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Normativa in materia di equo premio per l’invenzione del dipendente e disciplina intertemporale
L’art. 65 c.p.i. – nella sua versione vigente ratione temporis – si applica soltanto alle invenzioni la cui domanda di...

L'art. 65 c.p.i. - nella sua versione vigente ratione temporis - si applica soltanto alle invenzioni la cui domanda di brevetto sia stata depositata successivamente alla data di entrata in vigore dell'art. 7 l. 383/2001 (ossia il 25.10.2001), non rilevando invece la data di concessione della privativa [Nel caso di specie, il Tribunale non ha ritenuto applicabile la previsione introdotta dall'art. 7 l. 383/2001 ad un'invenzione conseguita da un dipendente del C.N.R. - Consiglio Nazionale delle Ricerche la cui domanda di brevetto è stata depositata in data 31.01.2001 e, quindi, prima del 25.10.2001]

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Il periculum in mora nel sequestro conservativo: presupposti oggettivi e soggettivi
Il sequestro conservativo è una misura cautelare di carattere patrimoniale finalizzata ad assicurare al creditore la possibilità di espropriare in...

Il sequestro conservativo è una misura cautelare di carattere patrimoniale finalizzata ad assicurare al creditore la possibilità di espropriare in futuro quei beni del debitore potenzialmente sottraibili, nelle more del giudizio di merito, alla garanzia del credito ex art. 2740 c.c..

La concessione del sequestro conservativo è subordinata alla sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora. Quanto al periculum in mora, esso non può consistere nel mero timore soggettivo del creditore di perdere la garanzia del proprio credito, ma deve invece corrispondere ad una situazione reale ed obiettiva, in cui si concreti la possibilità che il patrimonio del debitore venga sottratto o diminuito in modo da non soddisfare più la funzione di garanzia che gli è propria. La sussistenza del periculum in mora può essere desunta sia da elementi oggettivi riguardanti la capacità patrimoniale del debitore in rapporto all’entità del credito, sia da elementi soggettivi, evincibili da comportamenti del debitore che lascino presumere che, al fine di sottrarsi all’adempimento, possa porre in essere atti dispositivi idonei a provocare l’eventuale depauperamento del suo patrimonio, sottraendolo all’esecuzione forzata. Quanto alle situazioni di carattere soggettivo, si ritiene che l’elemento soggettivo del periculum possa essere individuato in comportamenti processuali o extraprocessuali del debitore, ivi compreso l’atteggiamento e la personalità del debitore sequestrando, valutati anche attraverso pregressi comportamenti negoziali e processuali, e che è pur sempre necessario che tali comportamenti lascino presagire un’imminente dispersione o depauperamento del proprio patrimonio.

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Valutazione della contraffazione e requisiti per la tutela autoriale del modello registrato
La valutazione della contraffazione di un modello registrato va operata con riferimento al modello come registrato e non attraverso un...

La valutazione della contraffazione di un modello registrato va operata con riferimento al modello come registrato e non attraverso un confronto tra i prodotti della convenuta e quelli realizzati in concreto dall’attrice.

È necessario, per il conferimento di tutela autorale alle opere di disegno industriale, che sussista quel quid pluris dato dal valore artistico. La pubblicazione di un articolo su una rivista di settore e la partecipazione a importanti fiere internazionali non integrano i requisiti oggettivi necessari perché un modello registrato possa trascendere il mero ambito del design industriale, sia pur di alto livello, e diventare opera d’arte tutelabile tramite il diritto d'autore, come tale riconosciuta dagli ambienti artistici slegati dalle mere logiche commerciali del settore industriale originario.

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La notorietà meramente locale dei segni distintivi e il possibile regime di duopolio
Il “rideposito” di un marchio, sebbene possa essere considerato indice della volontà di utilizzare, prima o poi, il marchio medesimo,...

Il "rideposito" di un marchio, sebbene possa essere considerato indice della volontà di utilizzare, prima o poi, il marchio medesimo, non vale di per sè a superare la sanzione di decadenza del voluta dal legislatore ex art. 24, co. 1, c.p.i.

In tema di segni distintivi di un'impresa, in ossequio al principio di unitarietà degli stessi, chi acquista il diritto su un segno utilizzato in una determinata funzione tipica (nella specie, di insegna) acquista il diritto sul medesimo anche in riferimento alla utilizzazione in funzioni ulteriori e diverse (nella specie, come ditta e in tabelloni pubblicitari), ferma restando l'estensione della tutela all'ambito territoriale raggiunto in riferimento all'uso fattone.

