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Rapporto tra azione di responsabilità degli amministratori e azione cautelare di revoca
La domanda cautelare di revoca di un amministratore di S.r.l., da avanzare nelle forme di cui all’art. 700 c.p.c., non...

La domanda cautelare di revoca di un amministratore di S.r.l., da avanzare nelle forme di cui all'art. 700 c.p.c., non presuppone la contestuale proposizione di un'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori né si pone con essa in rapporto di necessaria correlazione strumentale. Il rimedio cautelare, infatti, ben può rivestire carattere anticipatorio rispetto a un'azione volta a ottenere nel merito la pronuncia di revoca dell'organo gestorio, qualora siano provate gravi irregolarità nell'amministrazione sociale.

Stante il combinato disposto degli artt. 2476, terzo comma, c.c. e 700 c.p.c. l’accoglimento della domanda di revoca di un amministratore di s.r.l. presentata ante causam presuppone la sussistenza sia di gravi irregolarità nella gestione della società (fumus boni iuris) sia del rischio concreto ed imminente di un pregiudizio per gli interessi sociali derivante dall’attualità e dalla permanenza di tali condotte (periculum in mora).

In considerazione della natura anticipatoria del provvedimento cautelare in esame il requisito del periculum in mora assume una particolare rilevanza, quale presupposto che caratterizza e giustifica l’adozione del provvedimento - idoneo a divenire definitivo - di revoca di un amministratore in via urgente ed anticipata rispetto ai tempi di un ordinario giudizio di merito a cognizione piena.

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Il sindaco di s.r.l. e il suo diritto al compenso
Al fine di ottenere la condanna della società al pagamento del compenso, il sindaco deve provare la fonte negoziale del...

Al fine di ottenere la condanna della società al pagamento del compenso, il sindaco deve provare la fonte negoziale del suo credito (come il verbale di assemblea di nomina), con il relativo termine di scadenza, nonché il quantum del medesimo (nel caso di specie, ricavabile dallo stesso verbale).

Non integra inadempimento all'incarico ricevuto dalla società la condotta del Presidente del Collegio sindacale che rimane assente ad un'assemblea, quando nel relativo verbale si dà atto che tale assenza è giustificata.

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Aumento del capitale sociale e liberazione delle azioni mediante compensazione con credito poi venuto meno
Anche successivamente alla iscrizione al libro dei soci della s.r.l., in caso di liberazione delle azioni mediante compensazione di un...

Anche successivamente alla iscrizione al libro dei soci della s.r.l., in caso di liberazione delle azioni mediante compensazione di un credito che perda i requisiti di liquidità e certezza, deve ritenersi che gli effetti della liberazione siffatta vengano meno e che, conseguentemente, l’originario obbligo di versamento debba essere altrimenti onorato.
Il negozio di sottoscrizione ha natura consensuale e non reale e si perfeziona con il solo scambio del consenso fra il socio sottoscrittore e la società, per il tramite dell’organo amministrativo, cosicché la delibera di aumento di capitale – anche qualora preveda l’obbligo di versamento contestuale al conferimento – ben può configurarsi come una proposta e la sottoscrizione del socio come un’accettazione, secondo il classico schema del contratto di natura consensuale, rispetto al quale il versamento rappresenta pur sempre il momento attuativo.

Il mancato versamento anche solo di una parte delle somme necessarie per la liberazione delle azioni di nuova emissione legittima la s.p.a. a procedere ai sensi dell’art. 2344 c.c. con riferimento all’intero importo sottoscritto, senza possibilità di frazionamenti.

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L’onere della prova nell’azione sociale di responsabilità
L’azione sociale di responsabilità ha natura contrattuale e dunque, quanto al riparto dell’onere della prova, il creditore che agisca in...

L’azione sociale di responsabilità ha natura contrattuale e dunque, quanto al riparto dell’onere della prova, il creditore che agisca in giudizio, sia per l’adempimento del contratto, sia per la risoluzione ed il risarcimento del danno, dovrà fornire la prova della fonte negoziale o legale del suo diritto, limitandosi ad allegare l’inadempimento della controparte, su cui incombe l’onere della dimostrazione del fatto estintivo costituito dall’adempimento.

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Negata la domanda di risarcimento per perdita di chances se le trattative sono appena iniziate
In tema di risarcimento danno per perdita di chances, qualora le trattative per la cessione di quote di una società...

In tema di risarcimento danno per perdita di chances, qualora le trattative per la cessione di quote di una società di capitali siano appena iniziate, le occasioni alternative perse non sono imputabili alle trattative in corso, ma ad una libera scelta della parte contrattuale, non ravvisandosi nella fase iniziale delle trattative alcun elemento per fare affidamento sulla conclusione dell'accordo.

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Azione di risoluzione del contratto, prova del pagamento e simulazione relativa
In caso di simulazione relativa circa l’oggetto del contratto, la parte che lamenti il mancato pagamento del prezzo di compravendita...

