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Prelazione statutaria e condizione sospensiva nel preliminare di cessione di quote
In tema di preliminare di cessione di quote sociali subordinato alla condizione sospensiva della rinuncia alla prelazione statutaria, la clausola...

In tema di preliminare di cessione di quote sociali subordinato alla condizione sospensiva della rinuncia alla prelazione statutaria, la clausola deve essere interpretata nel senso che l’efficacia del contratto dipende dal mancato esercizio effettivo della prelazione, e non dalla sola manifestazione espressa di rinuncia del socio prelazionario. Ne consegue che, ove lo statuto preveda che il trasferimento si perfezioni con la dichiarazione di esercizio della prelazione, la successiva stipulazione dell’atto formale di cessione non integra, di per sé, rinuncia tacita, neppure se conclusa a condizioni non del tutto coincidenti con quelle indicate nella denuntiatio, quando tali differenze rispondano all’esigenza di completare la disciplina negoziale o di adeguarla a sopravvenienze.

Le questioni relative alla simulazione dell’esercizio della prelazione o del successivo contratto con il socio prelazionario, se non proposte come autonome domande, possono essere esaminate solo incidenter tantum, senza efficacia di giudicato. La prova della simulazione o della rinuncia tacita richiede presunzioni gravi, precise e concordanti, non essendo sufficienti elementi equivoci o compatibili con diverse ricostruzioni dei fatti. In difetto di prova del verificarsi della condizione, non può essere dichiarata la risoluzione del preliminare per inadempimento dei promittenti venditori, né riconosciuta responsabilità risarcitoria.

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Donazione dissimulata o indiretta di quote sociali: collazione e riduzione
Il prezzo irrisorio pattuito per la vendita di una partecipazione societaria e il rapporto di stretta parentela tra le parti...

Il prezzo irrisorio pattuito per la vendita di una partecipazione societaria e il rapporto di stretta parentela tra le parti possono essere considerati indici per ritenere che la compravendita sia, in realtà, una donazione, la quale, ove ne ricorrano i presupposti, è soggetta all'obbligo di collazione e all'azione di riduzione per lesione di legittima.

La quota di società non conferisce al socio un diritto reale su beni costituenti il patrimonio societario, ma un diritto personale di partecipazione alla vita societaria, la cui misura non è soggetta a cambiamento per effetto di successivi aumenti di capitale, sicché la relativa donazione (anche ove dissimulata o indiretta) è soggetta a collazione per imputazione di beni mobili, ai sensi dell'art. 750 cod. civ., e, dunque, sulla base del valore che aveva al tempo di apertura della successione.

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Revoca della quietanza contenuta in un atto pubblico di cessione quote
La quietanza è una dichiarazione unilaterale del creditore con la quale questi attesta di aver ricevuto il pagamento in essa...

La quietanza è una dichiarazione unilaterale del creditore con la quale questi attesta di aver ricevuto il pagamento in essa indicata dal debitore e non ha efficacia negoziale poiché si concreta nella mera espressione del convincimento di essere stato soddisfatto di ogni spettanza. Tuttavia, tale dichiarazione non determina il costituirsi di una situazione definitiva.

La quietanza liberatoria, indirizzata al solvens, fa piena prova dell’avvenuto pagamento sicché il quietanzante non è ammesso alla prova contraria per testi, a meno che non dimostri, in applicazione analogica dell’art. 2732 c.c., che il rilascio della quietanza sia avvenuto per errore di fatto o violenza. Ove la parte quietanzante assolva al suddetto onere probatorio circa l'essere incorsa in errore al momento del rilascio della quietanza nell’atto notarile di cessione di quote, l'autorità giudiziaria deve dichiarare la revoca della medesima dichiarazione contenuta nell'atto pubblico.

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Donazioni di quote dissimulate lesive della legittima: onere e mezzi di prova
La simulazione di atti di cessione a titolo oneroso – che dissimulano delle donazioni – di partecipazioni sociali poste in...

La simulazione di atti di cessione a titolo oneroso - che dissimulano delle donazioni - di partecipazioni sociali poste in essere dal de cuius in favore di alcuni coeredi deve essere provata dai legittimari lesi mediante l'allegazione di controdichiarazioni scritte dell'atto dissimulato, non essendo sufficiente la prova per testi o per presunzioni, essendo i legittimari lesi assimilabili alla parte sostanziale dei negozi simulati.

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Essenzialità dei termini e decadenza del debitore dal beneficio del termine
Nel caso in cui il creditore, a fronte della rimodulazione dei termini per il pagamento delle rate già scadute –...

