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Indicazione delle (sola) sede consortile presso il Registro delle Imprese
Ai sensi dell’art. 2603, comma 2, n. 2, c.c. per i consorzi, e ai sensi dell’art. 2612 comma 2, n....

Ai sensi dell'art. 2603, comma 2, n. 2, c.c. per i consorzi, e ai sensi dell'art. 2612 comma 2, n. 1, c.c. per i consorzi con attività esterna, il contratto di consorzio e l'estratto da pubblicarsi sul Registro delle Imprese devono indicare "la sede dell'ufficio" consortile senza possibilità di indicare ulteriori sedi (quali quella operativa o amministrativa), che peraltro non hanno alcun riscontro nel diritto positivo.

Nelle cause relative all'obbligazione di pagamento a favore di un Consorzio è territorialmente competente, ex art. 20 cod. proc. civ., il Tribunale del luogo ove il Consorzio ha posto la propria "sede dell'ufficio", indicata presso il Registro delle Imprese, essendo tale il luogo ove l'obbligazione va adempiutaex art. 1182, comma 3, cod. civ. ; non è invece competente il Tribunale del luogo in cui il Consorzio abbia posto la propria sede amministrativa.

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Cambiali “in garanzia” e obblighi cartolari nelle cessioni di aziende
L’emittente del vaglia cambiario, quand’anche il titolo sia stato dichiaratamente emesso a scopo di garanzia, è sempre e comunque cartolarmente...

L'emittente del vaglia cambiario, quand'anche il titolo sia stato dichiaratamente emesso a scopo di garanzia, è sempre e comunque cartolarmente obbligato in via diretta nei confronti del prenditore o del giratario, assumendo un'obbligazione cambiaria in virtù della quale non si limita a garantire l'adempimento altrui ma promette il fatto proprio; con l'effetto di risultare tenuto all'obbligo cartolare persino se l'obbligazione garantita non sussistesse. Ciò comporta che in ogni caso l'emittente non può opporre ai possessori dalle cambiali diversi dal primo prenditore eccezioni ulteriori e diverse da quelle consentitele dal capoverso dell’art. 1993 c.c. e dall’art. 21 del R.d. n. 1669/1933 (in virtù di tale principio il Tribunale ha escluso che l'emittente potesse opporre al giratario l'eccezione fondata sulla natura "di garanzia" del titolo).

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Responsabilità di amministratori di s.r.l. per mancata opposizione a decreto ingiuntivo
Gli amministratori di una società a responsabilità limitata a cui carico siano stati emanati decreti ingiuntivi non sono responsabili dell’eventuale...

Gli amministratori di una società a responsabilità limitata a cui carico siano stati emanati decreti ingiuntivi non sono responsabili dell’eventuale danno derivante dalla mancata proposizione di opposizione giudiziale a tali decreti e/o dell’esperimento di ipotetiche iniziative transattive in relazione ai crediti sottostanti, laddove risulti che i crediti il cui pagamento sia stato ingiunto siano almeno in parte sussistenti e che gli amministratori abbiano deciso di non procedere all’opposizione giudiziale e ad ulteriori eventuali iniziative stragiudiziali a seguito di una valutazione sufficientemente approfondita, segnalata dall’acquisizione delle informazioni necessarie alla ponderazione dei vantaggi e degli svantaggi connessi alla proposizione dell’opposizione e dallo svolgimento di una documentata discussione.

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“Pactum fiduciae” e giusta causa di revoca dell’amministratore di s.r.l.
La revoca assembleare dall’incarico gestorio per giusta causa esclude l’operatività della disciplina risarcitoria/indennitaria prevista a favore del revocato ex art....

La revoca assembleare dall’incarico gestorio per giusta causa esclude l’operatività della disciplina risarcitoria/indennitaria prevista a favore del revocato ex art. 2383 c.c. terzo comma per gli amministratori nominati a tempo determinato ovvero ex art. 1725 c.c. per gli amministratori di s.r.l. nominati a tempo indeterminato.

Le ragioni che integrano la giusta causa di revoca devono essere specificamente enunciate nella delibera assembleare senza che sia possibile una successiva deduzione in sede giudiziaria di ragioni ulteriori. In tale ambito spetta alla società l'onere di dimostrare la sussistenza di una giusta causa di revoca, trattandosi di un fatto costitutivo della facoltà di recedere senza conseguenze risarcitorie.

Ai fini della valutazione in ordine alla ricorrenza di giusta causa acquistano rilevanza tutte le circostanze sopravvenute che non si risolvano nel mero dissenso verso l’operato dell’amministratore ma siano idonee a minare il pactum fiduciae alla base della nomina.

