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Tribunale di Bari, 13 Giugno 2025

Aumento di capitale e abuso della maggioranza: interesse sociale e indici tratti da modalità, proporzioni e tempi

Tribunale di Bari, 13 Giugno 2025
Aumento di capitale e abuso della maggioranza: interesse sociale e indici tratti da modalità, proporzioni e tempi

La disciplina della delibera assembleare trova il suo limite nel necessario rispetto dei principi di correttezza e buona fede, che trovano espressione anche nell’esecuzione del contratto sociale. L’abuso della maggioranza costituisce un vizio di annullabilità per violazione di legge che va ad inficiare la delibera avendo la maggioranza piegato la decisione ad un proprio interesse personale in danno del o dei soci di minoranza senza che l’operazione sia assistita da un reale interesse sociale. L’elemento di discrimine tra la legittima soggezione della minoranza al principio maggioritario da un lato e l’abuso di detto principio dall’altro è la ricorrenza dell’interesse sociale: ove nel voto espresso dalla maggioranza non si possa individuare un reale interesse sociale, il pregiudizio sopportato dalla minoranza potrà considerarsi arbitrario ed ingiustificato.

Nella valutazione dell’aumento di capitale rilevano, più che l’operazione in sé, le sue modalità, proporzioni e tempi, dai quali possa desumersi in via indiziaria la volontà della maggioranza di mettere in difficoltà la minoranza e di impedirle di conservare la propria posizione di partecipazione, influenza e controllo nella società, e contano le motivazioni della delibera più delle giustificazioni offerte negli scritti difensivi. Sono indici di abuso l’elevata conflittualità tra i soci familiari, l’entità dell’aumento, come da 60.000 a oltre 1,5 milioni di euro, superiore alle note disponibilità della minoranza, la sua scindibilità, che ne consente l’efficacia anche con le sole sottoscrizioni della maggioranza, una motivazione generica fondata su una relazione del revisore priva di riferimenti a investimenti concreti e l’assenza di esigenze di liquidità in una società ampiamente patrimonializzata, che ben avrebbe potuto coprire le perdite con un aumento gratuito a carico delle riserve disponibili.

Ne segue, in via d’urgenza ai sensi dell’art. 700 c.p.c. e in pendenza del giudizio arbitrale, la sospensione dell’efficacia della delibera, con ordine di iscrizione nel registro delle imprese, poiché il mancato versamento dei soci di minoranza oltre il 25% esporrebbe le loro quote alla procedura dell’art. 2466 c.c. o alla diluizione, limitandone i poteri partecipativi fino alla decisione di merito.

Articoli di Legge:
Data Sentenza: 13/06/2025
Carica: Giudice Monocratico
Giudice: Michele De Palma
Registro: RG 2675 / 2025
Allegato:
Stampa Massima
Data: 27/09/2026
Massima a cura di: Luisa Della Volpe
Luisa Della Volpe

Laureata in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Genova. Svolge la professione presso lo studio legale e tributario Pirola Pennuto Zei & Associati, nella sede di Milano.

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