La mancata opposizione del creditore alla scissione non preclude l'azione ex art. 2506-quater, co. 3, c.c., dovendosi i due rimedi ritenere complementari: ciò in quanto il primo consiste in una tutela reale ex ante che comporta, salva l'ipotesi di autorizzazione alla scissione, l’improcedibilità della scissione la quale preveda una suddivisione non proporzionata e potenzialmente lesiva per i creditori della società originaria; il secondo, in una tutela ex post che consente al creditore di rifarsi sul patrimonio di tutte le società coinvolte, nel limite del patrimonio risultante dalla scissione, così evitando le conseguenze della suddivisione sproporzionata del patrimonio originario prevista ed attuata in sede di scissione. (altro…)
Il requisito del fondato timore di perdere la garanza del credito, posto dall’art. 671 c.p.c., impone al creditore che agisce per il sequestro conservativo dei beni del proprio debitore l’onere di provare adeguatamente i concreti elementi oggettivi o soggettivi che facciano fondatamente temere, con riguardo a tutte le circostanze del caso, (altro…)
E’ fondata la pretesa risarcitoria esercitata nei confronti del liquidatore di Società a responsabilità limitata, già cessata per completamento della fase di liquidazione e successiva cancellazione della stessa dal registro delle imprese, relativa al credito vantato (non contestato in giudizio e quindi considerato non oggetto di controversia) rimasto insoddisfatto pur in presenza di cespiti attivi suscettibili di liquidazione (nello specifico crediti nei confronti di debitori stranieri). (altro…)
E’ improcedibile l’azione volta a richiedere la risoluzione per inadempimento del contratto di trasferimento, a titolo oneroso, della titolarità di azioni, promossa successivamente alla sentenza definitiva di condanna al pagamento del prezzo, in quanto il ricorso per ingiunzione costituisce di per sé offerta alla consegna delle azioni residue ovvero contestuale domanda di adempimento del contratto. E’ pacifico (altro…)
Devono ritenersi ammissibili le prove testimoniali oltre i limiti di cui all'art. 2722 là dove ricorrano le eccezioni di cui all'art. 2724 c.c. anche in riferimento alla prova della simulazione della cessione di quote sociali.
Qualora l'amministratore di una società a responsabilita limitata proceda alla restituizione di finanziamenti soci che siano da considerare postergati ai sensi di legge, risponde del danno subito dal patrimonio sociale, danno che è da considerarsi pari all'importo dei finanziamenti restituiti aumentato degli interessi legali e della rivalutazione. (altro…)
Stabilire se un versamento effettuato da un socio nei confronti di una società rappresenti un conferimento oppure un finanziamento a titolo di mutuo è questione di interpretazioni della volontà delle parti.
Il socio accomandatario che ometta di fornire idonea dimostrazione, sia pure alla stregua della cognizione sommaria prevista per la delibazione cautelare, d'aver tenuto le scritture contabili e la documentazione giustificativa della gestione sociale nonchè di aver corrisposto al socio accomandante gli utili rinvenienti dalla gestione, (altro…)
Lo stato di insolvenza che comporta la decadenza dal beneficio del termine ex art. 1186 c.c. non si indentifica con una situazione di definitivo ed irreversibile dissesto, bensì con un mero squilibrio nella capacità del debitore di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni. Situazione che può essere dedotta (altro…)
Deve reputarsi responsabile per mala gestio l'amministratore che poco prima del fallimento della società amministrata ceda l'intera azienda a un'altra società con prezzo dilazionato nel tempo, in assenza di garanzie, e poi non saldato dalla società acquirente, nei confronti della quale nessuna azione di recupero veniva intentata. Il danno imputabile derivante da tale condotta va individuato nel valore dell'azienda ceduta.
Nel caso in cui un contratto di associazione in partecipazione preveda (i) l’obbligo a carico dell’associato di produrre un determinato bene a favore dell’associante, nonché (ii) di provvedere al mantenimento degli impianti in modo da garantire la continuità della produzione, non è ravvisabile un’obbligazione di risultato, ma, piuttosto, l’obbligazione di effettuare un’organizzazione dell’impianto di produzione (altro…)