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Tribunale di Genova, 9 Maggio 2025

Esfiltrazione di dati aziendali da parte dell’ex dipendente e tutela cautelare dei segreti commerciali

Tribunale di Genova, 9 Maggio 2025
Esfiltrazione di dati aziendali da parte dell’ex dipendente e tutela cautelare dei segreti commerciali

Sussistono i presupposti per l’inibitoria cautelare ex artt. 131 c.p.i. e 700 c.p.c., con ordine di cancellazione dei dati e penale ex art. 614 bis c.p.c., quando l’ex dipendente, dopo la cessazione del rapporto, abbia continuato ad accedere ai sistemi informatici aziendali e abbia trasferito su un proprio supporto informazioni commerciali dell’impresa, protette da misure di sicurezza adeguate [nella specie, password individuali, antivirus, firewall, accesso ai sistemi CRM e B2B consentito soltanto tramite account utente, regolamenti aziendali e accordi di riservatezza sottoscritti dai dipendenti]. Il periculum è integrato dall’assunzione dell’ex dipendente presso un’impresa diretta concorrente, che rende concreto il rischio che le informazioni vengano a conoscenza di quest’ultima.

Il requisito della segretezza delle informazioni commerciali va inteso in un’accezione necessariamente relativa. Caratteristica peculiare del bene «segreti» è che il suo sfruttamento coincide con la messa in pericolo della sua stessa esistenza: se l’imprenditore vuole sfruttare le conoscenze all’interno dell’azienda deve rivelarle a terze persone (dipendenti o collaboratori), allargando la cerchia di coloro che vi hanno legittimamente accesso. L’accesso alle conoscenze non comporta che il dipendente, il consulente o l’amministratore, nel corso del rapporto con l’imprenditore o dopo la sua cessazione, se ne possano appropriare.

Nella nozione di segreti commerciali rientrano anche le informazioni aziendali segrete che abbiano a oggetto aspetti organizzativi e commerciali dell’impresa, comprese le liste di clienti che ne riportino, oltre ai dati identificativi, le ulteriori indicazioni utili a determinarne il profilo qualificante. Le informazioni commerciali che fanno parte del business plan di un’impresa sono connotate da valore economico e il loro utilizzo determina un vantaggio competitivo economicamente rilevante.

Le conoscenze acquisite nell’esercizio dell’impresa costituiscono un patrimonio aziendale sul quale il titolare ha una potestas di natura «proprietaria», che comporta la decisione di utilizzarle o no, come pure di distruggerle per non renderle di pubblico dominio.

Data Sentenza: 09/05/2025
Carica: Giudice Monocratico
Giudice: Francesca Lippi
Registro: RG 3616 / 2025
Allegato:
Stampa Massima
Data: 17/10/2026
Massima a cura di: Jacopo Ciani
Jacopo Ciani

Avvocato del Foro di Milano, Professore a contratto presso ESCP Business School, Dottore di ricerca in diritto industriale, si occupa di proprietà intellettuale, diritto della concorrenza e della comunicazione commerciale ed è appassionato di informatica e nuove tecnologie

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