Non perde la legittimazione ad agire il socio che ha esercitato il diritto di opzione a vendere la propria partecipazione sociale, se il trasferimento delle quote non si è ancora perfezionato. (altro…)
In tema di postergazione, deve accedersi ad un’interpretazione della disciplina dei presupposti ex art. 2467 cc – l’"eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio" e la "situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento" – secondo la quale il legislatore ha voluto individuare una nozione unitaria di crisi, (altro…)
L’ art. 2476 comma 3 c.c. richiede, perché sia adottato su richiesta anche del singolo socio un provvedimento cautelare di revoca dell’amministratore, che questi si sia reso responsabile di "gravi irregolarità" nella gestione (fumus boni iuris) e che l’attualità o la permanenza di tali comportamenti determini il rischio di un pregiudizio imminente ed irreparabile per l’interesse sociale (periculum in mora).
Nelle società cooperative di lavoro è ben possibile che il rapporto lavorativo e il rapporto associativo siano autonomi l'uno dall'altro (nel caso di specie nessuna disposizione di legge né dello statuto della società cooperativa subordinavano l’instaurazione di un rapporto di lavoro con la cooperativa medesima al previo acquisto della qualità di socio).
In seguito a una fusione tra società, i soci di una delle società fuse non possono agire asserendo l'irragionevolezza della scelta della fusione per far valere danni diretti della propria sfera patrimoniale. L'eventuale danno rileva direttamente nel patrimonio della società e solo di riflesso in quello dei singoli azionisti. (altro…)
La pronuncia arbitrale produce i suoi effetti sin dalla sua sottoscrizione e vincola le parti regolando il rapporto tra le stesse controverso, ma anche travolgendo i provvedimenti provvisori e anticipatori con essa incompatibili. Pertanto, in un procedimento di reclamo contro un provvedimento cautelare deve tenersi conto della pronuncia arbitrale, anche se impugnata, che ha escluso la qualità di socio di una delle parti, con la conseguente impossibilità per la stessa di far valere un patto parasociale.
Sussiste un rapporto di pregiudizialità necessaria di cui all'art. 295 cpc tra il procedimento di opposizione allo stato passivo e l'azione di responsabilità quando l'oggetto del processo di opposizione allo stato passivo riguarda una situazione sostanziale che rappresenta un elemento della fattispecie di responsabilità invocata dalla curatela (Nel caso di specie nel procedimento di opposizione allo stato passivo la curatela richiede la nullità di un contratto di lease back, mentre in costanza dell'azione di responsabilità la stessa curatela deduce il pregiudizio subito dal patrimonio della società quale conseguenza dello stesso contratto).
E' nullo per mancanza di causa in concreto il contratto che preveda la fornitura di generici servizi di management da parte di società interamente partecipata dagli amministratori della società ex contractu beneficiaria dei servizi. Pertanto, quest'ultimi sono responsabili nei confronti della società amministrata (altro…)
Si trasferisce ex art. 2504-bis c.c. alla società incorporante l'obbligo eventualmente gravante sulla società incorporata, socia di controllo della prima, di non esercitare, né far esercitare, azioni di responsabilità contro gli ex amministratori della incorporante, ove tale obbligo sia stato validamente assunto dalla incorporata in sede di acquisto della partecipazione di controllo. (altro…)
Il preliminare di cessione di quote sociali con il quale una società in accomandita semplice si impegni a trasferire ad un terzo una partecipazione al proprio interno costituisce una fattispecie di vendita di cosa altrui.
In caso di statuto di srl contenente una clausola che prevede che nell'ipotesi in cui si verifichi uno stato di disaccordo tra due soci paritari (al 50%), tale da impedire il funzionamento o le delibere del consiglio di amministrazione, una parte possa offrire l'acquisto della quota dell'altra parte a certe condizioni, l'offerente non può ottenere (altro…)
In un giudizio di responsabilità verso i sindaci, anche a voler dare per scontata, sia pure in via meramente astratta, la violazione del dovere di diligenza degli stessi, non potrebbe essere riconosciuto a titolo di danno l’importo relativo al maggiore attivo indicato in bilancio. Il bilancio (altro…)