Nel caso in cui il creditore, a fronte della rimodulazione dei termini per il pagamento delle rate già scadute - con conferma, con riguardo alle rate a scadere, dei termini di pagamento originariamente previsti -, abbia chiesto e ottenuto, mediante la sottoscrizione di apposito accordo integrativo, la qualificazione di tutti i termini come essenziali, l’inadempimento del debitore comporta la decadenza di quest’ultimo da tutti i termini previsti in suo favore.  Non avrebbe senso, infatti, qualificare i termini come essenziali se, dal mancato rispetto di uno degli stessi, derivasse la unica conseguenza della possibilità di riscuotere la sola rata scaduta: ciò è già insito nella previsione di un termine per il pagamento di una rata.

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Cessione di quote societarie e mancato pagamento del prezzo: natura dell’obbligazione e onere probatorio del maggior danno ex. art. 1224, secondo comma, c.c.
Nel caso di inadempimento dell’obbligazione avente ad oggetto il pagamento del prezzo pattuito per la cessione di quote societarie, vertendosi...

Nel caso di inadempimento dell'obbligazione avente ad oggetto il pagamento del prezzo pattuito per la cessione di quote societarie, vertendosi in tema di obbligazione di valuta, il creditore che intenda ottenere - oltre agli interessi moratori - il risarcimento del danno da svalutazione monetaria è tenuto a fornire la prova del maggior danno ex art. 1224, co. II, c.c., non potendo limitarsi a richiedere il risarcimento cumulativamente, senza allegare e dimostrare l’an e il quantum dei danni asseritamente subiti.

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L’accertamento della responsabilità dell’esperto stimatore nell’elaborazione della perizia di stima
La responsabilità del perito incaricato della relazione giurata di stima ex art. 2465 c.c. (che richiama l’art. 2343, comma 2,...

La responsabilità del perito incaricato della relazione giurata di stima ex art. 2465 c.c. (che richiama l'art. 2343, comma 2, c.c.) nei confronti della società, dei soci e dei terzi rientra nella responsabilità da inadempimento ex art. 1218 c.c., in ragione degli obblighi di comportamento correlati alla qualifica professionale del perito, idonei a costituire una fonte atipica di obbligazione ai sensi dell'art. 1173, ultimo comma, c.c. Trattandosi di prestazione intellettuale, grava sul preteso danneggiato l'onere di provare sia l'evento dannoso, sia il nesso eziologico tra la condotta inadempiente del prestatore d'opera intellettuale e il danno-evento.

Non costituisce inadempimento la condotta del perito stimatore ex art. 2465 c.c. qualora la relazione di stima rechi tutti gli elementi prescritti dalla norma (descrizione dei beni e dei crediti conferiti, indicazione dei criteri di valutazione adottati, attestazione che il valore dei beni conferiti è almeno pari a quello attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale), i dati contabili utilizzati risultino dai bilanci non impugnati della società oggetto di valutazione, siano stati previamente condivisi e autonomamente esaminati dall'acquirente in sede di due diligence, siano stati successivamente riportati nei bilanci approvati dall'acquirente medesimo per più esercizi senza contestazione e risultino altresì coerenti con le valutazioni espresse dalla Curatela fallimentare in sede di perizia successiva.

Non sorge in capo al perito incaricato della stima ex art. 2465 c.c. l'obbligo di verificare l'esattezza e la veridicità dei dati consegnati dal committente ai fini della valutazione. Nondimeno, la diligenza professionale è soddisfatta qualora il perito abbia compiuto accertamenti fisici (sopralluoghi presso le sedi delle società partecipate), acquisizioni dirette di documentazione e accessi in persona presso i magazzini della società oggetto di valutazione, anche al fine di compiere esami a campione delle giacenze fisiche.

Non sussiste la responsabilità precontrattuale (culpa in contrahendo) di tipo aquiliano del perito stimatore, quale terzo estraneo al rapporto negoziale, per la conclusione di un contratto valido ma economicamente svantaggioso, qualora non risulti che il medesimo abbia posto in essere una condotta non iure e contra ius ma, al contrario, in linea con l’art. 2465 c.c. e qualora la determinazione della volontà negoziale dell'acquirente e la quantificazione del prezzo di vendita siano intervenute in epoca anteriore e a prescindere dalla stima contestata, come nel caso in cui le parti abbiano sottoscritto un memorandum of understanding e successivamente un Sale and Purchase Agreement prima dell'elaborazione della perizia.

Sussiste la responsabilità aggravata ex art. 96, comma 1, c.p.c. qualora parte attrice abbia agito nella consapevolezza dell'infondatezza delle proprie domande, persistendo nel giudizio senza attivarsi nella competente sede nei confronti delle proprie controparti contrattuali e mantenendo invariata la pretesa anche nel quantum. Si ritiene integrato il requisito soggettivo della colpa grave quando le doglianze si fondino su una relazione di parte redatta dal medesimo soggetto che, dopo l'acquisto contestato, ha ricoperto la carica di Presidente del CdA della società acquistata e, in tale veste, ha predisposto i bilanci recanti i medesimi valori di cui è contestata la correttezza nel giudizio.