In caso di simulazione relativa circa l'oggetto del contratto, la parte che lamenti il mancato pagamento del prezzo di compravendita e agisca per la risoluzione ha l'onere di avanzare contestualmente anche la domanda di accertamento dell'avvenuta simulazione; mancando tale domanda, gli sono opponibili ai fini della risoluzione per inadempimento tutte le prestazioni effettuate in osservanza del contratto dissimulato.

(Nel caso di specie, le parti avevano dichiarato nell'atto di compravendita di azienda un prezzo inferiore a quello effettivamente concordato. Il creditore ha lamentato l'inadempimento del negozio simulato, chiedendone la risoluzione e ottenendo un'ordinanza favorevole in sede cautelare; pronuncia ribaltata in sede di reclamo, avendo il Collegio valorizzato il dato - emerso dall'istruttoria sommaria - secondo cui il debitore, adempiendo al negozio dissimulato, aveva in realtà già pagato una cifra perfino superiore a quella risultante dall'atto sottoscritto).

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Revoca dell’amministratore di S.r.l.: posizione processuale della società e nomina del curatore speciale
Per ragioni di coerenza logica, il principio secondo cui la società a responsabilità limitata è litisconsorte necessaria nei giudizi di...

Per ragioni di coerenza logica, il principio secondo cui la società a responsabilità limitata è litisconsorte necessaria nei giudizi di responsabilità degli amministratori è da applicarsi anche ai giudizi cautelari di revoca degli amministratori medesimi.

In conformità all'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione deve ritenersi che la competenza del Tribunale a nominare il curatore speciale vada limitata alle ipotesi, di cui all'art. 80 c.p.c., in cui il relativo giudizio non sia ancora stato promosso; qualora il ricorso per la nomina del curatore speciale sia invece proposto in pendenza di un procedimento, la relativa decisione è di competenza del Giudice assegnatario del fascicolo.

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Imitazione delle condizioni generali di un modello contrattuale e diritto d’autore
La legittimazione attiva è una condizione dell’azione, che presuppone l’identità tra il soggetto che agisce in giudizio, e colui che...

La legittimazione attiva è una condizione dell'azione, che presuppone l'identità tra il soggetto che agisce in giudizio, e colui che nella domanda giudiziale è indicato quale titolare del diritto soggettivo che si fa valere.

Il diritto morale d'autore non può essere attribuito a soggetti diversi dalle persone fisiche, poiché esso attiene alla tutela della personalità dell'autore e risulta pertanto intimamente connesso al processo creativo che conduce alla realizzazione materiale dell'opera dell'ingegno. La necessaria capacità creativa costituisce pertanto una qualità propria della sola persona fisica. Il diritto patrimoniale d'autore in capo a una persona giuridica presuppone la prova dell’acquisto – in qualità di committente ovvero di acquirente a titolo particolare- di tale diritto di sfruttamento.

I modelli contrattuali che riproducono pedissequamente clausole di legge ovvero clausole negoziali standardizzate nelle pratiche del commercio sono di pubblico dominio e non ricadono sotto la tutela delle creazioni letterarie tipizzate dall’art. 2 della l. d.a.

Non può accogliersi la lamentata concorrenza sleale per imitazione servile in relazione all'utilizzazione - da parte di un concorrente - di modelli di condizioni generali di contratto di noleggio di automobili se manca la prova del carattere distintivo di quelle condizioni generali. In assenza di tale prova non può infatti dirsi che la condotta sia idonea a creare confusione presso il mercato. In tale situazione, infatti, manca il fatto costitutivo - la confusione presso il mercato - per potere invocare la concorrenza sleale per imitazione servile.

Al fine di invocare la fattispecie di concorrenza sleale per scorrettezza professionale è necessario allegare in maniera articolata, e fornire la relativa prova, degli investimenti concretamente effettuati dall'operatore leale, di cui il concorrente sleale si sia indebitamente avvantaggiato.

Per il contratto di noleggio di autovettura non è richiesta la forma scritta ad substantiam. Di conseguenza, tale contratto può essere provato con ogni mezzo di prova, anche mediante il ricorso a presunzioni.

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Impugnazione delibera di esclusione del socio accomandante di S.a.s.
Nel giudizio di opposizione avverso l’espulsione del socio di una società di persone, la legittimazione passiva compete esclusivamente alla società,...

Nel giudizio di opposizione avverso l'espulsione del socio di una società di persone, la legittimazione passiva compete esclusivamente alla società, in persona del legale rappresentante, anche se è consentita, come modalità equipollente d'instaurazione del contraddittorio, la citazione di tutti i soci, notificata nel termine di decadenza previsto dall'art. 2287 cod. civ.; conseguentemente, se la citazione è notificata al liquidatore nominato dal Tribunale e tuttora in carica secondo le risultanze del Registro delle Imprese, non risulta necessaria alcuna estensione del contraddittorio ex art. 106 c.p.c. ai singoli soci.