[Nel caso di specie il pactum fiduciae ben può ritenersi non solo minato ma addirittura sconfessato da condotte quali quelle poste in essere dall’attore nell’entrare abusivamente nell’ufficio del Presidente del C.d.A. e nel prendere nascostamente visione di documenti ivi custoditi, così utilizzando le proprie prerogative di membro del C.d.A., avente libero accesso ai locali sociali, non per svolgere le proprie funzioni in un’ottica di collaborazione con gli altri componenti dell’organo ma per acquisire -senza formulare al riguardo specifica richiesta- informazioni riservate o comunque non di generale accessibilità all’insaputa dei loro custodi, palesemente violando canoni di lealtà nella condotta gestoria e, dunque, legittimando una reazione di revoca da parte dell’assemblea.]

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L’inadempimento dell’acquirente in un contratto traslativo con riservato dominio non comporta la risoluzione del contratto
La conseguenza dell’inadempimento dell’acquirente in un contratto traslativo con riservato dominio, in particolare quando la parte di prezzo non pagata...

La conseguenza dell’inadempimento dell’acquirente in un contratto traslativo con riservato dominio, in particolare quando la parte di prezzo non pagata non superi l’ottavo del totale, non è né lo scioglimento automatico del contratto (nonostante ogni eventuale patto o clausola risolutiva contraria) né la risoluzione per inadempimento del contratto stesso, bensì più semplicemente il mantenimento della proprietà in capo all'alienante e il diritto di quest’ultima di pretendere dall'acquirente il saldo del prezzo (art. 1525 c.c.).

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Azione di responsabilità dei creditori sociali e termine di prescrizione
La pretesa risarcitoria dei creditori sociali ex art. 2476 c.c., sesto comma, si prescrive nel termine quinquennale di cui all’art....

La pretesa risarcitoria dei creditori sociali ex art. 2476 c.c., sesto comma, si prescrive nel termine quinquennale di cui all’art. 2947 c.c..

Tale termine decorre dal momento in cui il danno – vale a dire l’incapienza del patrimonio sociale rispetto alla soddisfazione del credito – è conoscibile dal creditore terzo; la conoscibilità del danno può pertanto coincidere con il deposito nel Registro delle Imprese del bilancio sociale dal quale risulta il valore negativo del patrimonio netto.

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Compenso dell’amministratore e competenza arbitrale
La domanda con cui l’amministratore di S.r.l. chiede la condanna della società al pagamento del compenso per l’incarico gestorio è...

La domanda con cui l’amministratore di S.r.l. chiede la condanna della società al pagamento del compenso per l’incarico gestorio è di competenza arbitrale, se lo statuto della società prevede una clausola compromissoria che rimette agli arbitri tutte le controversie, aventi a oggetto rapporti sociali, promosse da o contro gli amministratori.

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Il recesso validamente esercitato non risente della successiva trasformazione della società
La comunicazione di recesso del socio è atto ricettizio che si perfeziona con la ricezione della dichiarazione da parte del...

La comunicazione di recesso del socio è atto ricettizio che si perfeziona con la ricezione della dichiarazione da parte del destinatario, divenendo poi efficace alla scadenza del termine di preavviso ex art. 2285 c.c. Ne deriva che, se dopo l'invio di tale comunicazione da parte del socio recedente, sopravvenga una delibera di trasformazione dalla società, il recesso continua ad essere efficace e sarà regolato dalla disciplina prevista per lo schema societario adottato quando il diritto di recesso è stato validamente esercitato.

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Piano attestato ex art. 67 l.fall. e condotta degli amministratori
La mancata svalutazione dei crediti non è condotta di per sé negligente se tale condotta si inserisce in una fase...

La mancata svalutazione dei crediti non è condotta di per sé negligente se tale condotta si inserisce in una fase di complessiva attuazione del piano attestato ex art.67 comma 3, lett. (d), l.f., il quale, pur comportando normativamente la sola sottrazione degli atti compiuti in sua esecuzione all’azione revocatoria fallimentare, va comunque considerato rilevante quanto alla configurazione di diligenza o meno degli organi gestori che vi diano attuazione. Non si può quindi considerare negligente la condotta di amministratori che gestiscano la situazione di crisi provvedendo alla elaborazione di un articolato (e attestato come ragionevole da esperto indipendente) programma per uscirne.

Per la determinazione del dies a quo in un'azione di responsabilità degli amministratori ex art. 2394 c.c. occorre tenere conto della data in cui il Tribunale ha accertato lo stato di insolvenza, restando irrilevante invece la data di presentazione del ricorso per amministrazione straordinaria, tale ricorso non essendo soggetto a pubblicità presso il Registro delle Imprese.

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Sulla non operatività della clausola di tag-along nell’ambito di operazioni infragruppo finalizzate all’accorciamento della catena di controllo
In caso di ambiguità di una clausola contrattuale è possibile, ai sensi del canone ermeneutico dell’art. 1362 c.c., fare ricorso...

