Se è vero che la tutela cautelare può essere utilizzata anche con strumentale preordinazione ai processi di mero accertamento, essa tuttavia non può operare in senso sostitutivo, in via anticipatoria, della stessa pronuncia meramente dichiarativa indipendente da un’accessoria azione di condanna. Ne discende che, nell'ipotesi in cui (altro…)
I presupposti di postergazione ex art. 2467 c.c. sono individuati dalla norma nell' “eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio” e in una “situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento”, in situazioni, cioè, di "rischio" di insolvenza che possono manifestarsi sia in fase di start-up, se la società è sottocapitalizzata, sia (altro…)
La cognizione cautelare degli arbitri in materia di sospensione dell’efficacia della delibera assembleare impugnata può avere luogo solo qualora sia già intervenuta la nomina degli stessi, residuando invece la competenza del giudice ordinario a conoscere delle istanze d'urgenza proposte sino a quel momento; ciò al fine di (altro…)
Gli effetti della scissione, dopo l'iscrizione dell’atto, diventano definitivi, ovvero irretrattabili, per cui la data di decorrenza degli stessi rappresenta anche il momento a partire dal quale gli effetti dell'operazione non possono più essere né contestati né revocati; di conseguenza gli interessi che risultino lesi dall'illegittimità dell'operazione sono oggetto di tutela sul piano esclusivamente risarcitoria ai sensi dell'articolo 2504 quater c.c.
La funzione tipica assolta dal procedimento di convocazione assembleare è, anche nelle società a responsabilità limitata, quella di informare il socio della fissazione della prossima adunanza e di quel che in essa si andrà a deliberare in modo da consentirgli l'esercizio consapevole del diritto d'intervento e di voto. (altro…)
La declaratoria di illegittimità costituzionale che provoca l'avveramento della condizione risolutiva espressa contenuta in un contratto preliminare comporta lo scioglimento del contratto e l'obbligo di restituzione della caparra confirmatoria in capo ai promittenti venditori, con debenza di interessi moratori nella misura legale dalla data della domanda al saldo.
L'art. 43 l.f., secondo il quale l'apertura del fallimento determina l'interruzione del processo, deve essere inteso nel senso che il termine perentorio previsto dall'art. 305 c.p.c. per la riassunzione del processo decorre non dalla data della sentenza dichiarativa di fallimento, né - come invece affermato da alcuni precedenti di legittimità - dalla data di iscrizione della sentenza nel Registro delle Imprese, bensì (altro…)
Qualora si accerti che il liquidatore e i soci, nonostante la redazione e l'approvazione formale di un documento denominato bilancio finale di liquidazione, non abbiano in realtà assolto in alcun modo il procedimento liquidatorio, avendo invece rinviato a data futura e incerta la liquidazione in senso proprio (nella specie, affidando a un trustee tali compiti in relazione al patrimonio aziendale oggetto di conferimento in trust), (altro…)
Un'azione cautelare che miri ad ottenere il sequestro di un assegno circolare, prodromico ad un'azione di responsabilità verso un amministratore di srl ex art. 2476 c.c., deve essere necessariamente strumentale all'azione di responsabilità medesima. Laddove sia accertato che l'azione di responsabilità ha come obiettivo il rientro delle somme oggetto dell'assegno circolare in capo alla società, e ove sia al contempo accertato che l'assegno è già stato incassato, viene a mancare la strumentalità dell'azione cautelare, che va pertanto respinta.
La disapplicazione della sospensione feriale dei termini costituisce disposizione a favore del ricorrente che, assumendo una lesione dei suoi diritti intenda ottenere una tutela interinale e provvisoria nelle more del processo instaurato od instaurando: la disapplicazione ex art. 3 l.n. 742 del 1969, infatti, consente la trattazione anche in periodo feriale di quei ricorsi, trattazione che, in assenza di quella norma, sarebbe preclusa. Essa dunque è posta a garanzia della continua tutelabilità delle posizioni giuridiche minacciate la lesione imminente. Al ricorrente, quindi, è riconosciuta una facoltà (proponibilità del ricorso anche in periodo feriale), non è imposto un onere, potendo il ricorso essere posticipato
secondo valutazione riservata al ricorrente stesso.
L'interesse della società nella vendita dell'azienda è da individuare nell'ottenimento del prezzo più alto, da intendersi ovviamente tale espressione nel senso di controprestazione patrimoniale da valutarsi come la migliore possibile, alle condizioni di mercato presenti al momento della sua adozione.
Ciò posto, l'interesse personale del socio ad essere assunto dall'acquirente come dipendente, non è incompatibile nemmeno in astratto con quello della società venditrice dell'azienda ed invece i due interessi, pur in astratto contrapposti, sono componibili. E' infatti ben possibile che, per l'acquirente, l'assunzione come dipendenti dei soci della società venditrice non costituisca un costo subito pur di concludere l'affare, ma che - come spesso accade -, al contrario, la continuità nell'utilizzo dell'opera di chi a vario titolo opera nell'azienda ceduta costituisca un elemento neutro o addirittura un prezioso asset, degno dunque di valutazione positiva e di remunerazione nell'economia complessiva dell'affare.