L'azione ex art. 2476 comma 3 consente solo l'adozione di una misura cautelare tipizzata meramente strumentale e preventiva all'azione sociale di responsabilità prevista nel medesimo articolo, avente contenuto solo risarcitorio, dovendosi invero escludere (altro…)
Nelle società cooperative la comunicazione della deliberazione di esclusione del socio, prevista ai fini del decorso del termine per proporre opposizione, non richiede l'adozione di specifiche formalità o di particolari mezzi di trasmissione né la rigorosa enunciazione degli addebiti, dovendosi considerare sufficiente (altro…)
La sospensione cautelare della delibera assembleare di cui all'art. 2378 comma 3 e 4 cod. civ. non riguarda solo i concreti atti esecutivi della deliberazione e la sua fase strettamente materiale di attuazione, ma comprende in senso estensivo anche la sospensione dell'efficacia delle deliberazioni impugnate, quando (altro…)
A mente del terzo comma dell’art. 230 bis c.c., costituisce impresa familiare quella nella quale collaborano, anche attraverso il lavoro nella famiglia, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado, allorquando l’attività lavorativa e di collaborazione da essi svolta nell’impresa di pertinenza del congiunto non sia stata specificamente regolamentata dalle stesse parti secondo un diverso “schema tipico”.
Nulla esclude, rientrando ciò nell'autonomia privata, che tra la società ed i soci possa essere convenuta l'erogazione di un capitale di credito con la possibilità di esigerne la restituzione alla scadenza del termine pattuito (altro…)
Perché possa dirsi integrato un vizio della delibera derivante da abuso di potere, è necessario allegare e dimostrare che la stessa è il portato di un esercizio “fraudolento” ovvero “ingiustificato” del potere di voto; e ciò in quanto l'abuso non può consistere nella mera valutazione discrezionale dei propri interessi ad opera dei soci, ma deve concretarsi nella intenzionalità specificatamente dannosa del voto, ovvero nella compressione degli altrui diritti in assenza di apprezzabile interesse del votante.
Nelle s.r.l. il diritto di informazione e alla consultazione dei libri e documenti sociali è riconosciuto a qualunque socio non amministratore, indipendentemente dalla consistenza della partecipazione di cui lo stesso sia titolare. La legge, infatti, nel riconoscere (altro…)
La circostanza che il cd. sequestro giudiziario della prova ex art. 670, n. 2), c.p.c., si atteggi come mezzo di tutela cautelare mediato delle situazioni sostanziali comporta che l’apprezzamento del fumus boni juris per l’utile accesso a tale rimedio debba essere condotto non avendo riguardo alla fondatezza della pretesa azionata o azionanda nel giudizio nel quale i documenti (altro…)
La clausola antistallo funzionale a risolvere le situazioni di impossibilità deliberativa di un organo e, quindi, di stallo decisionale che possono determinarsi laddove i soci detengano ciascuno una partecipazione pari alla metà del capitale sociale è un negozio legislativamente atipico valido in termini di liceità e rispondente ad interessi meritevoli di tutela per l’ordinamento (altro…)
In difetto di specifiche limitazioni stabilite dalla legge la capacità giuridica e di agire delle società lucrative deve considerarsi di portata ampia e generale, tale per cui le medesime società possono porre in essere qualsiasi atto o rapporto giuridico - ivi compresi gli atti a titolo gratuito o per spirito di liberalità ancorché esuli od ecceda od, anche, tradisca lo scopo lucrativo perseguito, dovendosi (altro…)
Nelle società cooperative, che hanno per oggetto sociale la costruzione di alloggi da assegnare ai soci, la finalità mutualistica viene perseguita attraverso una fattispecie complessa e a formazione progressiva, mediante la quale (altro…)
L'art. 2476 cod. civ. prevede, quale strumento cautelare tipico, la revoca dell'amministratore per gravi irregolarità in relazione alla domanda di merito, volta alla condanna del medesimo al risarcimento del danno patito dalla società, azione esercitabile da ciascun socio, ma volta a reintegrare il patrimonio sociale del pregiudizio a questo cagionato. Soltanto in relazione all'azione di responsabilità sociale esercitata dalla minoranza la legge prevede la misura cautelare della revoca dell'amministratore; pertanto, nel delinearne i requisiti del fumus e del periculum in mora, non si può trascurare la particolare collocazione della misura, da adottarsi nel corso di un giudizio di cognizione di responsabilità sociale. Si apprezza sotto tale profilo la differenza dal sistema dell'art. 2409 cod. civ. e dunque l'inusuale utilizzo nella stesura dell'art. 2476 cod. civ. della nozione di gravi irregolarità la quale, nella originaria sede della denunzia al Tribunale, è presupposto per l'adozione di misure volte al ripristino della corretta gestione, non a sanzionare l'amministratore inadempiente.
In mancanza di espressa previsione, il socio non ha l'azione di merito per la revoca dell'amministratore, trattandosi di un'azione costitutiva, per le quali ai sensi dell'art. 2908 vige la regola della tassatività. Inoltre, l'autonomia, entro dati limiti, dell'azione cautelare dalla domanda di merito è particolarmente evidente nel terzo comma dell'art. 2476 cod. civ., ove la prima è funzionale ad un'azione risarcitoria di merito, onde è il legislatore stesso che sancisce tale strumentalità.