleare in capo al titolare della quota, salvo il caso in cui egli intenda contestare la sussistenza di vizi soggetti alla disciplina della nullità ex art. 2479-ter, comma 3,c.c.
In presenza di un custode giudiziario, deve escludersi la sussistenza del diritto a ricevere la convocazione assembleare in capo al titolare della quota, essendo il custode l' unico legittimato all'intervento in assemblea.
L'amministratore revocato può certamente lamentare la mancanza di giusta causa della revoca allo scopo di tutelare eventuali spettanze economiche collegate alla carica, non invece per richiedere la caducazione della delibera assembleare di revoca.
L'art. 2479-bis comma 3 c.c. - che prevede l'impugnabilità nel più ampio termine di tre anni delle delibere assembleari di srl "prese in assoluta mancanza di informazione" - deve essere interpretato in linea sistematica con quanto disposto ex art. 2379 c.c. in tema di nullità delle delibere di spa; onde il vizio della "assoluta mancanza di informazione" (altro…)
La convocazione dell'assemblea di una srl, qualora risulti formalmente mancante di alcuni elementi fondamentali, deve essere ricostruita secondo il canone della buona fede nell'esecuzione del contratto sociale, tale da ricavare ogni elemento richiesto dalla legge. Una richiesta di annullamento basata su di una interpretazione formalistica e contraria a buona fede deve pertanto essere respinta.
Il credito di un socio di s.r.l. alla restituzione di un finanziamento postergato ex art. 2467 c.c. può in astratto essere cautelato con il sequestro conservativo, dovendosi affermare comunque la sussistenza del diritto al rimborso che potrà ammettersi anche durante la vita della società. Da ciò deriva il (altro…)
La delibera di riduzione di capitale di s.r.l. con correlativa autorizzazione ai soci di prelevare pro quota una ingente porzione, avvenuta in una situazione di incipiente dissesto e comunque di conclamata perdita e crisi economico-finanziaria, con contestuale operazione di rimborso del capitale sociale 'esuberante' ai soci non ha alcuna ragionevole giustificazione (altro…)