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Sentenze con tag: accertamento giudiziale della causa di scioglimento

Tribunale di Genova, 27 Luglio 2026
Principi in tema di notifica ex art. 143 c.p.c.
Ai fini della legittimità del ricorso alla procedura di notificazione per gli irreperibili, di cui all’art. 143 cod. proc. civ.,...

Ai fini della legittimità del ricorso alla procedura di notificazione per gli irreperibili, di cui all'art. 143 cod. proc. civ., è richiesta la prova della oggettiva impossibilità, per il notificante, di individuare il luogo di effettiva residenza, domicilio o dimora del notificando, malgrado l'esperimento delle indagini suggerite nei casi concreti dall'ordinaria diligenza, non essendo sufficiente la mera circostanza che il destinatario risulti trasferito dal precedente indirizzo. Le condizioni legittimanti la notificazione a norma dell'art. 143 c.p.c. non sono rappresentate dal solo dato soggettivo dell'ignoranza, da parte del richiedente o dell'ufficiale giudiziario, sulla residenza, dimora o domicilio del destinatario dell'atto, né dal possesso del solo certificato anagrafico dal quale risulti che il destinatario si è trasferito per ignota destinazione, essendo richiesto, altresì, che tale ignoranza, indipendentemente dalla colpa del destinatario della notifica per l'inosservanza dell'onere di denuncia, nei registri anagrafici del luogo di sua nuova residenza, sia oggettivamente incolpevole, perché non superabile con diligenti indagini. I presupposti, legittimanti la notificazione a norma dell'art. 143 cod. proc. civ., non sono solo il dato soggettivo dell'ignoranza, da parte del richiedente o dell'ufficiale giudiziario, circa la residenza, la dimora o il domicilio del destinatario dell'atto, né il mero possesso del certificato anagrafico, dal quale risulti il destinatario stesso trasferito per ignota destinazione, essendo anche richiesto che la condizione di ignoranza non sia superabile attraverso le indagini possibili nel caso concreto, da compiersi ad opera del mittente con l'ordinaria diligenza [nel caso di specie, il tribunale, in applicazione dei suddetti principi, ha sancito che non sussistendo i presupposti per la notifica ex art. 143 c.p.c., non solo non risulta ritualmente instaurato il contraddittorio nel procedimento, ma anche le convocazioni delle assemblee per deliberare la messa in liquidazione della società non risultano ritualmente convocate e in mancanza di loro rituale convocazione non è possibile attestare l'impossibilità di funzionamento dell'assemblea]

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16/06/2026
Data sentenza: 27/07/2026
Carica: Presidente
Giudice: Enrico Silvestro Ravera
Relatore: Emanuela Giordana
Registro : RVG – 3672 –  2025
Tribunale di Ancona, 27 Luglio 2026
Nomina giudiziale del liquidatore: presupposti
Il potere giudiziale di sostituirsi all’assemblea nella nomina del liquidatore (o dei liquidatori) riveste carattere eccezionale rispetto all’ordinario potere dell’assemblea...

Il potere giudiziale di sostituirsi all’assemblea nella nomina del liquidatore (o dei liquidatori) riveste carattere eccezionale rispetto all’ordinario potere dell’assemblea dei soci di provvedere alla nomina e, quindi, non è configurabile un’applicazione dell’istituto laddove la mancata nomina non si debba all'inerzia dell'assemblea, bensì alla mera difficoltà di individuare professionisti idonei a ricoprire l'incarico di liquidatore.

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30/05/2026
Data sentenza: 27/07/2026
Carica: Presidente | Relatore
Giudice: Gabriella Pompetti
Registro : RVG – 937 –  2024
Tribunale di Ancona, 27 Luglio 2026
Dell’impossibilità di funzionamento dell’assemblea quale causa di scioglimento della società
L’impossibilità del funzionamento dell’assemblea costituisce causa di scioglimento della società di capitali solo e soltanto allorquando essa si manifesta in...

