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Le liste clienti possono essere protette come segreto industriale ma non come banca dati sui generis non essendo messe a disposizione del pubblico
Non sussite concorrenza sleale qualora l’attività dell’imprenditore concorrente sia cessata e l’imprea sia stata cancellata dal registro delle imprese. Ammessa...

Non sussite concorrenza sleale qualora l'attività dell'imprenditore concorrente sia cessata e l'imprea sia stata cancellata dal registro delle imprese.

Ammessa la sussumibilità degli elenchi clienti nella fattispecie normativa del segreto industriale di cui agli artt. 98-99 CPI non sussiste alcuna violazione di legge qualora l’acquisizione delle dette informazioni sia stata operata legittimamente da parte dell’ex agente, avendo lo stesso preponente, in costanza di rapporto di agenzia, creato le credenziali per l'agente. Se le credenziali di accesso non risultano, all'esito della cessazione del rapporto, diligentemente modificate/eliminate da parte del preponente, l’acquisizione non risulta avvenuta in modo abusivo ai sensi dell'art. 99 CPI.

Quanto poi alla prospettata violazione della normativa in materia di banche dati (artt. 102 bis e ss. l.a.), al di là della possibilità o meno di considerare le informazioni costituite da un elenco clienti come una banca dati, sta la circostanza che la normativa in materia di diritto d’autore richiamata fa riferimento ad una banca dati messa a disposizione del pubblico; è quindi fattispecie incompatibile con qualsiasi profilo di segretezza che si fosse inteso preservare.

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Azione di responsabilità promossa dal socio o dal terzo direttamente danneggiato dalla condotta colposa o dolosa degli amministratori
In tema di azioni nei confronti dell’amministratore di società, a norma dell’art. 2395 cod. civ., il terzo (o il socio)...

In tema di azioni nei confronti dell’amministratore di società, a norma dell’art. 2395 cod. civ., il terzo (o il socio) è legittimato, anche dopo il fallimento della società, all’esperimento dell’azione (di natura aquiliana) per ottenere il risarcimento dei danni subiti nella propria sfera individuale, in conseguenza di atti dolosi o colposi compiuti dall’amministratore, solo se questi siano conseguenza immediata e diretta del comportamento denunciato e non il mero riflesso del pregiudizio che abbia colpito l’ente, ovvero il ceto creditorio per effetto della cattiva gestione, dovendosi altrimenti proporre l’azione contrattuale, di cui all’art. 2394 cod. civ., esperibile, in caso di fallimento della società, dal curatore, ai sensi dell’art. 146 della legge fall. Ne consegue che in tutti i casi in cui danno lamentato non sia stato cagionato direttamente nella sfera soggettiva del socio (o del terzo) ma in tale sfera si sia determinato soltanto per riflesso (indiretto) l’azione in questione deve ritenersi inammissibile, configurandosi per contro l’ammissibilità della diversa azione di cui all’art. 2476 comma 3 c.c.

Inoltre affinché possa configurarsi un danno risarcibile in capo al socio (o creditore) a causa della condotta illecita dell’amministratore (o degli amministratori), occorre che il danno lamentato sia la conseguenza immediata e diretta o di quelle condotte, ovvero che la condotta abbia efficacia causale del danno lamentato, e cioè che a questo sia connessa in virtù di un rapporto di causalità diretta.

La posizione del socio che lamenti un danno derivante dalla mancata distribuzione di utili , a prescindere che si tratti di diritto soggettivo o di mera aspettativa, è assorbita dalla decisione della società in ordine alla destinazione degli utili, potendosi al più configurarsi un diritto soggettivo del socio per il limitato caso in cui alcuna decisione fosse stata assunta dalla società. Pertanto, nel caso in cui la società deliberi di non distribuire utili ai soci la posizione soggettiva del socio viene assorbita dalla delibera dei soci con la conseguenza che il rimedio contro l’eventuale illegittimità della delibera è la sua impugnazione ai sensi dell’art. 2479 ter c.c.

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Risoluzione del contratto di licenza d’uso del marchio per gravi inadempienze del licenziatario
L’omessa puntuale rendicontazione e il mancato pagamento delle royalties da parte del licenziatario del marchio registrato costituiscono gravi violazione degli...

