Per le cause di scioglimento delle società di capitali – ossia le cause di scioglimento ex art. 2484, comma 1, c.c. nn. 1-2-3-4-5 – la cui ricorrenza deve essere accertata ex art.2485 cc dagli amministratori “senza indugio” con una loro dichiarazione, l’iscrizione della stessa nel Registro delle imprese ha effetto costitutivo rispetto allo scioglimento dell’ente, ai sensi dell’art.2484 terzo comma c.c.. L’amministratore unico – quando sussista una delle cause anzidette – non è legittimato a richiedere l’accertamento al Tribunale ai sensi dell’art. 2485, comma 2, c.c., difettando in questo caso il presupposto normativo per l’adozione del provvedimento ex art.2485 cc, presupposto rappresentato dalla omissione degli amministratori, non potendo ravvisarsi una “competenza sostitutiva” dell’A.G. a fronte di una omissione imputabile alla stessa parte ricorrente che a tale omissione può direttamente ovviare.
La previsione ex art.2485 c.c. di “accertamento” da parte degli amministratori in ordine alla ricorrenza di causa di scioglimento prevede in capo all’organo gestorio una specifica (ed esclusiva) competenza “dichiarativa” quanto a tale evento, competenza il cui mancato tempestivo esercizio dà luogo -nella disciplina normativa- a specifica responsabilità risarcitoria degli amministratori e che solo laddove si verifichi una omissione degli amministratori il secondo comma dell’art.2485 cc prevede la legittimazione dei singoli soci, o dei sindaci, o degli amministratori, intesi quali singoli componenti dell’organo collegiale inattivo al riguardo, a richiedere l’accertamento della causa di scioglimento al Tribunale