L’impossibilità del funzionamento dell’assemblea costituisce causa di scioglimento della società di capitali solo e soltanto allorquando essa si manifesta in eventi patologici ed irreversibili che impediscono, in modo definitivo, lo svolgimento dell’attività sociale. Integra tale causa di scioglimento non la semplice conflittualità sociale, ma una situazione di totale paralisi che non appaia superabile e che persista nel tempo, sì da assumere il carattere della irreversibilità. Viceversa, la semplice incapacità transitoria, o comunque tale da essere suscettibile di essere superata in futuro, non può comportare lo scioglimento della società. In particolare, l’impossibilità di funzionamento dell’assemblea si determina a seguito di contrasti insanabili ed irreversibili tra i soci che, comportando l’incapacità di formazione delle relative maggioranze, provocano di riflesso una situazione di stallo, per effetto del quale l’organo assembleare non è più in grado di assumere decisioni vitali per la società. L’impossibilità del funzionamento dell’assemblea costituisce quindi una causa di scioglimento della società di capitali solo e soltanto allorquando essa si manifesta in eventi patologici ed irreversibili che impediscono, in modo definitivo, lo svolgimento dell’attività sociale In tale contesto, tale causa di scioglimento ricorre quando l’organo assembleare appaia stabilmente ed irreversibilmente incapace di assolvere le sue funzioni essenziali e, in particolare, quelle di approvazione annuale del bilancio in più esercizi e di rinnovamento periodico delle cariche sociali (a nulla rilevando invece le deliberazioni eventuali ed eccezionali che non costituiscono ostacolo al normale funzionamento della società). Non solo pertanto non può assumere rilievo qualsivoglia conflitto tra i soci ma, oltretutto, non rileva neppure il conflitto causato da "gravi inadempienze" o comunque da comportamenti riconducibili ad uno dei soci, “dal momento che in detta ipotesi i contrasti tra i soci possono essere eliminati” attraverso gli strumenti che la legge o lo statuto mettono a disposizione degli altri soci.

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30/05/2026
Data sentenza: 27/07/2026
Carica: Presidente | Relatore
Giudice: Gabriella Pompetti
Registro : RG – 889 –  2024
Tribunale di Catania, 6 Dicembre 2025
Presupposti dello scioglimento ex art. 2484, comma 1, n. 2, c.c. e onere della prova
In tema di scioglimento di una società di capitali, la causa prevista dall’art. 2484, comma 1, n. 2, c.c., consistente...

In tema di scioglimento di una società di capitali, la causa prevista dall'art. 2484, comma 1, n. 2, c.c., consistente nella sopravvenuta impossibilità di conseguire l'oggetto sociale, deve essere provata in modo puntuale ed inequivocabile da chi la invoca.

A tal fine, non sono sufficienti mere allegazioni, ma è necessario fornire una prova documentale precisa che attesti il carattere definitivo e irreversibile di tale impossibilità. In particolare, le relazioni del collegio sindacale, pur esprimendo preoccupazione per l’esaurimento dell’attività principale della società, non costituiscono prova decisiva dello scioglimento qualora, lette nel loro complesso, esortino la compagine sociale a “ripensare” e “riconsiderare” il core business e a tracciare il futuro della società. Tale invito, infatti, non attesta il verificarsi di un’impossibilità oggettiva, ma rimette alla volontà dei soci la scelta strategica sul futuro dell’impresa, escludendo così la sussistenza di una causa di scioglimento accertabile in sede giudiziale ai sensi dell'art. 2485 c.c.

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28/05/2026
Data sentenza: 06/12/2025
Carica: Presidente | Relatore
Giudice: Mariano Sciacca
Registro : RG – 5061 –  2024
Tribunale di Ancona, 1 Novembre 2024
Accertamento giudiziale di scioglimento di s.r.l. ex art. 2485
Nel procedimento di volontaria giurisdizione ex art. 2485, secondo comma, c.c., promosso dal socio (o dall’amministratore o dal collegio sindacale)...

