La ripartizione delle funzioni tra le sezioni specializzate in materia d’impresa e quelle ordinarie dello stesso ufficio giudiziario non implica l'insorgenza di una questione di competenza ma attiene alla mera ripartizione – amministrativa ed interna – degli affari, poiché ai sensi dell'art. 2, co. 2, del d.lgs. n. 168 del 2003 ai giudici che appartengono a dette sezioni specializzate può essere demandata anche (altro…)
La valutazione dell’aspetto complessivo va effettuato secondo un giudizio d’insieme che tiene conto che il consumatore all’atto della scelta non ha dinanzi a sé entrambi i modelli, ma solo il ricordo del modello originale. Occorre ritenere confondibile il (altro…)
L'esercizio del potere di diminuire equitativamente la penale si fonda sul presupposto che il giudicante debba valutare, nel caso concreto, se la quantificazione della clausola penale consenta di mantenere l'equilibrio contrattuale, rispettando l'interesse del (altro…)
La clausola di residualità di cui all’incipit dell’art. 700 c.p.c. (“fuori dei casi regolati dalla precedenti sezioni di questo capo”) non poteva al momento della proposizione del ricorso originario e non può tuttora ritenersi assolta atteso che (altro…)
Deve essere respinta la domanda diretta ad ottenere la risoluzione del contratto di cessione di quote di s.r.l. per inadempimento del convenuto al pagamento del residuo prezzo e conseguente condanna al ritrasferimento delle quote cedute (altro…)
Il contratto di cessione di quote di s.r.l. va risolto per inadempimento a decorrere dalla data di ricezione della comunicazione con la quale l'attrice ha inteso avvalersi della clausola risolutiva espressa, non avendo l'acquirente corrisposto (altro…)
Va respinto il ricorso ex artt. 700 c.p.c. e 2487 c.c. con il quale era stata demandata la revoca del liquidatore - liquidatore di nomina giudiziale a causa dell'impossibilità di funzionamento dell'assemblea - in ragione dell'asserito rischio di reiterazione (altro…)
E' contraria a norma imperativa l'esclusione del socio di s.r.l. deliberata nonostante lo statuto non preveda ipotesi specifiche di esclusione per giusta causa, in conformità all'art. 2473-bis c.c..
Un contratto è qualificabile "per adesione" secondo il disposto dell'art. 1341 c.c. – e come tale soggetto, per l'efficacia delle clausole cd. vessatorie, alla specifica approvazione per iscritto da parte dell’oblato – solo quando sia destinato a regolare (altro…)
Mentre l’abuso di posizione dominante, rilevante per integrare la fattispecie antitrust, comporta la necessità d’individuare anzitutto il mercato rilevante, l’abuso di dipendenza economica attribuisce rilievo non alla posizione dominante di un’impresa sul mercato, ma all’abuso e allo squilibrio delle imprese nell’ambito di un rapporto negoziale. Inoltre, mentre le norme antitrust sono disposizioni generali dirette a tutelare il processo (altro…)
Il fumus boni iuris richiesto affinché sia disposta la descrizione, essendo questa una misura cautelare volta alla ricerca ed alla salvaguardia del mezzo di prova, deve essere apprezzato in via diretta avendo riguardo al diritto processuale alla prova e, solo in via indiretta, in relazione al diritto sostanziale per il quale si invoca la tutela. Di conseguenza, la sussistenza del fumus boni iuris, che dovrà comunque (altro…)
Il negozio fiduciario si distingue dalla simulazione assoluta, ove l’effetto traslativo non si produce, per cui non trovano applicazione le limitazioni sulle prove dettate dall’articolo 1417 c.c. (salvo che per la natura dei diritti trasferiti non sia necessaria la forma scritta). (altro…)