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Effetto traslativo del trasferimento di partecipazioni disposto con sentenza costitutiva
Laddove una sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. preveda che il trasferimento di partecipazioni avvenga a fronte del pagamento del...

Laddove una sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. preveda che il trasferimento di partecipazioni avvenga a fronte del pagamento del corrispettivo, l’effetto traslativo non si produrrà per effetto del mero passaggio in giudicato di tale sentenza, bensì solo quando la prestazione sospensivamente “condizionante” sarà eseguita, in modo da garantire l’equilibrio tra le prestazioni proprio dei contratti sinallagmatici.

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Estensione dell’ambito di operatività del patto di manleva alle insussistenze passive nella scissione parziale
In tema di scissione parziale, la presenza di un patto di manleva che tiene indenne la società beneficiaria “da eventuali...

In tema di scissione parziale, la presenza di un patto di manleva che tiene indenne la società beneficiaria “da eventuali sopravvenienze passive non riportate nella situazione patrimoniale di riferimento presa a base per la determinazione dei rapporti di cambio” non esclude che la garanzia prestata dalla società scissa copra anche le mere insussistenze passive, quali la sopravvenuta inesigibilità di un credito correttamente appostato a bilancio. Infatti, nonostante l’espressione “sopravvenienze passive” si riferisca stricto sensu a costi sopravvenuti dopo il closing dell'operazione non contemplati nella situazione patrimoniale assunta a parametro determinativo dei rapporti di cambio, in difetto di ulteriori specificazioni l’ambito di operatività della predetta clausola di garanzia si estende anche a quelle passività emergenti in seguito alla riduzione o alla scomparsa di elementi dell'attivo patrimoniale.

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Risoluzione della cessione totalitaria di partecipazioni per inadempimento dell’obbligo di liberazione del cedente dalle fideiussioni sui debiti sociali
La cessione totalitaria delle partecipazioni sociali, accompagnata dall’obbligo dell’acquirente di liberare il cedente e il suo socio-fideiussore dalle garanzie prestate...

La cessione totalitaria delle partecipazioni sociali, accompagnata dall’obbligo dell’acquirente di liberare il cedente e il suo socio-fideiussore dalle garanzie prestate per i debiti sociali, è risolubile quando l’acquirente ometta di soddisfare i debiti della società e non provveda alla liberazione dalle fideiussioni, lasciando altresì l’unico cespite aziendale abbandonato e inattivo; tale inadempimento, di non scarsa importanza, legittima la declaratoria di risoluzione del contratto ex art. 1453 c.c., con ricostituzione in capo al cedente della titolarità esclusiva delle partecipazioni e ordine di annotazione nel registro delle imprese.

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Scrittura privata tra soci su redistribuzione di quote e futura assegnazione di volumetrie immobiliari di proprietà sociale
In tema di società a responsabilità limitata, la scrittura privata stipulata tra i soli soci, avente ad oggetto, da un...

In tema di società a responsabilità limitata, la scrittura privata stipulata tra i soli soci, avente ad oggetto, da un lato, la rideterminazione delle rispettive quote sociali e, dall’altro, la programmazione di future assegnazioni pro quota di volumetrie immobiliari facenti parte del patrimonio della società, priva di autonoma causa rispetto alla prospettata attribuzione dei beni sociali e non accompagnata dalla spendita di poteri rappresentativi dell’organo amministrativo né dal rispetto delle forme tipiche per il trasferimento delle quote e per gli atti dispositivi sui beni della società, integra una mera “minuta” o “puntuazione” interna, inidonea a produrre effetti traslativi immediati, a vincolare la società e a costituire valido titolo per una pronuncia costitutiva di trasferimento ex art. 2932 c.c.

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Natura delle business warranties e portata transtipica dell’art. 1938 c.c.
Le cc.dd. “business warranties”, frequenti nell’ambito di contratti di compravendita di partecipazioni societarie, si sostanziano in una forma atipica di...

Le cc.dd. "business warranties", frequenti nell'ambito di contratti di compravendita di partecipazioni societarie, si sostanziano in una forma atipica di garanzia riconducibile al patto di manleva; tramite tali garanzie, il garante (alienante) si impegna infatti a manlevare il garantito (acquirente) dal verificarsi di eventi negativi per il patrimonio della società oggetto della cessione.

L'art. 1938 c.c., che prevede l'obbligo di indicare un importo massimo garantito nelle fideiussioni aventi ad oggetto obbligazioni future, contiene un principio di ordine pubblico economico (internazionale) avente portata transtipica, valido per tutte le forme di garanzia per obbligazioni future (tra cui le "business warranties" e i patti di manleva).

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