Nel procedimento di volontaria giurisdizione ex art. 2485, secondo comma, c.c., promosso dal socio (o dall'amministratore o dal collegio sindacale) per l'accertamento del verificarsi di una causa di scioglimento in caso di inerzia degli amministratori, il Tribunale svolge un sindacato a cognizione sommaria, meramente incidentale (incidenter tantum), senza accertare in via definitiva né l'intervenuto scioglimento nè la relativa causa, restando sempre esperibile il giudizio ordinario volto alla rimozione del decreto e dei suoi effetti ove risulti l'insussistenza del presupposto.

Ai fini dell'integrazione della causa di scioglimento di cui all'art. 2484, primo comma, n. 3, c.c. (impossibilità di funzionamento o continuata inattività dell'assemblea), non è sufficiente una conflittualità endosocietaria meramente contingente, occorrendo una paralisi stabile, cronica e non superabile dall'organo assembleare, incidente sulle deliberazioni essenziali al fisiologico funzionamento della società (tra cui, in particolare, l'approvazione del bilancio, la cui omessa adozione assume rilievo quando concerna almeno due esercizi). Parimenti, l'impossibilità di conseguire l'oggetto sociale rileva quale causa di scioglimento ex art. 2484, primo comma, c.c., solo quando presenti caratteri di assolutezza e definitività tali da rendere inutile la permanenza del vincolo sociale, non essendo, di regola, idonee perdite di gestione che non si traducano in una compromissione irreversibile della prosecuzione dell'attività.

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08/05/2026
Data sentenza: 01/11/2024
Carica: Presidente
Giudice: Gabriella Pompetti
Relatore: Maria Federica Minervini
Registro : RG – 3811 –  2023
Tribunale di Roma, 27 Luglio 2026
Scioglimento di società per impossibilità di funzionamento dell’assemblea e nomina giudiziale del liquidatore
L’impossibilità di funzionamento dell’assemblea o la continuata inattività dell’assemblea, quali cause di scioglimento delle società ai sensi dell’art. 2484 c.c.,...

L’impossibilità di funzionamento dell’assemblea o la continuata inattività dell’assemblea, quali cause di scioglimento delle società ai sensi dell'art. 2484 c.c., ricorrono quando l'organo assembleare appaia stabilmente ed irreversibilmente incapace di assolvere le funzioni essenziali per il raggiungimento dello scopo sociale, come l'approvazione annuale del bilancio di esercizio o la nomina degli amministratori.

Quando la conflittualità dei rapporti tra due gruppi di soci induce il Tribunale adito ex art. 2485 co. 2 c.c. a ritenere che il blocco dell’attività dell’assemblea renda impossibile anche la nomina del liquidatore, il Tribunale può procedere nella stessa sede anche a nominare il liquidatore ai sensi dell’art. 2487 co. 2 c.c..

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07/03/2026
Data sentenza: 27/07/2026
Carica: Presidente
Giudice: Giuseppe Di Salvo
Relatore: Paolo Goggi
Registro : RVG – 3537 –  2024
Tribunale di Roma, 27 Luglio 2026
Accertamento giudiziale di una causa di scioglimento: difetto di legittimazione attiva degli amministratori
Il potere-dovere di accertamento delle cause di scioglimento di una società spetta in via principale agli amministratori e solo in...

Il potere-dovere di accertamento delle cause di scioglimento di una società spetta in via principale agli amministratori e solo in via suppletiva, in caso di inerzia degli stessi amministratori, al Tribunale su istanza di parte; ne consegue che la legittimazione a richiedere con ricorso l'accertamento di una causa di scioglimento non può essere riconosciuta all’amministratore unico o all’intero Consiglio di amministrazione della società della quale si chiede lo scioglimento, non potendo ravvisarsi una “competenza sostitutiva” del Tribunale a fronte di una omissione imputabile alla stessa parte ricorrente, che a tale omissione può direttamente ovviare.