In caso di acquisita notorietà meramente locale di un segno distintivo, il "preutente" di fatto, oltre ad avere il diritto di fare uso di tale segno distintivo in ambito locale, non ha anche il diritto di vietare ad altri di fare uso di segni distintivi ad esso uguali o comunque interferenti, essendo configurabile una sorta di regime di "duopolio", atto a consentire, nell'ambito locale, la coesistenza del marchio preusato e di quello successivamente registrato.

 

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Decadenza di marchio per mancato utilizzo e nuova registrazione di marchio
Il deposito di una nuova registrazione di marchio non può “sanare” le conseguenze della decadenza già maturata per il mancato...

Il deposito di una nuova registrazione di marchio non può “sanare” le conseguenze della decadenza già maturata per il mancato utilizzo del segno nel quinquennio. Tale circostanza inoltre non implica automaticamente la sussistenza di una malafede nella registrazione del nuovo marchio, identico a quello oggetto di decadenza. Il titolare del marchio decaduto ben può ricominciarne l'utilizzazione nell’ipotesi in cui il segno non sia stato nel frattempo registrato o utilizzato da altri. Coerentemente, egli potrà provvedere a effettuare validamente una nuova registrazione dello stesso.

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Preuso di marchio di marchio di fatto e tutela dello stesso
In tema di proprietà industriale, il preuso di un marchio di fatto comporta il diritto all’uso esclusivo del segno da...

In tema di proprietà industriale, il preuso di un marchio di fatto comporta il diritto all'uso esclusivo del segno da parte del preutente. Anche nel caso di marchio non registrato e nei limiti del preuso il preutente può impedire l’uso di un segno identico o simile al marchio registrato per prodotti o servizi affini se a causa dell’identità o somiglianza fra i segni e i prodotti possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico.

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Inammissibilità del reclamo incidentale tardivo
È inammissibile il reclamo incidentale tardivo, non esistendo nell’ambito del c.d. processo cautelare uniforme alcuna previsione che consenta di proporre...

È inammissibile il reclamo incidentale tardivo, non esistendo nell'ambito del c.d. processo cautelare uniforme alcuna previsione che consenta di proporre il reclamo oltre il termine perentorio previsto dall'art. 669- terdecies c.p.c., né potendo trovare applicazione analogica gli artt. 333-335 c.p.c. dettati in tema di disciplina generale delle impugnazioni.

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La tutela delle informazioni aziendali tra concorrenza sleale e segreto industriale
In tema di tutela delle informazioni aziendali riservate, le informazioni tutelabili come “segreti commerciali” ex art. 98 c.p.i. devono possedere,...

In tema di tutela delle informazioni aziendali riservate, le informazioni tutelabili come "segreti commerciali" ex art. 98 c.p.i. devono possedere, contemporaneamente, le seguenti caratteristiche: a) non essere nel loro insieme o nella precisa configurazione e combinazione dei loro elementi generalmente note o facilmente accessibili agli esperti e agli operatori del settore; b) avere un valore commerciale (la norma si esprime in termini di "valore economico in quanto segrete"); c) essere sottoposte a misure ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete.

In tema di segreti commerciali, l’avverbio "ragionevolmente", di cui all’art. 98, lett. c), c.p.i., impone di attribuire carattere relativo al requisito, che deve valutarsi in concreto, tenendo conto delle specifiche circostanze del caso; la misura di sicurezza può essere assicurata mediante una protezione sia “fisica”, ottenuta tramite adeguati sistemi atti ad impedire l’accesso a terzi (quali archivi informatici e database provvisti di password e username), sia “giuridica”, realizzata mediante una corretta informazione - data ai dipendenti e ai collaboratori nonché ai terzi che vengano in contatto con le informazioni - in ordine al carattere riservato e alla necessità che venga mantenuto tale. Tale informativa può essere adeguatamente attuata mediante la previsione di clausole specifiche di segretezza nei contratti di lavoro o di collaborazione, nonché mediante la stipulazione di patti di non concorrenza o, ancora, mediante l’emanazione di protocolli di segretazione, ordini di servizio, circolari interne.

Configura atto di concorrenza sleale, ai sensi dell’art. 2598, n. 3, c.c., per uso di mezzi non conformi ai principi della correttezza professionale e idonei a danneggiare l’altrui azienda, il fraudolento impiego di informazioni o documenti indebitamente rimasti in possesso di soggetto che, già impiegato presso l’impresa danneggiata, sia passato alla concorrenza. In tema di concorrenza sleale ex art. 2598, n. 3, c.c., qualificate come "riservate" le informazioni aziendali di parte attrice, in presenza di elementi tali da far fondatamente ritenere che le stesse siano state impiegate per la realizzazione anche dei prodotti del concorrente, l’imputabilità di tale impiego al terzo convenuto, in tanto può essere riconosciuta in quanto risulti allegato e provato il suo coinvolgimento nella indebita sottrazione e nell’illecito sfruttamento, quanto meno in termini di approfittamento consapevole.

