Ricerca Sentenze
Tribunale di Milano, 19 Dicembre 2025

Sequestro conservativo in pendenza di derivative action straniera: competenza del tribunale delle imprese

Tribunale di Milano, 19 Dicembre 2025
Sequestro conservativo in pendenza di derivative action straniera: competenza del tribunale delle imprese

La competenza della Corte d’appello sul ricorso per sequestro conservativo, quale giudice del futuro merito costituito dal procedimento di riconoscimento ex artt. 67 l. n. 218/1995 e 30 d.lgs. n. 150/2011, inizia quando sussiste un titolo giudiziale straniero, anche non definitivo. Fino alla pronuncia della sentenza da parte del giudice straniero, la competenza cautelare spetta al tribunale, secondo gli artt. 669 quater, 669 ter, 669 novies c.p.c. e 156 bis disp. att. c.p.c., che disciplinano proprio il caso in cui il giudizio di merito penda davanti al giudice straniero; diversamente, ogni volta che penda un giudizio davanti a un’autorità giudiziaria straniera vi sarebbe tout court la competenza della Corte d’appello, con sostanziale inapplicabilità di quelle norme [nella specie, era pendente in Australia un’azione derivativa di responsabilità contro l’amministratore di una società australiana].

In materia cautelare la giurisdizione italiana sussiste, ai sensi dell’art. 10 l. n. 218/1995, quando il provvedimento deve essere eseguito in Italia o quando il giudice italiano ha giurisdizione nel merito. Quando l’azione di responsabilità per mala gestio dell’amministratore sia esercitata all’estero secondo il diritto societario ivi vigente, tra società straniere prive di collegamento con l’Italia e nei confronti di un amministratore residente e cittadino dello Stato estero, resta esclusa la giurisdizione italiana sul merito, mentre permane quella sul sequestro da eseguirsi su beni situati in Italia.

Quando il giudice italiano, competente per la sola fase cautelare, non abbia giurisdizione sul merito né possa applicare il diritto societario italiano, il fumus boni iuris del credito risarcitorio può essere desunto dalle valutazioni compiute prima facie dal giudice straniero che, applicando la normativa societaria ivi vigente, abbia autorizzato la proposizione dell’azione derivativa anche nei confronti della società italiana riconducibile all’amministratore. Il periculum in mora va escluso, tuttavia, in mancanza di prova di una volontà dismissiva dei beni situati in Italia successiva al provvedimento cautelare straniero.

I provvedimenti cautelari emessi dal giudice di uno Stato extraeuropeo non aderente alle Convenzioni dell’Aja del 2005 e del 2019 non sono suscettibili di riconoscimento ed esecuzione in Italia, perché la condizione dell’art. 64, lett. e), l. n. 218/1995, secondo cui produce effetti in Italia soltanto la sentenza straniera passata in giudicato secondo la legge del luogo in cui è stata pronunciata, è comunemente interpretata nel senso di escludere la riconoscibilità dei provvedimenti cautelari stranieri.

Lo strumento cautelare del sequestro conservativo non è agganciato in modo biunivoco al giudizio di condanna, perché può residuare in concreto uno spazio per la concessione della cautela qualora il futuro titolo, scaturente da qualsiasi tipo di giudizio, abbia una concreta valenza esecutiva in vista della quale il sequestro risulti utile e funzionale; diversamente, la tutela interinale risulterebbe già in astratto preclusa, con dubbi di costituzionalità.

La norma di conflitto applicabile per l’individuazione della legge che regola l’ente, cosiddetta lex societatis, è l’art. 25 l. n. 218/1995.

Data Sentenza: 19/12/2025
Carica: Giudice Monocratico
Giudice: Guendalina Alessandra Virginia Pascale
Registro: RG 45476 / 2025
Allegato:
Stampa Massima
Data: 17/10/2026
Massima a cura di: Fabrizio Marchetti
Fabrizio Marchetti

Avvocato in Udine e Pordenone. Ha conseguito a pieni voti la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Udine. Ha svolto attività di consulente legale esterno in favore di una società per azioni friulana appartenente ad una holding internazionale. All’attività professionale rivolta principalmente alle imprese nei settori del diritto civile e commerciale, ha affiancato un percorso di specializzazione conseguendo con il massimo dei voti il Master in Diritto Penale dell’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e il Master in Giurista Internazionale d'Impresa presso l'Università degli Studi di Padova. Ha inoltre conseguito con il massimo dei voti i corsi di perfezionamento in Gestione della Crisi d'Impresa presso l'Università degli Studi di Firenze e in Responsabilità da reato degli enti e compliance aziendale presso l'Università degli Studi di Milano. Collabora con Giurisprudenza delle Imprese dal 2021.

Mostra tutto
logo