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07/03/2026
Data sentenza: 27/07/2026
Carica: Presidente
Giudice: Giuseppe Di Salvo
Relatore: Stefano Iannaccone
Registro : RVG – 599 –  2024
Tribunale di Bologna, 27 Luglio 2026
Accertamento causa di scioglimento per impossibilità di svolgimento dell’assemblea: legittimazione e cumulo di domande
Sussiste la causa di scioglimento di una s.r.l. per impossibilità di funzionamento dell’assemblea ex art. 2484, co. 1, n. 3...

Sussiste la causa di scioglimento di una s.r.l. per impossibilità di funzionamento dell'assemblea ex art. 2484, co. 1, n. 3 c.c., qualora si manifesti una totale inerzia dell’organo assembleare. Tale inerzia può essere comprovata non solo dalla sistematica diserzione delle assemblee convocate ma anche dalla mancata costituzione dei soci nel procedimento giudiziale promosso per l'accertamento della causa di scioglimento.

In un simile contesto di paralisi decisionale, l'amministratore unico è legittimato a proporre istanza al tribunale affinché accerti la causa di scioglimento, ai sensi dell'art. 2485, co. 2, c.c.

Per ragioni di economia processuale, è ammissibile la proposizione di un unico ricorso camerale volto a ottenere sia la dichiarazione di scioglimento della società sia la contestuale nomina giudiziale del liquidatore, in quanto l'intervento surrogatorio del tribunale per la nomina del liquidatore, previsto dall'art. 2487, co. 2, c.c., è giustificato non solo in caso di omessa convocazione da parte dell'organo amministrativo, ma anche qualora l'assemblea, sebbene regolarmente convocata, non si costituisca o non deliberi, rendendo così ragionevole che la stessa non sia in grado di provvedere alla nomina.

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20/02/2026
Data sentenza: 27/07/2026
Carica: Presidente
Giudice: Michele Guernelli
Relatore: Roberta Dioguardi
Registro : RVG – 2399 –  2025
Tribunale di Bologna, 7 Dicembre 2024
Accertamento giudiziale della causa di scioglimento della società per impossibilità di funzionamento dell’assemblea e nomina giudiziale del liquidatore
E’ integrata la causa di scioglimento di cui all’articolo 2484, primo comma, numero 3) del codice civile (norma applicabile alle...

E' integrata la causa di scioglimento di cui all’articolo 2484, primo comma, numero 3) del codice civile (norma applicabile alle società di capitali in via generale) ove l'assemblea, varie volte convocata, non sia in grado di approvare il bilancio, a prescindere
dalla circostanza, non rilevante, se la mancata approvazione del bilancio si verifichi per un consapevole dissenso dei soci, rispetto alla gestione societaria; ovvero, per semplice disinteresse della maggioranza dei soci.

Quanto alla nomina dei liquidatori, il sistema normativo prevede una struttura bifasica. In un primo momento, si accerta la causa di scioglimento, di cui all’articolo 2484 c.c.; in un secondo momento, sono gli amministratori a convocare la assemblea e la società a nominare il liquidatore o i liquidatori. In questo modo, la seconda fase lascia un margine di autonomia negoziale, alla società; se vi è omissione della convocazione da parte degli amministratori (2487 c.c.) o comunque mancata nomina del liquidatore, interviene un secondo momento tutorio del Tribunale, con la nomina del liquidatore da parte del Tribunale. Tuttavia, quando appare probabile che la seconda fase richieda a sua volta un intervento tutorio del Tribunale, per la impossibilità alla nomina di un liquidatore, allora ben è possibile operare con unico provvedimento, in relazione ad entrambe le fasi. Infatti, sarebbe contrario a principi di ragionevole durata del processo – oltre che nocivo per il tessuto economico – attendere la probabile mancata nomina del liquidatore, instaurandosi un nuovo procedimento.