In caso di ambiguità di una clausola contrattuale è possibile, ai sensi del canone ermeneutico dell'art. 1362 c.c., fare ricorso al testo di un accordo preliminare che contenga anche clausole non riprodotte nel contratto definitivo.

La clausola di tag-along negoziale non trova applicazione nell'ambito di operazioni societarie infragruppo che risultino meramente finalizzate all'accorciamento della catena del controllo. La ratio di tale previsione infatti consiste nell’evitare che il socio di minoranza resti proprietario di una
partecipazione priva di valore dopo il trasferimento di quella del socio di maggioranza, ratio che non ricorre là dove il controllo non sia fuoriuscito dal
gruppo con il quale il socio di minoranza ha negoziato la clausola di tag along.

In presenza di obbligazioni solidali il creditore può evocare in giudizio anche solo uno dei condebitori senza alcuna necessità di integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri.

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Determinazione del compenso del CTU e termine decadenziale per la presentazione della richiesta
In tema di spese di giustizia, gli ausiliari del magistrato, nella specie consulenti tecnici d’ufficio, non incorrono in decadenza qualora...

In tema di spese di giustizia, gli ausiliari del magistrato, nella specie consulenti tecnici d’ufficio, non incorrono in decadenza qualora presentino la domanda di liquidazione del compenso loro spettante e delle spese sostenute nel termine di 100 giorni dal deposito del supplemento di relazione peritale, dovendosi ritenere che, in caso di svolgimento della consulenza tecnica in due fasi a seguito di integrazione del quesito peritale disposto dal Giudice, è solo dal deposito del supplemento di perizia che può dirsi verificato il “compimento delle operazioni peritali” dal quale decorre il termine di decadenza previsto dall’art. 71 D.P.R. n. 115 del 2002.

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Accertamento della titolarità del diritto di autore di un’opera letteraria
Qualora sopraggiunga la morte di una parte costituita, la facoltà concessa all’altra ex art. 302 – 303 c.p.c., di chiedere...

Qualora sopraggiunga la morte di una parte costituita, la facoltà concessa all'altra ex art. 302 - 303 c.p.c., di chiedere la prosecuzione del processo, evita a quest'ultima l'onere di individuare il nome dei successori della prima. Il processo, quindi, prosegue non nei confronti del gruppo degli eredi globalmente inteso, ma individualmente contro ciascuno di essi, "noto o ignoto, costituito o contumace".

Oggetto della tutela aurorale non è il contenuto generico di un'idea, bensì la c.d. forma interna - ossia il modo in cui i concetti sono organizzati in vista della loro esposizione - e la forma esterna - a condizione che questa non sia strettamente ed unicamente dettata dal contenuto, ma rappresenti il frutto di un autonomo lavoro di sintesi.

Le 0perazioni astratte non costituiscono di per sé opera dell'ingegno tutelabile, dovendosi ritenere tali esclusivamente le forme espressive protette dalla legge. E così vale anche per le opere scientifiche o didattiche, la cui tutela non si estende al contenuto scientifico e tecnico ed agli insegnamenti che possono essere impartiti attraverso le opere stesse, ma resta circoscritta alla sola espressione formale, cioè alla veste letteraria dell'insegnamento scientifico, il cui contenuto intellettuale esula dalla protezione.

Nelle opere dell'ingegno create con il contributo indistinguibile ed inscindibile di più persone il diritto d'autore appartiene in comune a tutti i coautori, e le parti indivise si presumono uguali; in tal caso, l'esercizio del diritto alla pubblicazione richiede il consenso di tutti i coautori e ciascuno di essi ha diritto ad essere indicato quale coautore.

La dichiarazione contra se resa in sede di interrogatorio formale ha il valore di confessione giudiziale ai sensi dell'art. 228 c.p.c. e dunque fa piena prova contro colui che l'ha resa ex art. 2733 c.c. e nei confronti del giudice, che non può valutare liberamente la prova né accertare diversamente il fatto. Tuttavia, nel caso vi siano altri litisconsorti necessari, poiché l'autore della dichiarazione non può pregiudicare la posizione altrui, la confessione è liberamente apprezzabile dal giudice anche nei confronti dello stesso confidente. In tal caso, la dichiarazione vale non già come prova legale ma quale argomento di prova dal quale trarre convincimento, unitamente all'ulteriore complessivo materiale probatorio.

Qualora un libro sia - per titolo e per contenuto - identico ad un altro, il primo deve ritenersi un plagio letterale delle prerogative autorali dell'autore del secondo, sia quanto ai diritti morali che quanto ai diritti patrimoniali.

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