L’omessa puntuale rendicontazione e il mancato pagamento delle royalties da parte del licenziatario del marchio registrato costituiscono gravi violazione degli obblighi negoziali che impediscono lo svolgimento e la persistenza del rapporto inter partes, legittimando, così, la risoluzione del contratto.

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Valutazione del tempo trascorso dal verificarsi dell’evento dannoso ai fini del periculum in mora
Il periculum in mora deve essere escluso allorché tra il verificarsi dell’evento prospettato come dannoso e la proposizione della domanda cautelare...

Il periculum in mora deve essere escluso allorché tra il verificarsi dell'evento prospettato come dannoso e la proposizione della domanda cautelare sia decorso un apprezzabile periodo di tempo, quando la situazione prospettata come pregiudizievole era ben nota alla parte che si assume lesa, dato che (altro…)

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Sviamento di clientela e concorrenza sleale
La protezione di interessi quali da un lato la tutela della libertà di concorrenza, dall’altro lo svolgimento delle capacità professionali...

La protezione di interessi quali da un lato la tutela della libertà di concorrenza, dall'altro lo svolgimento delle capacità professionali dell'ex dipendente impone di non considerare tout court vietato al concorrente rivolgersi, nella sua nuova attività, anche ai clienti e fornitori conosciuti in relazione alla attività svolta precedentemente, (altro…)

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Nullità del patto di non concorrenza
La mancata determinazione della limitazione territoriale dell’operaitività della clausola contenente un patto di non concorrenza, ovvero della mancata limitazione della...

La mancata determinazione della limitazione territoriale dell'operaitività della clausola contenente un patto di non concorrenza, ovvero della mancata limitazione della stessa ad una determinata attività, ne comporta la nullità.

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L’utilizzatore informato nei modelli ornamentali: nozione e caratteristiche
E’ utilizzatore informato colui che può richiamarsi ad una relazione con il settore di riferimento non meramente passiva o consumeristica,...

E' utilizzatore informato colui che può richiamarsi ad una relazione con il settore di riferimento non meramente passiva o consumeristica, proponendosi come interlocutore qualificato per l’impresa produttrice. (altro…)

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Giudizio di contraffazione ed elementi costitutivi del marchio di fatto
Nel confronto tra marchi registrati, in coerenza con la funzione intrinseca del segno distintiva dell’origine del prodotto, l’apprezzamento sulla confondibilità...

Nel confronto tra marchi registrati, in coerenza con la funzione intrinseca del segno distintiva dell'origine del prodotto, l'apprezzamento sulla confondibilità tra segni similari dev'essere compiuto dal giudice non in via analitica, attraverso (altro…)

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Confondibilità dei segni e notorietà nel preuso del marchio
Il fatto lesivo del diritto dell’attore – che, secondo il sesto comma dell’art 120, integra il criterio del forum commissi...

Il fatto lesivo del diritto dell’attore – che, secondo il sesto comma dell’art 120, integra il criterio del forum commissi delicti - è ravvisabile in tutte le ipotesi di violazione dei diritti patrimoniali attribuiti al titolare del diritto di proprietà industriale, quali, a titolo esemplificativo, gli atti di fabbricazione, commercializzazione, importazione, uso del bene prodotto in contraffazione e quelli che comunque si sostanziano nell’attuazione dell’oggetto della privativa o sono diretti a trarne profitto. (altro…)

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Sviamento di clientela e contratto d’opera professionale
Non è integrato l’illecito di concorrenza sleale ex art. 2598 n. 3 c.c. – sub specie sviamento della clientela –...

Non è integrato l’illecito di concorrenza sleale ex art. 2598 n. 3 c.c. - sub specie sviamento della clientela - nel caso in cui vi sia un accordo contrattuale tra le parti e, per di più, manchi l’esercizio imprenditoriale in capo ad anche uno solo dei soggetti coinvolti nell’illecito concorrenziale. (altro…)

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Marchio di rinomanza e giudizio di confondibilità
Il marchio rinomato si identifica con il marchio conosciuto da una parte significativa del pubblico interessato dai prodotti e servizi...

Il marchio rinomato si identifica con il marchio conosciuto da una parte significativa del pubblico interessato dai prodotti e servizi da esso contraddistinti, circostanza quest'ultima che deve essere desunta tenendo conto di alcuni fattori quali, (altro…)

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