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16/02/2026
Data sentenza: 07/12/2024
Carica: Presidente
Giudice: Michele Guernelli
Relatore: Marco D'Orazi
Registro : RVG – 8173 –  2024
Tribunale di Ancona, 27 Luglio 2026
Obbligo di difesa tecnica nel procedimento ex art. 2485 c.c.
È inammissibile il ricorso volto ad ottenere l’accertamento della causa di scioglimento della s.r.l. per scadenza del termine non comunicata...

È inammissibile il ricorso volto ad ottenere l’accertamento della causa di scioglimento della s.r.l. per scadenza del termine non comunicata al Registro delle Imprese da parte dell’organo amministrativo ex art. 2485 c.c., se presentato dalla parte in proprio e senza la difesa tecnica di un avvocato, trattandosi di procedimento plurilaterale.

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05/02/2026
Data sentenza: 27/07/2026
Carica: Giudice Monocratico
Giudice: Gabriella Pompetti
Registro : RVG – 1047 –  2024
Tribunale di Bologna, 27 Luglio 2026
Scioglimento per impossibilità di funzionamento e continuata inattività dell’assemblea: accertamento giudiziale e nomina dei liquidatori
Ai sensi dell’art. 2485 c.c. gli amministratori devono accertare senza indugio il verificarsi di una causa di scioglimento della società...

Ai sensi dell’art. 2485 c.c. gli amministratori devono accertare senza indugio il verificarsi di una causa di scioglimento della società e iscrivere presso il registro delle imprese la dichiarazione di accertamento. Quando gli amministratori omettono gli adempimenti sopra indicati, il verificarsi della causa di scioglimento può essere accertato dal tribunale, su istanza – tra gli altri – di singoli soci. Se la causa di scioglimento è l'impossibilità di funzionamento e continuata inattività dell’assemblea (art. 2484 comma 1 n. 3 c.c.) e gli amministratori non hanno accertato il verificarsi di tale causa di scioglimento e non hanno iscritto alcuna dichiarazione, il Tribunale dichiara la causa di scioglimento, con decreto che dovrà essere iscritto nel registro delle imprese ai sensi del secondo comma dell’art. 2485 c.c., e procede immediatamente alla nomina dei liquidatori, senza convocare l’assemblea che si è già mostrata incapace di operare.

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25/01/2026
Data sentenza: 27/07/2026
Carica: Presidente
Giudice: Michele Guernelli
Relatore: Vittorio Serra
Registro : RVG – 2493 –  2024
Tribunale di Venezia, 13 Luglio 2024, n. 2262/2024
Nomina giudiziale dei liquidatori: legittimazione ad agire
L’autorità giudiziaria è chiamata ad intervenire nell’accertamento della causa di scioglimento della società in caso di inerzia dell’amministratore, ex artt....

L'autorità giudiziaria è chiamata ad intervenire nell’accertamento della causa di scioglimento della società in caso di inerzia dell’amministratore, ex artt. 2485 e 2487 c.c.. Tuttavia, è inammissibile il ricorso a tal fine proposto dall'amministratore stesso, anche in regime di prorogatio, in quanto quest'ultimo è soggetto legittimato - ed anzi obbligato - dalla norma all’accertamento dello stato di scioglimento della società e non può chiedere al Tribunale di sostituirsi a sé stesso. L’amministratore è tenuto ad attivarsi celermente, accertando lo stato di scioglimento dell’ente amministrato, convocando poi l’assemblea dei soci per la nomina di liquidatore e, solo in caso di esito infruttuoso di tale assemblea, potrà ricorrere poi al Tribunale per la nomina del liquidatore.

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21/07/2025
Data sentenza: 13/07/2024
Numero: 2262/2024
Carica: Presidente
Giudice: Lina Tosi
Relatore: Chiara Campagner
Registro : RG – 965 –  2024
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