Nel giudizio ex art. 2287 c.c. il sindacato del giudice ha ad oggetto la sussistenza dei fatti contestati al socio escluso e la verifica della loro corrispondenza alle ipotesi di legge ex art. 2286 c.c. o per statuto di esclusione del socio, ivi inclusa la valutazione della gravità dell'inadempimento e dell'incidenza della condotta del socio sul rapporto sociale; la società, anche se convenuta, deve fornire la prova del fatto legittimante l'esclusione, in difetto la decisione di esclusione del socio è illegittima perché immotivata e senza causa.

Il rimborso delle spese processuali sostenute da colui che sia legittimamente intervenuto "ad adiuvandum" è posto, senza che occorra che la sua presenza sia stata determinante ai fini dell'esito favorevole della lite per l'adiuvato, a carico della parte la cui tesi difensiva, risultata infondata, abbia determinato l'interesse all'intervento. (Cfr. Cass. n. 11670/2018)

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Efficacia probatoria dei messaggi di posta elettronica scambiati tra creditore sociale e socio accomandante
Non si configura cessione della propria quota sociale, acquisita con un versamento a titolo di conferimento alla neo costituita Sas,...

Non si configura cessione della propria quota sociale, acquisita con un versamento a titolo di conferimento alla neo costituita Sas, se il cedente non ha mai assunto la qualità di socio; si tratterà piuttosto di una richiesta di rimborso del finanziamento erogato da un terzo alla società.

I messaggi di posta elettronica scambiati tra il terzo creditore della S.a.s. e un socio accomandante, in mancanza di contestazioni sulla riferibilità e sulla ricezione delle mail, nonché sulla loro autenticità quanto all'estrinseco e alla loro materialità, costituiscono prova sufficiente della conclusione di un accordo tra il creditore sociale e il socio accomandante, avente ad oggetto l'assunzione da parte di quest'ultimo dell'obbligazione di restituire un finanziamento fatto alla società.

Il messaggio di posta elettronica è riconducibile alla categoria dei documenti informatici, secondo la definizione che di questi ultimi reca l'art. 1, comma 1, lett. p), del D.lgs n. 82 del 2005 ("documento informatico: il documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti"), riproducendo nella sostanza, quella già contenuta nell'art. 1, comma 1, lett. b) del DPR n. 445 del 2000. Quanto all'efficacia probatoria dei documenti informatici, l'art. 21 del medesimo D.lgs., nelle diverse formulazioni, ratione temporis vigenti, attribuisce l'efficacia prevista dall'art. 2702 del cod. civ. solo al documento sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale, mentre è liberamente valutabile dal giudice, ai sensi dell'art. 20 D.lgs. 82/2005, l'idoneità di ogni diverso documento informatico (come l'e-mail tradizionale) a soddisfare il requisito della forma scritta, in relazione alle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità ed immodificabilità. (Cass. n. 5523/2018).

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L’azione di ripetizione dell’indebito per somme versate a titolo di acconto nella fase di negoziazione in assenza di un accordo finale
Per l’azione di ripetizione di indebito è passivamente legittimato solo il soggetto che ha ricevuto la somma che si assume...

Per l'azione di ripetizione di indebito è passivamente legittimato solo il soggetto che ha ricevuto la somma che si assume non dovuta.

L’attore che propone la domanda di ripetizione dell’indebito ha l’onere di provare sia l’effettuazione del pagamento sia l’inesistenza di una giusta causa delle attribuzioni patrimoniali compiute in favore della parte convenuta, con riferimento agli specifici rapporti intercorsi tra le parti e dedotti in giudizio.

Il mancato raggiungimento di un accordo finale segna in via definitiva il carattere indebito dei pagamenti effettuati in ragione della realizzazione di un’operazione non giunta al perfezionamento.

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Effetti dell’esclusione disposta in via d’urgenza del socio accomandatario incaricato della gestione della società sugli ulteriori provvedimenti cautelari richiesti
All’esclusione in via d’urgenza del socio accomandatario incaricato della amministrazione della società per gravi inadempienze ai sensi dell’art. 2286 c.c....

All'esclusione in via d'urgenza del socio accomandatario incaricato della amministrazione della società per gravi inadempienze ai sensi dell'art. 2286 c.c. consegue il rigetto, in quanto assorbente, della richiesta cautelare di cessazione dai poteri gestori, così come della richiesta di ostensione dei libri sociali, essendo il socio ormai escluso nell'impossibilità di adempiere a tale provvedimento.

L’esistenza di un socio/amministratore di fatto non costituisce causa di giustificazione utile per liberare il socio accomandatario dagli obblighi e dalle responsabilità connesse al ruolo volontariamente assunto nei confronti della società e dei terzi.

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