Nel processo civile, le scritture private provenienti da un terzo estraneo alla lite sono prove atipiche con un valore probatorio meramente indiziario, la cui data, quando non sia certa, può essere verificata con qualsiasi mezzo di prova ai sensi dell’art. 2704 c.c.; le prove, tuttavia, non sono ammesse se ricadenti su un atto proprio della stessa parte interessata alla prova (Cass. n. 38805/2021).

In tema di concorrenza sleale, è considerata contraria alle norme di correttezza imprenditoriale l’acquisizione sistematica, da parte di un ex dipendente che abbia intrapreso un’autonoma attività imprenditoriale, di clienti del precedente datore di lavoro il cui avviamento costituisca, soprattutto nella fase iniziale, il terreno dell’attività elettiva della nuova impresa, più facilmente praticabile proprio in virtù delle conoscenze riservate precedentemente acquisite; va, invece, ritenuto fisiologico il fatto che il nuovo imprenditore, nella sua opera di proposizione e promozione sul mercato della nuova attività, acquisisca o tenti di acquisire anche alcuni clienti già in rapporti con l’impresa alle cui dipendenze aveva prestato lavoro. Rappresenta, infatti, il normale effetto della concorrenza l’attività di proposizione e promozione dei prodotti aziendali che sia volta (anche) ad acquisire parte della clientela già servita dal concorrente, in quanto sorretta dalla finalità di procurarsi un vantaggio competitivo e non di arrecare al concorrente un ingiusto nocumento.

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Reclamabilità e natura esplorativa della descrizione ex art. 129 c.p.i.
La misura della descrizione è reclamabile in assenza di espresso divieto e richiede la sussistenza di un fumus attenuato. La...

La misura della descrizione è reclamabile in assenza di espresso divieto e richiede la sussistenza di un fumus attenuato. La valutazione dell’esito ai sensi dell’art. 129, comma 4, non comporta necessariamente la revoca della misura, potendo questa essere confermata anche in presenza di risultato negativo, in quanto caratterizzata da natura esplorativa ed esposta a un’inevitabile alea.

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Limiti alla capacità distintiva del marchio di forma tridimensionale
Ai fini della valida registrazione di un marchio di forma tridimensionale deve verificarsi che il segno in questione non riproduca...

Ai fini della valida registrazione di un marchio di forma tridimensionale deve verificarsi che il segno in questione non riproduca in sé la forma tipica, naturale e standardizzata coessenziale all'esistenza di alcun prodotto merceologico, o la forma necessaria a conferire ad un qualsiasi prodotto una peculiare funzionalità tecnica ovvero un valore sostanziale.

Nei marchi di forma - ove lo stesso aspetto esteriore si confonde con il segno registrato - la capacità distintiva è più difficile da riconoscere, in quanto non è abitudine del consumatore medio presumere l'origine dei prodotti sulla base della loro forma. Nella valutazione di interferenza tra marchio tridimensionale registrato e la forma di un prodotto concorrente, occorre attribuire adeguata rilevanza alle differenze esistenti tra forme ed evitare un'interpretazione estensiva del concetto di "similitudine", altrimenti operando una significative e indebita compressione del diritto del concorrente di proporre linee d prodotti recanti caratteri estetici e funzioni attraenti, così estendendo la protezione spettante al marchio ben oltre i limiti previsti dall'ordinamento interno e comunitario.

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Storno di dipendenti: criteri di valutazione della condotta anticoncorrenziale
Non integra gli estremi dell’illecito anticoncorrenziale da storno di dipendenti il transito di un numero esiguo di lavoratori da un’impresa...

Non integra gli estremi dell'illecito anticoncorrenziale da storno di dipendenti il transito di un numero esiguo di lavoratori da un'impresa all'altra, ove tale numero sia irrilevante rispetto all'organico complessivo di entrambe le imprese e non risulti allegato dalla parte che intende fare il proprio diritto che i dipendenti transitati ricoprissero ruoli strategici, tali da rendere la loro sottrazione idonea a nuocere in modo significativo all'impresa di provenienza.

Il progetto di allestimento di un negozio non è suscettibile di tutela ai sensi della normativa sul diritto d'autore ove non presenti i requisiti necessari per essere qualificato come opera dell'ingegno, difettando dei caratteri di creatività e originalità richiesti dalla legge.

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