Per costante orientamento della giurisprudenza di legittimità e di merito (cfr. Cass. Civ., sez. I, sentenza n. 3351, del 18.4.1997) la sospensione feriale dei termini ex legge 742/1969 si applica anche al termine di decadenza previsto per l'impugnazione delle delibere (nel caso di specie il termine veniva fissato in via statutaria).
La regola di cui all'art. 2559 c.c. fa espressamente salva la buona fede del debitore ceduto, che in tal caso è liberato se paga all'alienante. Non può affermarsi che il criterio di pubblicità, di cui al medesimo articolo, escluda la rilevanza della buona fede dal momento che (altro…)
La parte promittente venditrice non può pretendere la pronuncia di una sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. del contratto definitivo sulla base del preliminare precedentemente sottoscritto laddove la condizione sospensiva cui le parti hanno inteso subordinare la conclusione del contratto definitivo, non si sia verificata.
Il contratto di compravendita di azioni o quote di società di capitali ha come oggetto immediato la partecipazione sociale e soltanto come oggetto mediato la quota parte del patrimonio sociale che la partecipazione rappresenta; sicché (altro…)
Il socio non può impugnare la delibera di approvazione del bilancio sulla base della sola doglianza di non aver potuto visionare per tempo tutti i documenti contabili della società, assunti come necessari per partecipare informato all’assemblea, atteso che la disposizione di cui all’art. 2476, secondo comma, c.c. garantisce (altro…)
I presupposti della postergazione sono individuati dall'art. 2467 nell' "eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto" e in una "situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento", in situazioni cioè di "rischio" di insolvenza che possono manifestarsi sia in fase di start-up se la società è sottocapitalizzata e quando v'è il pericolo che il rischio di impresa sia trasferito sui terzi creditori, sia (altro…)
Il "processo" che, ai sensi dell'art. 300 c.p.c., subisce interruzione per effetto del verificarsi di un evento interruttivo che afferisce ad una determinata parte processuale è da intendersi non con riferimento indiscriminato a tutti i processi trattati simultaneamente in quanto riuniti, (altro…)
L'amministratore di società che intende ottenere la proprietà di un edificio da costruire può anche (sebbene sia sconsigliabile) utilizzare lo schema della vendita di cosa futura, ma certamente quell'utilizzo è negligente se sono prevedibili varianti all'opera e, in ogni caso, è foriera di responsabilità la decisione di non considerare la revisione del prezzo originario in ragione della posticipazione della consegna dell'opera. (altro…)
Una clausola statutaria va interpretata alla luce dei principi previsti dalla legge per gli atti negoziali come quelli di cui agli artt. 1362, 1365 e 1367 c.c.
La clausola in virtù della quale è devoluta ad un arbitro ogni eventuale controversia che dovesse sorgere tra i soci o tra questi e la società, anche se promossa da amministratori e sindaci o revisore, se nominati, ovvero nei loro confronti, e che abbia per oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, si applica estensivamente anche alle controversie sussistenti tra la società e i suoi organi; ciò, conformemente a quanto previsto dall’art. 808-quater c.p.c., secondo cui la convenzione arbitrale si estende a tutte le controversie che derivano dal contratto o dal rapporto cui la convenzione si riferisce (nella specie si trattava della domanda di accertamento della illegittimità della delibera di revoca di amministratore delegato).
La sottoscrizione da parte dei soci dell’aumento di capitale non esclude il loro interesse ad agire per far valere i vizi della delibera assembleare, non essendo ravvisabile nella loro condotta di sottoscrizione alcuna acquiescenza al deliberato. (altro…)